La giornata milanese del presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è aperta al Campus Leonardo del Politecnico, nella sede della Fondazione Renzo Piano, dove il Capo dello Stato ha partecipato a una lezione dell’architetto senatore a vita insieme a un gruppo di studenti. Ad accoglierlo il sindaco Giuseppe Sala, il presidente della Regione Attilio Fontana, Renzo Piano e la rettrice del Politecnico Donatella Sciuto. Al centro dell’incontro il laboratorio “Arte del costruire”, dedicato al rapporto tra ricerca, creatività ed errore. Proprio sul valore dell’errore Mattarella ha insistito durante il dialogo con Piano: “Una quantità di scoperte fondamentali che hanno fatto avanzare la conoscenza sono dovute a errori di ricerca, a piste rivelatesi improduttive che poi hanno aperto squarci verso risultati preziosi”. Da qui il messaggio rivolto agli studenti: “Sbagliare è prezioso perché c’è il coraggio dell’ostinazione, di riprovare a cercare”.
“Questa generazione ha passione e valori”
Nel confronto con gli studenti del Politecnico, il presidente della Repubblica ha anche espresso fiducia nelle nuove generazioni. “La passione questa generazione ce l’ha, anche più di quelle precedenti”, ha affermato Mattarella. “È piena di valori positivi e a me piace molto”. Secondo il Capo dello Stato, i giovani devono trovare una propria strada senza limitarsi a replicare modelli del passato: “Noi possiamo trasmettere valori di convivenza, non modelli di comportamento”. E rivolgendosi direttamente agli studenti ha aggiunto: “C’è una grande capacità di creatività e questo ispira fiducia. Complimenti ragazzi”.
L’arrivo alla Scala per gli 80 anni della rinascita
Dopo la visita alla Fondazione Renzo Piano, Mattarella si è trasferito al Teatro alla Scala per la cerimonia dedicata all’80esimo anniversario del concerto di riapertura del teatro ricostruito dopo i bombardamenti del 1943. L’11 maggio 1946 Arturo Toscanini diresse infatti il concerto simbolo della rinascita della Scala e, insieme, dell’Italia uscita dalla guerra. Quest’anno il concerto celebrativo è stato eseguito dall’Orchestra e dal Coro del Teatro alla Scala diretti da Riccardo Chailly e Alberto Malazzi, con alcune pagine del “Nabucco” di Giuseppe Verdi.
Standing ovation per Mattarella e Liliana Segre alla Scala
L’arrivo del presidente della Repubblica in platea è stato accolto da una lunga standing ovation. Poco prima il pubblico si era già alzato in piedi per salutare la senatrice a vita Liliana Segre. Applausi, grida di “bravo” e il teatro interamente in piedi hanno accompagnato l’ingresso di Mattarella, che ha salutato il pubblico prima dell’esecuzione dell’inno nazionale.
Sala: “Milano resti aperta e capace di guardare al futuro”
Prima del concerto è intervenuto anche il sindaco Giuseppe Sala, che ha legato la memoria della ricostruzione del dopoguerra alle sfide contemporanee. “Vogliamo continuare a lavorare perché Milano resti una città aperta, dinamica, capace di guardare all’Europa e al futuro senza rinunciare ai valori che ne hanno segnato la storia”, ha dichiarato il primo cittadino. Sala ha poi sottolineato il significato politico e civile dell’anniversario: “La democrazia che intendiamo difendere è un processo continuo che si rinnova ogni giorno. Altrimenti non è più democrazia, ma soltanto la sua imitazione”.
“La parte giusta è quella della bellezza e della libertà”
Nel suo intervento il sindaco ha richiamato il valore simbolico della Scala nella storia italiana. “Ottant’anni dopo dobbiamo restare fermi dalla parte giusta”, ha detto rivolgendosi alle istituzioni presenti in sala. “La parte giusta è quella della democrazia, della libertà, dell’arte e del coraggio civile che l’11 maggio 1946 fecero rinascere la Scala e, insieme ad essa, una parte dell’Italia”.
Bozzetti (Fondazione Fiera Milano): “Rapporto con la Scala fin dalle origini profondissimo”
Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano, ha commentato: “Il rapporto tra la Fiera di Milano e il Teatro alla Scala è fin dalle origini profondissimo. Celebrando oggi gli ottant’anni dalla ricostruzione del teatro, ricordiamo una storia comune che nasce già dagli anni Venti, ma che, nel secondo dopoguerra, si è ulteriormente concretizzato: nel 1946, la forte volontà di rinascita della città e dei suoi cittadini spinse le due istituzioni a compiere una scelta straordinaria e profondamente condivisa. La prima stagione operistica della Scala dopo la Seconda Guerra Mondiale si svolse all’interno della Fiera, all’interno del Palazzo dello Sport, oggi Palazzo delle Scintille, il primo padiglione ricostruito dopo gli anni bellici, che poteva ospitare fino a 6.000 spettatori”.
“Si tratta ancora oggi di un esempio straordinario di resilienza e di collaborazione per la città e, a ottanta anni di distanza, ci insegna che è possibile collaborare in nome dalla capacità di mettersi al servizio della comunità, soprattutto nei momenti cruciali della storia. Celebrare questo anniversario significa ricordare come, insieme, abbiamo contribuito a ricostruire non solo luoghi fisici, ma anche il tessuto culturale e civile della città. È un’eredità che continuiamo a custodire e a rinnovare, consapevoli che il dialogo tra cultura, impresa e società resta uno dei motori fondamentali dello sviluppo di Milano e del Paese”.

