Milano
Hannoun e l'associazione milanese con cui finanziava Hamas: la storia dell’inchiesta con i documenti raccolti dall’esercito israeliano
La svolta che ha portato all'arresto di Mohammad Hannoun parte da alcuni documenti raccolti dall'esercito israeliano e giunti all'attenzione della Procura

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Hannoun e l'associazione milanese con cui finanziava Hamas: la storia dell’inchiesta con i documenti raccolti dall’esercito israeliano
La vicenda è parzialmente uscita sui giornali. E’ la storia di una inchiesta giudiziaria, e come tale va presa con le pinze (sì, il garantismo vale anche per i terroristi islamici e presunti tali). I magistrati sono quelli di Genova e il protagonista di questa vicenda si chiama Mohammad Hannoun, per la liberazione del quale qualche giorno fa il piazza Scala a Milano un centinaio di persone hanno manifestato.
Ma chi è Hannoun, che è in carcere a Genova? E’ noto da quasi 40 anni, considerato che è dai primi anni ‘80 che vive nel capoluogo ligure. E’ il presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia. E’ un personaggio pubblico, che si è fatto fotografie con buona parte degli esponenti della sinistra pro-Pal. Ed è noto anche ai giornalisti. Claudia Fusani, ai tempi cronista dell’Unità (non propriamente un giornale di destra), racconta che dai primi anni 2000 ad Hannoun sequestravano i conti e poi li dissequestravano, e che aveva pure la querela facile.
Del resto, che cosa pensi Hannoun è ampiamente noto. Radio Radicale, che possiede un archivio preziosissimo di audio e video, ha registrato l’intervento di Hannoun alla fine di ottobre 2023, dopo dunque il 7 ottobre e dopo l’attacco israeliano: “Vorrei mandare un saluto alla resistenza palestinese, a tutti i combattenti del regime di apartheid israeliano, a tutti coloro che resistono malgrado l’uso di tutta la forza da parte di Israele che sta cercando di sterminare in silenzio una popolazione che resiste e che lotta per strappare i diritti inalienabili e per vivere in libertà”.
Hannoun, il racconto delle carte ed i documenti diffusi dall'esercito israeliano
Ma allora, che cosa è cambiato? Le carte raccontano una storia interessante, in buona parte basata a Milano. Perché a Milano ha sede una delle due associazioni che mandavano i fondi ad Hamas, “l’associazione Benefica Cupola d’Oro” (l’altra è l’Associazione benefica di solidarietà con il Popolo Palestinese - ABSPP). Hannoun viene seccamente presentato come il membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas, in rapporti con i vertici di Hamas in Europa. Dall’ex ministro dei trasporti Osama Alisawi, anche lui indagato, ad altri esponenti sparsi nei vari stati europei come Abou Rashid Amin.
Di Hannoun, si diceva, la giustizia italiana si è occupata più volte, archiviandolo sempre. Però poi - come è scritto a pagina 10 delle 306 che compongono l’ordinanza - l’indagine viene riaperta perché l’IDF, ovvero l’esercito israeliano, durante l’operazione di guerra nella striscia di Gaza acquisisce documentazione che spedisce un po’ in tutta Europa e anche in Italia. Documentazione che riguarda anche Hannoun. Dopo l’operazione militare israeliana la definizione di Hamas come organizzazione terroristica, secondo il Gip, diventa più chiara, più netta. E dunque Hannoun diventa un finanziatore del terrorismo: nel senso che aveva sempre finanziato la causa palestinese (= Hamas) ma se Hamas è terrorista, allora è un finanziatore dei terroristi.
Equivalenza fatta, ipotesi di reato conclamata: si può procedere. Il resto è sui giornali: i fiumi di denaro raccolti dalle donazioni durante manifestazioni pubbliche, che finivano ad Hamas, sia nella sua versione “civile” che al braccio armato che aveva scatenato l’attacco del 7 ottobre. Non si può sapere se Hannoun sia colpevole oppure no perché questo lo dirà un giudice e non noi. Possiamo però dire che era chiaro che cosa pensasse e pure a chi mandasse i soldi raccolti. E’ forse solo cambiata la “percezione” di che cosa sia Hamas: da organizzazione palestinese a organizzazione terroristica palestinese? Anche questo però fa rabbrividire: che cosa sia Hamas lo sappiamo da anni, mica dal 2023 in poi.
Viene anche da fare una riflessione “cittadina”: dopo questa inchiesta quanta parte della campagna elettorale che inizierà tra più o meno cinque mesi per il rinnovo della carica di sindaco di Milano sarà svolta anche sul tema di pericolo islamista?
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