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Hoepli, Milano si mobilita per provare a salvare la libreria. Cosa potrebbe succedere dopo la liquidazione

Flash mob e petizione da oltre 40 mila firme e sostegno di intellettuali e artisti per la storica libreria. Il 20 marzo tavolo in Comune. Sullo sfondo gli scenari societari: dalla liquidazione al possibile rilancio della casa editrice senza il socio Nava

Hoepli, Milano si mobilita per provare a salvare la libreria. Cosa potrebbe succedere dopo la liquidazione

Milano si stringe attorno alla libreria Hoepli. Sabato mattina, nonostante la pioggia, centinaia di persone si sono radunate davanti alle vetrine di via Hoepli per un flash mob organizzato dai sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uiltemp. Cartelli fatti a mano, telefoni alzati e famiglie con bambini: una folla eterogenea che ha voluto manifestare il proprio sostegno a uno dei luoghi simbolo della cultura milanese. Tra i presenti anche molti studenti e lettori abituali della libreria. La mobilitazione si è sviluppata anche online. La petizione lanciata su Change.org ha superato le 42 mila firme e continua a raccogliere adesioni. Tra i firmatari figurano numerosi volti noti della cultura e dello spettacolo, da Vinicio Capossela ad Alessandro Cattelan, fino a Cochi Ponzoni e Victoria Cabello. Alla protesta hanno aderito anche personalità del mondo culturale come Mario Calabresi e Giacomo Poretti, mentre nei giorni scorsi il dirigente scolastico del liceo Parini Massimo Barrella si era presentato simbolicamente nella libreria con un cartello di sostegno. Anche le istituzioni hanno espresso vicinanza: il sindaco Giuseppe Sala e l’arcivescovo Mario Delpini hanno manifestato solidarietà ai lavoratori e alla città.

Il tavolo in Comune il 20 marzo con i sindacati

Dopo settimane di tensione è arrivata una prima apertura istituzionale. Il Comune di Milano ha convocato per venerdì 20 marzo un tavolo con i sindacati per discutere del futuro della libreria e dei dipendenti. Per i rappresentanti dei lavoratori si tratta di un primo segnale positivo. Il segretario generale della Cgil Milano Luca Stanzione, intervenendo durante il presidio davanti alla libreria, ha spiegato che la vicenda non riguarda solo un’attività commerciale ma il modello culturale della città. “Chiudere Hoepli significa chiudere la possibilità di pensare a questa città come una città che guarda all’Europa”. Stanzione ha poi aggiunto: “Non possiamo pensare che Milano sia internazionale solo per i nuovi fondi di investimento speculativi. Non possiamo pensare che Milano sia internazionale per le Olimpiadi e poi si scorda della cultura e della cifra con cui questa città può raccontarsi al mondo”. Secondo il sindacalista il tema riguarda anche il ruolo dell’economia della conoscenza nella città. “A Milano ci sono 400 mila lavoratori che operano nel campo del sapere, della ricerca e dell’invenzione. Non farlo significa non guardare alle potenzialità e al futuro di una città che sta gridando che vuole essere vista”.

La crisi societaria e lo scontro nella famiglia Hoepli

La mobilitazione cittadina si inserisce in una crisi societaria profonda. Nei giorni scorsi l’assemblea dei soci ha deliberato la liquidazione volontaria della società Hoepli spa dopo 156 anni di storia. Alla base della decisione c’è un conflitto interno alla famiglia proprietaria. Da una parte i rami che fanno capo alla storica famiglia svizzera Hoepli, dall’altra il cugino Giovanni Nava, socio di minoranza con circa il 33 per cento delle quote e contrario alla liquidazione. Il nodo societario si intreccia con la situazione economica. Secondo i sindacati la libreria registrerebbe perdite fino a 200 mila euro al mese. A peggiorare la situazione sarebbe stata anche la drastica riduzione degli approvvigionamenti di libri iniziata nell’autunno del 2024, che ha ridotto l’offerta sugli scaffali e contribuito alla disaffezione dei clienti. Nel frattempo l’avvocata Laura Limido, nominata per gestire la liquidazione, ha iniziato l’analisi dei conti della società.

Cosa può succedere adesso: chiusura della libreria a maggio

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, lo scenario più immediato potrebbe essere la chiusura della libreria entro maggio. Il tempo tecnico servirebbe per attivare la cassa integrazione straordinaria a zero ore per i 49 librai. L’ipotesi allo studio prevederebbe un periodo fino a 24 mesi con possibili prepensionamenti e incentivi all’uscita, evitando almeno nell’immediato una procedura di licenziamento collettivo. La situazione appare diversa per la parte editoriale e per il comparto web, dove la cassa integrazione sarebbe invece parziale e con rotazione dei dipendenti.

Lo scenario: il possibile rilancio della casa editrice (senza il socio-cugino)

Tra gli scenari che circolano nelle ultime settimane c’è anche una possibile operazione di rilancio della casa editrice Hoepli, fondata nel 1870. Secondo questa ipotesi, dopo una eventuale procedura di liquidazione o fallimento, i membri della famiglia Hoepli potrebbero riacquisire la parte editoriale della società — in particolare il settore dei manuali e dei libri scolastici — escludendo il socio Giovanni Nava con cui i rapporti sono ormai compromessi. La casa editrice resta infatti il segmento con maggiore mercato e potenzialità di sviluppo. Diverso il discorso per la libreria, che appare molto più fragile dal punto di vista economico.

Il futuro della libreria e del palazzo che la ospita

Un elemento decisivo per capire il futuro della libreria è l’immobile che la ospita. Il palazzo di via Hoepli 5, sette piani nel cuore del centro storico, appartiene a una fiduciaria collegata alla famiglia Hoepli. All’interno si trovano non solo la libreria ma anche uffici e una parte residenziale storica della famiglia. Se la libreria dovesse chiudere e lo stabile venisse liberato, il valore dell’immobile potrebbe aumentare sensibilmente, soprattutto nell’ipotesi di un cambio di destinazione d’uso. È anche per questo che molti osservatori ritengono che il destino della libreria sia la parte più incerta dell’intera vicenda.

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