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Milano
Il Csm critica il progetto di Bruti sul "dipartimento Expo"

"Eccessiva ampiezza" e "indeterminatezza" dei reati ricompresi nell'area omogenea Expo, il progetto organizzativo messo a punto dal procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati dedicato alle inchieste riguardanti l'Expo 2015. Cosi' il Csm, con una delibera approvata stasera a larga maggioranza (16 voti a favore), pur esprimendo un "positivo giudizio complessivo" sul nuovo progetto organizzativo della Procura di Milano, critica l'istituzione dell'area Expo, di cui Bruti e' coordinatore, rilevando il rischio di "effetti di ridimensionamento delle funzioni semidirettive in concreto svolte dai procuratori aggiunti". Sull'area Expo aveva presentato osservazioni critiche l'aggiunto Alfredo Robledo, protagonista, con Bruti, di uno scontro che da mesi va avanti alla Procura di Milano. Anche il Consiglio giudiziario milanese ha evidenziato rilievi su questa scelta organizzativa compiuta da Bruti.

Palazzo dei Marescialli sottolinea che, come gia' espresso dal Consiglio giudiziario di Milano, "si deve convenire sulla assoluta opportunita' di un intervento organizzativo capace di affrontare l'evento" Expo, e "di garantire una uniformita' di azione nel contrasto ai diversi fenomeni criminali che potranno interessare lo stesso", e una "rivisitazione dell'ampiezza dell'area omogenea Expo, in termini maggiormente razionali, oltre che coerente con i moduli organizzativi in astratto nella disponibilita' del procuratore della Repubblica, farebbe venire meno qualsiasi profilo di criticita' in ordine al ruolo dei procuratori aggiunti". Nonostante le "segnalate criticita'", conclude il Csm, l'area creata da Bruti per le inchieste legate all'evento Expo 2015 "non ha in alcun modo comportato pregiudizio per l'azione giudiziaria in concreto esercitata, ne' hanno leso il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, risultando anzi evidente - si legge nel documento approvato, di cui e' stato relatore il presidente della Settima Commissione Antonello Ardituro (Area) - la specifica esigenza di razionalizzazione delle indagini in questo delicato ambito di intervento". E' stata bocciata dal plenum, invece, la delibera di minoranza, votata solo dai 4 togati di Mi e dal laico di Ncd Antonio Leone - ben piu' dura nei confronti di Bruti - di cui e' stato relatore il togato di MI Luca Forteleoni: in essa si chiedeva di inserire tali atti nel fascicolo personale del procuratore capo di Milano ai fini della valutazione della sua riconferma dell'incarico direttivo. Si e' astenuto dal voto per entrambe le delibere il procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani.

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