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Milano
Il libro di Pisapia tira meno. In Fnm arriva Arnoldi. Anzi no. E altre Cattiverie di Affari
milano città aperta in libreria

di Fabio Massa

CATTIVERIA-1/ Che cosa tira di più? La Milano di Pisapia oppure una bella copertina con delle pudenda in bella vista. Risposta scontata, anche nella celebre Feltrinelli di piazza Piemonte, dove, mercoledì scorso - come si può vedere in questa foto di Affari - la classifica settimanale dei volumi esposti era implacabile: al primo posto Atti osceni in luogo privato, al secondo Momenti di trascurabile infelicità. La cosa che stupisce è che va bene, per dirla come alcuni comici, che “la patatina tira”, ma essere addirittura superati, al terzo posto da Sette brevi lezioni di fisica, è veramente cosa ingrata. A che posto si classifica l’opera della coppia Sasso-Pisapia? All’ottavo. Milano città aperta. Oppure Milano città ingrata…

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CATTIVERIA-2/ Che in Fnm sarebbe arrivato Andrea Gibelli, ormai lo si sa da tempo. Quel che Affaritaliani.it, adesso può rivelare è che aspirava al posto di vicepresidente Gianantonio Arnoldi, classe 1958, di Forza Italia, su indicazione del concittadino Alessandro Sorte, assessore alle Infrastrutture, bergamasco come lui. Invece, quello che sembrava sicuro non lo è più, a causa di scontri interni tra gli azzurri.  A proposito: Arnoldi è stato presidente del Cestec Spa, che due anni fa si è fuso con Finlombarda. In ogni caso, Arnoldi o meno, nel consiglio della quotata che ha in pancia Trenord si andrà comunque  a costituire un cda a cinque persone invece che le sette attuali.

CATTIVERIA-3/ I soliti bene informati, e anche un po' maligni, della Regione Lombardia, rivelano ad Affari che la deliberacon la quale si sarebbe dovuto incaricare Giuseppe Bonomi affinché prendesse il posto di Andrea Gibelli alla segreteria generale è sparita dalll'ordine del giorno della Giunta di oggi. Che cosa starà succedendo? E chi lo sa...

CATTIVERIA-4/ Cercasi disperatamente candidato sindaco. Almeno dalle parti di Sel Milano. Che, adesso, pare si starebbe orientando su una scelta “interna” dopo aver accarezzato per lungo tempo l’idea di convergere su un nome del Pd che potesse essere di garanzia rispetto all’attuale assetto del governo cittadino. Un nome che era stato fatto era quello di Pierfrancesco Majorino. Che resta in pista, malgrado la botta ricevuta dall’autrice del libro di Giuliano Pisapia.

CATTIVERIA-5/ Ma quanto va in televisione Giuliano Pisapia! Una volta snobbava il piccolo schermo, soprattutto delle televisioni locali (al punto che si racconta di uno scazzo epico con la maggiore delle emittenti tv, proprio per la disattenzione dell’avvocato arancione). Ora invece partecipa a talk show da una parte e dall’altra. Potenza della Rizzoli (che deve promuovere il suo libro) oppure potenza delle ambizioni di leadership totale di quel che resta del progetto Sel? Ah, saperlo…

@FabioAMassa

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