di Lorenzo Zacchetti
Sono passati vent’anni da quando la Piccola Scuola di Circo, affiliandosi alla UISP, ha iniziato ad essere riconosciuta ufficialmente come associazione e quindi a dialogare con le istituzioni. Sebbene fosse attiva sin dai primi anni Novanta, si è trattato di un passaggio fondamentale di un percorso che ben presto si sarebbe rivelato ad ostacoli.
Nel 2002 l’associazione si è aggiudicata il bando per l’assegnazione di un’area di proprietà comunale in via Montello, sulla quale aveva iniziato a progettare investimenti importanti, anche grazie alla contemporanea vittoria di altri due bandi per contributi economici, uno della Regione Lombardia ed uno della Fondazione Cariplo.
L’entusiasmo è durato poco, come spiega la co-fondatrice Camilla Peluso: “Già nel 2003, il Comune ha cambiato idea su via Montello, dove il Sindaco Albertini ha deciso di costruire un parcheggio interrato a più piani. Sostenuti da numerosi artisti ed intellettuali, abbiamo iniziato una battaglia contro quel repentino cambio di atteggiamento e per evitare la revoca della concessione”.
“Sul piano legale, ci sono stati ricorsi sia al TAR che al Consiglio di Stato, che in due occasioni si è pronunciato a nostro favore. Nel 2009, abbiamo raggiunto un accordo con l’amministrazione Moratti per un trasloco in via Messina, con un contributo di 240.000 euro per il trasferimento, oltretutto complicato da una copiosa nevicata”.
Lo spostamento non è comunque stato indolore, perché ha comportato una perdita di insegnanti e, soprattutto, di circa il 40% degli iscritti. Nella sua nuova destinazione, la Scuola si è ritrovata in una posizione nascosta dal cantiere della M5, che proprio in quel periodo è stato aperto all’incrocio tra via Messina e via Cenisio, occultandone la vista dalla strada. Inoltre, alcune problematiche tecniche, come la distanza dagli edifici limitrofi, ha ostacolato la concessione di una nuova licenza per lo spettacolo. Ci sono voluti ben cinque anni per riottenerla e, in un questo lungo periodo, l’assenza di eventi ha ulteriormente penalizzato un’associazione che non ha molti altri mezzi per farsi conoscere dai cittadini.
Il periodo più difficile è finito nel 2012, quando l’amministrazione Pisapia ha stipulato con la Piccola Scuola di Circo una convenzione ventennale per l’utilizzo dell’area di via Messina, dando così all’associazione la possibilità di ripartire con la progettazione a lungo termine sia dei corsi, sia degli spettacoli, attraverso l’inserimento nella concessione d’uso di una porzione di uno stabile attiguo, dove ricavare bagni e spogliatoi.
Oggi gli allievi sono circa 300: un gruppo decisamente eterogeneo che va dai 3 ai 40 anni, con corsi che spaziano dalla psicomotricità all’equilibrismo e dalla giocoleria all’officina comica. Inoltre, nelle ore mattutine il tendone di via Messina è spesso frequentato dalle scuole convenzionate: “Abbiamo accordi con il Liceo Sportivo, che ha inserito la nostra attività nel suo P.O.F. (Piano dell’Offerta Formativa, ndr), ma anche con la facoltà di scienze motorie, per i corsi di aggiornamento, e persino con alcune scuole dell’infanzia. Ci piacerebbe arrivare alla piena saturazione degli spazi disponibili, attivando anche altre convenzioni”.
Frequentare questo genere di corsi non è “solo” un modo sano e costruttivo di passare il proprio tempo, ma può anche trasformarsi in un’opportunità di lavoro: “Alcuni dei nostri allievi, particolarmente capaci, si sono trasferiti in Francia e in Gran Bretagna, dove è molto più facile trovare una compagnia professionale nella quale esibirsi”, continua Camilla.
“Questo dipende dal fatto che all’estero esiste il titolo di artista di circo, ufficialmente riconosciuto, mentre in Italia no. Dal punto di vista culturale, siamo ancora molto indietro. Qui la gente è ancora legata all’immagine del circo tradizionale, mentre noi siamo stati i primi ad introdurre nel nostro Paese il concetto di circo senza animali”.
Proprio per questo motivo, è opportuno specificare che la Piccola Scuola di Circo ha un approccio prettamente sportivo: “Siamo nati come associazione sportiva, anche se poi siamo diventati una srl senza scopo di lucro perché é la forma associativa migliore per affrontare la gestione di un impianto sportivo di proprietà comunale, relazionandoci col Settore Sport. Rispetto ai contenuti della nostra attività, l’impostazione è marcatamente sportiva, anche perché la maggior parte dei nostri insegnanti è formata da laureati in scienze motorie.”
“Personalmente, ho praticato a lungo ginnastica artistica e ritmica, per poi diventare allenatrice e giudice della federazione. Negli anni Ottanta, per puro caso, ho scoperto la passione per il circo e ho fatto una tesi all’Isef sull’aspetto educativo dell’attività circense. Il circo e lo sport sono attività affini, anche per il nostro stile di allenamento, e la parte artistica per noi è sempre stata un binario parallelo”
Parallelo, ma determinante. Risolto il problema della licenza per lo spettacolo, ora attraverso gli eventi si cerca di far conoscere ai milanesi questa opportunità, davvero unica, di entrare in un mondo che mescola arte, spettacolo, sport e rispetto per gli animali, in una concezione di “circo” finalmente al passo coi tempi.
Le difficoltà, anche quelle burocratiche, sono finalmente alle spalle, ma per superarle c’è voluta tutta l’abilità di questi straordinari equilibristi del quotidiano!











