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Milano
Immigrati, hub di smistamento al Dopolavoro. Lega: "Uno scempio"
Immigrati a Milano

Gli spazi dell’ex Dopolavoro ferroviario in via Tonale a Milano, messi a disposizione da Ferrovie dello Stato e Grandi Stazioni, sono da oggi operativi come hub di smistamento degli immigrati, dopo i lavori di riqualificazione svolti da Fondazione Progetto Arca, Genio militare e Protezione civile del Comune di Milano.

PISAPIA: "NON SOPPORTEREMO A LUNGO TUTTI QUESTI ARRIVI"/ Secondo il sindaco milanese Giuliano Pisapia, “l’apertura degli spazi dell’ex Dopolavoro ferroviario di via Tonale è un passo importante e rappresenta una risposta all’Europa per quanto riguarda l’emergenza profughi. Milano, che come tutta l’Italia, e forse più di altri, sta affrontando da oltre venti mesi i continui sbarchi di decine di migliaia di persone provenienti da diversi Paesi in cui ci sono situazioni drammatiche e di disperazione, sta dimostrando di sapere coniugare l’accoglienza e la generosità con il decoro urbano. Due esigenze primarie. Ancora una volta la città ha saputo mettere in campo le sue energie migliori grazie a un impegno condiviso di tutti i soggetti: istituzioni,  cittadini, associazionismo, volontariato, Prefettura, Ferrovie dello Stato, Grandi Stazioni, Forze dell’O rdine, Polizia Locale, Genio Militare dell’Esercito, Protezione Civile, Asl. Certamente è più facile decidere di non occuparsi del problema e lasciare che altri agiscano. Milano ha scelto una strada differente e proprio l’apertura di questo hub, che sarà il posto dove con dignità e decoro saranno accolti i profughi in arrivo in città per essere registrati e poi accompagnati per la notte nelle 7 strutture di accoglienza, ne è la dimostrazione. Sappiamo bene che questo spazio, risistemato e allestito adeguatamente, non è una soluzione definitiva. L’emergenza profughi è molto più complessa e riguarda non solo Milano, non solo l’Italia, ma tutta l’Europa. La città sta facendo il possibile per rispondere alle esigenze di tutti, dei cittadini e di chi sta scappando dalla fame e dalle torture, per evitare tensioni, ma non riusciremo a sopportare a lungo una pressione così forte di arrivi. Sicuramente continueremo a fare la nostra parte, la parte di una città che non lascia da solo nessuno e di questo siamo orgogliosi”.

ALTRI SPAZI ENTRO FINE MESE/ Entro il mese Grandi Stazioni fornirà altri due spazi per sistemare gli immigrati. Dando la notizia, l'amministratore delegato di Grandi Stazioni ,Paolo Gallo, ha specificato che si tratta di due locali con ingressi indipendenti, di circa 350 metri quadrati ciascuno e provvisti di divesi bagni all’interno. “L’obiettivo - ha detto – è renderli locali definitivi".

IL PRESIDENTE DI ARCA: "PROSEGUIAMO CON UMANITA'"/  Il presidente Alberto Sinigallia: “Dato il flusso continuo di profughi in transito a Milano proseguiamo giorno dopo giorno nel nostro lavoro mettendo in campo ogni risorsa di cui disponiamo per offrire insieme ai partner con cui lavoriamo, sempre più umanità e competenza alle persone che accogliamo e sicurezza ai cittadini con cui veniamo in contatto. In quest’ottica certamente la nuova sistemazione dell’hub negli spazi del Dopolavoro Ferroviario ci permette di offrire un’accoglienza sempre più valida e adeguata a coloro che arrivano affaticati, spaesati e bisognosi di spazi in cui respirare, comprendere, organizzarsi e fidarsi, accettando la nostra ospitalità, in particolare penso ai bambini per cui abbiamo allestito uno spazio dedicato. Fondamentale e incredibile è la rete spontanea di associazioni, organizzazioni e privati che si è costituita e che dà un grande valore aggiunto al singolo lavoro di ognuno di noi”. Alcuni esempi: il contributo di Terre des Hommes con i kit di igiene personale, grandi quantità di acqua, un mediatore culturale e un frasario multilingue per la mediazione culturale; l’assistenza ai bambini della Fondazione L’Albero della Vita e Save the Children; la disponibilità di Informatici senza frontiere che permette ai migranti, con le postazioni pc donate all’hub, di mettersi in contatto con i propri familiari; le donazioni continue da parte di tantissimi cittadini di abiti, scarpe e oggetti per la pulizia personale". 

MAJORINO E GRANELLI: "FINALMENTE UNA STRUTTURA DIGNITOSA"/ "Finalmente apriamo in Stazione Centrale un hub attrezzato per la prima accoglienza e per il soccorso sanitario dei profughi in transito da Milano – commnentano gli assessori alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino e alla Sicurezza e Coesioine sociale, Marco Granelli – dopo i lunghi mesi trascorsi nel mezzanino, il passaggio in Galleria delle Carrozze e la temporanea sistemazione nei locali di Grandi Stazioni. Ringraziamo Ferrovie dello Stato per aver messo a disposizione questo luogo, Genio Militare e Protezione civile comunale per averlo sistemato in tempi brevissimi e Fondazione Progetto Arca per aver oganizzato gli spazi. Il flusso dei profughi dal sud dell’Italia non accenna a fermarsi, ora però possiamo contare su una struttura dignitosa che permetterà a tutti di lavorare meglio e a contenere disagi e situazioni di degrado in città. In questi venti mesi la Milano ha risposto con grande generosità e solidarietà dimostrando di essere città accogliente e civile. Rinnoviamo a tutti i volontari e ai milanesi loro il nostro grazie”.

LA LEGA: "DOVE FARANNO I LORO BISOGNI?"/ "Spostare gli immigrati presenti in Stazione Centrale a 100 metri di distanza non risolve il problema sanitario e di decoro urbano". Così Samuele Piscina, capogruppo della Lega Nord in Zona 2 commenta l’apertura del “centro di smistamento profughi” nell’ex dopolavoro ferroviario del sottopasso di via Tonale che oggi sarà inaugurato da sindaco e assessori. "Il sindaco Pisapia, l’assessore Granelli e l’assessore Majorino hanno già dimostrato un mese fa di non saper gestire l’emergenza causata dall’arrivo di centinaia di immigrati a Milano - commenta Samuele Piscina, capogruppo della Lega Nord in Zona 2 - e, ancora una volta, stanno comprovando la loro inadeguatezza ad amministrare la nostra città".

"L’emergenza è ancora attuale: gli immigrati che arrivano in Stazione Centrale, spediti ogni giorno da un Governo dello stesso colore politico della Giunta che amministra Milano come se fossero un pacco del quale i cittadini milanesi devono accollarsi le spese, sostano in piazza IV Novembre da mattina a sera. Lì bivaccano nelle aiuole, le utilizzano per le proprie necessità fisiche e le trasformano in vere e proprie discariche a cielo aperto. Spostare tale individui a 100 metri di distanza da dove oggi stazionano, – sottolinea Piscina - non risolve assolutamente la situazione. Gli immigrati infatti saranno sempre liberi di circolare e di accamparsi in piazza IV Novembre o in via Vittorio Veneto, creando degrado e insicurezza".

"Un’amministrazione competente avrebbe fatto sentire la propria voce al Governo invece di abbassare le braghe di fronte a Renzi e Alfano, specialmente in un periodo delicato come quello di Expo. Ricordiamo infatti come la Stazione sia la principale porta d’ingresso nella nostra città. Non è sufficiente ripulire le aree solo quando arrivano le grandi autorità a tagliare un nastro. I cittadini che ogni giorno frequentano la Stazione conoscono bene la situazione. A ciò si aggiunge l’inadeguatezza dei locali assegnati che prevedono solo 2 bagni piccoli per gli operatori e uno grande per donne e bambini. La domanda sorge spontanea: dove andranno le centinaia di uomini a soddisfare i propri bisogni? Installeranno orrendi e degradanti bagni chimici all’esterno del dopolavoro o li lasceranno continuare a defecare in mezzo alla strada? È ora di dire basta a questo scempio! - conclude il capogruppo della Lega Nord in Zona 2 - Basta degrado, basta clandestini! Milano non vuole diventare come Lampedusa".

I NUMERI: 70MILA TRANSITI IN 20 MESI/ L’emergenza profughi a Milano è iniziata venti mesi fa, nell’ottobre del 2013. Da allora sono transitati dalla città (tutti accolti e poi ripartiti) circa 70mila profughi (di cui 15mila bambini), in prevalenza di nazionalità siriana ed eritrea, e molti altri provenienti da Sudan, Mali, Ghana, Togo, Etiopia, Pakistan, Somali, Afghanistan, Iraq, Nigeria e Libia. Le richieste di asilo sono state 270. Solo nell’ultimo mese sono giunte a Milano 7.700 persone, 17.000 da inizio anno.  Sono tutti profughi giunti spontaneamente, senza alcun controllo o organizzazione dalle regioni del sud, quasi sempre pochi giorni dopo gli sbarchi o i salvataggi. Nelle strutture messe a disposizione da Comune, Caritas e Terzo Settore (paragonabili a un qualsiasi altro Cara o Centro di Accoglienza Temporanea) sono state ospitate, og ni notte e da 20 mesi, una media di 820 persone con picchi la scorso agosto di oltre 1.400.

BRESCIA ACCOGLIE 110 PROFUGHI/  Brescia non dovrà chiedere perdono per non averli accolti. «Le parole del papa ci hanno scossi e non solo perché siamo dei religiosi – spiega fra Marco Fabello, direttore generale del Centro San Giovanni di Dio – Irccs Fatebenefratelli, riferendosi all’ormai celebre richiesta di perdono rivolta ai profughi dal Santo Padre in occasione della Giornata Mondiale del rifugiato 2015 – e pur tra mille difficoltà, anche ambientali, abbiamo deciso di aprire le porte a 40 fratelli che cercano la vita, che l’hanno messa a repentaglio per conquistarsi un futuro». La Provincia Lombardo Veneta dell’Ordine Ospedaliero ha appena dato la propria disponibilità ad accogliere 40 profughi, oltre ai 70 migranti che già ospita all’asilo notturno «Pampuri» di via Corsica. E’ una scelta in linea con il Magistero ecclesiale e un modo per celebrare l’anno vocazionale nel corso del quale l’Ordine è impegnato a riscoprire i modi per celebrare, rivitalizzare, promuovere la vocazione all’ospitalità, religiosa e laicale. I nuovi arrivati saranno alloggiati nell'ex ospedale Sant'Orsola, con ingresso da via Moretto, locali già utilizzati dalla Caritas per l’accoglienza nei mesi invernali alle persone senza dimora. I restanti dieci profughi saranno ospitati al «Pampuri». In tutto, diventano così 110 i richiedenti asilo accolti dall'Ordine ospedaliero, oggi la realtà bresciana con il maggior numero di posti convenzionati, nell’ambito del «Bando accoglienza 2015» della Prefettura che prevede 650 posti in convenzione a 35 euro al giorno. «Contrariamente a quanto appare nel dibattito pubblico – aggiunge Fabello – Brescia ha un cuore accogliente, tant’è vero c he sono stati resi disponibili duecento posti più di quelli richiesti dalla Prefettura».

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