di Lorenzo Zacchetti
“Il 6 agosto attraverserò a nuoto lo stretto di Messina, questo era solo un allenamento”. Un proclama davvero impegnativo, a prescindere da chi lo fa. Tuttavia, non si può che essere particolarmente colpiti dal fatto che a dirlo sia Margherita, una ragazza di 23 anni affetta dalla Sindrome di Turner. Si tratta di una malattia ancora piuttosto misteriosa, visto che la scienza non è riuscita ad individuarne con certezza le cause e soprattutto ad individuare una cura.
Quello che si può osservare senza difficoltà, purtroppo, è il danno che essa produce. Nel caso di Margherita, si è trattato di un danneggiamento di alcune funzioni cerebrali e motorie. Ma di certo non ha intaccato la sua grande forza di volontà, che le ha permesso di realizzare una grande impresa sportiva.
Margherita ha infatti partecipato alla traversata del lago di Como, percorrendo a nuoto i 1.500 metri che separano la sponda di Onno da quella di Mandello del Lario. Si tratta di un evento sportivo ormai piuttosto radicato nella cultura lariana, giunto alla sua ventunesima edizione e supportato con entusiasmo da entrambe le amministrazioni comunali interessate.
Tra i 700 partecipanti all’edizione 2016 c’era anche Riccardo Fasoli, sindaco di Mandello, ma la richiesta di iscrizioni da parte dei cittadini era molto superiore ai posti disponibili. Il vincitore della gara è stato Federico Rusconi, ventiduenne nuotatore della Canottieri Lecco, che già aveva conquistato il primo posto nel 2015 e in altre tre edizioni precedenti. In questo caso, ha coperto la distanza in appena 15 minuti e 40 secondi, superando il compagno di squadra Angelo Moroncelli e un’altra nota atleta della zona, Valeria Vergani.
La più applaudita di tutti è però stata proprio Margherita, arrivata a destinazione in un’ora e otto minuti e lasciandosi alle spalle altri dieci concorrenti. Ad affiancarla in questo cimento decisamente impegnativo c’erano Massimo Magnocavallo, presidente e fondatore dell’Associazione “I Supersportivi”, con la sua collaboratrice Silvia Allemano.
I lettori di Affari Italiani Milano hanno già avuto modo di conoscere il particolare approccio di questo triatleta che, pur provenendo da tutt’altro ambito professionale, ormai da tempo si è specializzato nell’uso dello sport come strumento di integrazione e supporto ai percorsi riabilitativi di soggetti affetti da autismo o altre patologie di ordine fisico e/o mentale.
La stessa traversata del Lario, un’impresa non scontata nemmeno per un normodotato, era stata affrontata con successo alcuni anni fa da un altro dei suoi assistiti, nato con serie difficoltà motorie, eppure capace di andare oltre i propri limiti attraverso la passione sportiva. La nascita de “I Supersportivi” corrisponde proprio all’esigenza di sistematizzare e rendere replicabile un metodo che sul piano empirico sta dando risultati sorprendenti, lasciando a bocca aperta numerosi specialisti.
“Margherita è pronta per lo Stretto, dobbiamo solo fare un’ultima uscita in acque libere nel Mar Ligure per una nuova esperienza”, ha detto Magnocavallo a fine gara, comprensibilmente entusiasta del risultato ottenuto dalla sua allieva. In particolare, lo ha reso fiero la determinazione con cui Margherita ha affrontato questa avventura e che si evince dalle sue stesse parole.
Attorniata dagli inviati della stampa locale, la giovane supersportiva ha ammesso di avere avuto qualche (ovvia) difficoltà nel corso della nuotata, ma di averle superate continuando a ripetersi mentalmente “devo farcela!”. Un mantra applicabile allo sport, ma anche a tutte le difficoltà che si incontrano nella vita. E’ proprio questo il valore più profondo di esperienze come queste, grazie alle quali si capisce che la forza di volontà può portare a risultati inaspettati.


