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Milano
La prima analisi del voto delle amministrative: il Pd perde dove non ci sono i civici. Il report

di Fabio Massa

Botte da orbi, per dirla non in politichese. Una flessione preoccupante, per usare un modo edulcorato di raccontare la realtà. La verità è che l’analisi del voto dei candidati di centrosinistra negli otto comuni dell’area metropolitana di Milano che sono andati al voto è preoccupante. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it da un report che sta girando nella  segreteria democratica, l’emorragia di voti c’è, ed è preoccupante. Sulle cause lo scontro è già iniziato a livello nazionale, mentre a livello locale si cerca di rimanere uniti per evitare sanguinose polemiche prima dei ballottaggi. La tendenza generale vede un aumento delle percentuali del partito democratico un po’ in tutta la Provincia, a scapito però del numero assoluto dei voti. Nel dettaglio, a Cologno Monzese il Pd che sosteneva Alessandro Del Corno ha visto passare le proprie percentuali dal 21,37% al 18,66%. Voti persi? Quasi 1700 su 4928 del 2010. A Bollate, dove il candidato di bandiera era Francesco Vassallo, la percentuale aumenta considerevolmente: il Pd nel 2010 era al 21,34% con 3822 voti. Passa nel 2015 al 27,22% ma con circa 100 voti in meno. A Corsico la caduta più preoccupante. Nel 2010 il Pd aveva racimolato il 28,75% con 4816 voti. Cinque anni dopo cede sette punti (si attesta al 21,66%) e  circa 2300 voti (totale 2546 voti). A Segrate il candidato sindaco è della Lista Ambrosoli, il consigliere regionale Paolo Micheli. In questo caso il Pd aumenta percentuale e voti: dal 17,54% al 22,23 e da 2930 voti a 3018. A Parabiago Alessandra Ghiani passa dal 12,39% al 24,18%, con circa 900 voti in più, ma la lista non è del Pd. Idem A Baranzate, dove “Progetto per Baranzate” fa crescere i consensi dal 33,19 per cento al 52,01, con un incremento di circa 300 voti. A Vizzolo Predabissi il “gioco” delle liste civiche funziona meno, e si passa dal 50,59% con 1184 voti al 45,11% con 803 voti. In generale, da un’analisi di primo impatto, si può dire che il Pd perde laddove va da solo, mentre aumenta quando si “appoggia” alle liste civiche o ai candidati civici. Una riflessione che di sicuro farà la gioia degli arancioni su Milano. Un po’ meno di chi parla di “candidato di partito” senza se e senza ma alle primarie per la conquista della Madonnina.

@FabioAMassa

Tags:
pdreportamministrative







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