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Milano

Ultimo aggiornamento: 13:48

La questione di una legge speciale per Milano

Una legge speciale per Milano. Sala e Fontana, con qualche distinguo, concordano. Ma per fare cosa? Semplice: lasciare sul territorio una parte delle tasse che invece ora finiscono chissà dove

di Fabio Massa

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La questione di una legge speciale per Milano

C'è ci ha fatto addirittura su un sito internet, un giornale online d’opinione. Si chiama www.milanocittastato.it. Lui è Andrea Zoppolato. Da sempre è convinto che Milano debba avere lo status di una città-stato. Rispetto alla legge speciale di Roma Capitale, pure qualcosa in più. Per adesso però non ha nulla, a differenza appunto di Roma.  Così, da qualche giorno, si è scatenato un nuovo dibattito: facciamo una legge speciale per Milano. Per far che cosa? In effetti, una cosa sola: lasciare sul territorio una parte delle tasse che invece ora finiscono chissà dove. 

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Beppe Sala, che sulla città stato e pure sull’autonomia è stato sempre molto critico, si dice convinto dall’idea di una legge speciale: “Sono assolutamente favorevole. Se c’è una legge per Roma Capitale è giusto che ci sia per Milano. E poi uno dice: ma poi la vuole Napoli, Firenze eccetera. Beh, almeno si inizia a fare qualcosa. Milano dal punto di vista economico la realtà più importante per il Paese. Noi consegnamo 20 miliardi di tasse sul reddito a Roma, tra persone fisiche e imprese. Un governo saggio dovrebbe dire: forse se collaboro, se mettiamo insieme in piedi politiche adatte i 20 diventano 25 miliardi. La legge speciale serve. E potrebbe essere bipartisan. Se la mia parte politica si dovesse opporre io gli dirò che sono fuori di testa...”

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Anche Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, è d’accordo. Però punge un poco: “Io sono assolutamente coerente con i discorsi che faccio. L’autonomia e il federalismo sono principi che vanno diffusi su tutto il territorio. Io sono d’accordo col sindaco quando avanza richieste per avere più autonomia. L’unica differenza è che lui invece si oppone alla maggiore autonomia in Regione. Io invece sono a favore dell’autonomia regionale e comunale”.

A completare il ragionamento, come diciamo una ciliegina (marcia) sulla torta è arrivato Roberto Fico, neopresidente della Campania, eletto a furor di popolo. La prima dichiarazione da neoeletto? “Dobbiamo fermare l’autonomia differenziata”. Insomma: per adesso gli unici che ce l’hanno sono i romani. Beati loro...

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