"La riforma della giustizia": il panel a Italia Direzione Nord - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 13:32

"La riforma della giustizia": il panel a Italia Direzione Nord

Il confronto in vista del referendum della primavera 2026 si è svolto nell'ambito della ventisettesima edizione della kermesse

di Giorgio d'Enrico

"La riforma della giustizia": il panel a Italia Direzione Nord

La giustizia torna protagonista del dibattito pubblico e istituzionale. Il 24 novembre alla XXVII Edizione di Italia Direzione Nord, la rassegna ideata da Fabio Massa e promossa dalla Fondazione Stelline di Milano presso la Triennale, il tema della riforma ha acceso il confronto tra magistratura, politica e avvocatura. A introdurre il dibattito, la ricerca di SocialCom “Giustizia e social: un anno di polarizzazione, interazioni record e critiche crescenti”, che ha fotografato come negli ultimi 12 mesi la giustizia sia stato uno dei temi più esposti nel dibattito online, con un clima dominato da allarme e sfiducia.

LA XXVII EDIZIONE DI ITALIA DIREZIONE NORD: TUTTI GLI INTERVENTI

A commentare questi risultati sono stati invitati Carmelo Ferraro, Direttore dell'Ordine degli Avvocati di Milano, Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia, Mario Mantovani, Vice Presidente della Commissione Giuridica del Parlamento Europeo, Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano e Antonino La Lumia, Presidente dell'Ordine Avvocati di Milano.

Il panel si è aperto con l’intervento del Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ha sottolineato tre punti chiave riguardo alla separazione delle carriere: evitare che diventi uno scontro tra politica e magistratura; ricordare che non è una riforma politica, ma condivisa anche da parte dell’opposizione e garantire una corretta informazione, con pazienza e chiarezza”. In merito all’aspetto del sorteggio, Sisto lo ha definito “un cortisonico salvavita con effetti collaterali, ma indispensabile”.

Il Presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia ha espresso forte dissenso: “Ritengo inutile la riforma della giustizia e rivendico la terzietà dei giudici di Milano: è una stortura di grammatica costituzionale e a parte il Portogallo non ci sono esempi nel mondo. Rivendico - ha sottolineato - il pericolo di creare un ‘quarto potere dello Stato’ e il fatto che il sorteggio lo si poteva fare anche con la legge ordinaria, senza scombussolare la Costituzione”.

A favore della posizione del viceministro Sisto è invece il Vicepresidente della Commissione Giuridica, Parlamento UE, Mario Mantovani: “Io temo fortemente che il magistrato, il pubblico ministero agisca autonomamente senza nessun controllo, con un potere costituzionale in violazione del diritto democratico. C’è un deficit democratico che va osservato. In Europa, nella stragrande maggioranza dei Paesi europei e addirittura del Consiglio d'Europa, che sono 47 Paesi, c'è la suddivisione delle carriere. Se gli italiani non si fidano più della magistratura, la riforma è non solo utile, ma necessaria”.

A concludere il panel è stato Antonino La Lumia, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano: “In realtà il problema della separazione, cosa che ha detto anche il Presidente Roia, non esiste, perché già di fatto c'è una separazione. Ma allora io vi chiedo: signori magistrati, perché non chiudiamo il cerchio dal punto di vista costituzionale, se la separazione delle carriere non è un problema? Rendiamolo un principio costituzionale. Il vero paradosso – ha concluso - è che oggi il Csm, un organo costituzionale, ha dovuto subire l'interferenza delle correnti sulla base di associazioni private, quindi è questo il vero nodo da sciogliere”.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE MILANO








A2A