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La sfida tra segretarie-1. Roggiani: "Majorino si consuma le suole"
Silvia Roggiani

La sfida tra segretarie-1. Roggiani: "Majorino si consuma le suole"

Letizia Moratti ha avuto quasi due anni per poter cambiare la sanità lombarda e non l’ha fatto. Oggi sembra quasi sconfessare sé stessa dicendo che vuole modificare la sua riforma. Ma in Aula non è stato preso in considerazione nessun emendamento delle opposizioni”. La deputata e segretaria del Pd Milano, Silvia Roggiani, in un’intervista ad Affaritaliani.it Milano spiega perché il profilo di Moratti era così irricevibile per i dem. “Voglio ricordare che fino a poco meno di due mesi fa era in trattativa con il centrodestra con la promessa di essere la candidata. Questa ‘inversione a u’ è tardiva e arriva dopo la decisione della sua ex coalizione di confermare Attilio Fontana”.

Roggiani, Moratti però si definisce un profilo civico.
Ha avuto un passato molto politico, anche se lei si proclama una tecnica. Ricordiamo bene quello che fece da ministro dell’Istruzione ma anche da sindaca di Milano, quando aveva come vice Riccardo De Corato. Quella fu una giunta radicalmente di destra. E anche sulla sanità non ho sentito una parola in questi mesi contro un sistema molto radicato all’interno.

Cosa non la convince della sua riforma sanitaria?
Noi l’abbiamo battezzata la ‘non riforma’. Si sono ritoccate solo alcune cose di un impianto che è innanzitutto ospedale-centrico. Per troppo tempo è stata sacrificata la sanità territoriale. E se oggi sono aperte delle Case di comunità non è perché hanno cambiato idea: con i fondi europei del Pnrr erano vincolati a farlo. Nonostante questo sono riusciti a farsi mandare dei richiami dal ministero delle Salute. Nate come luogo della multidisciplinarità, oggi sono scatole vuote dove mettere pediatri e medici di base che sono stati marginalizzati.

E sulle liste d’attesa?
Non è accettabile che per un esame o per una visita nel pubblico le attese siano di mesi e mesi mentre nel privato sia una questione di giorni. Servono investimenti per pagare e potenziare il personale ampliando così gli orari a disposizione, prevendendo la possibilità di gestire, da parte del settore privato, le urgenze della prescrizione quando non è garantita dal pubblico e di farlo a carico del sistema sanitario regionale e non del singolo, garantendo tempistiche certe: a chi non le rispetta si deve ridurre lo spazio lasciato ai professionisti per la libera professione a pagamento.

Capitolo Trenord. Regione chiede più investimenti dallo Stato per la rete ferroviaria.
Ma lo Stato li ha raddoppiati i fondi del tpl negli ultimi anni. Risorse che loro non hanno redistribuito in modo coerente. Basti pensare a quelle per la Città metropolitana, diminuite drasticamente nonostante gli investimenti fatti. Adesso pare che vogliano riaffidare a Trenord la gestione dei trasporti senza bandire una gara che porterebbe nuova linfa. Credo sia una scelta miope.

Alla fine il M5s farà parte della coalizione?
Intanto mi pare che ci sia un ribaltamento delle cose che vanno messe nel giusto ordine. Noi da tempo abbiamo aperto il tavolo con tutte le opposizioni, figlio di un percorso fatto in questi cinque anni. Insieme con i partiti di minoranza, compresi Terzo polo e 5Stelle, abbiamo fatto diverse battaglie su case popolari, trasporti e sanità. Ci siamo sentiti dire che dovevamo parlare di contenuti ma lo abbiamo fatto per tutta la legislatura. Nessuna pregiudiziale e siamo aperti al dialogo, ma ci confronteremo prima di tutto con la coalizione che abbiamo oggi.

Il peccato originale è stato scegliere così tardi il candidato.
Il tempo è poco, ma il centrosinistra è sempre stato sul territorio. Sono certa che l’entusiasmo e la capacità di mobilitazione della coalizione faranno la differenza con una persona come Pierfrancesco Majorino che non si risparmia e come dice lui ha sempre ‘consumato le suole delle scarpe’.

Qual è stata la reazione del Pd Milano alla disponibilità dell’assessore Pierfrancesco Maran, che invocava le primarie?
Maran ha portato nel dibattito del Pd la sua esperienza di amministratore di lungo corso e le primarie non sono state fatte per indisponibilità della coalizione. Sono certa che parteciperà da protagonista a questa importante sfida dimostrando generosità e lealtà. Lo farà a partire dal 3 dicembre quando anche lui salirà sul palco del teatro Elfo Puccini con Majorino per dire ai lombardi che un'alternativa alla destra c'è, ed è il Pd coeso e unito.

QUI L'INTERVISTA ALLA SEGRETARIA DELLA LEGA MILANO SILVIA SARDONE

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