Milano
Le Olimpiadi Milano Cortina 2026 spiegate con dieci numeri
I biglietti, gli atleti, l'impatto economico, le opere, i turisti, i posti di lavoro: le Olimpiadi raccontate dai numeri

Le Olimpiadi Milano Cortina 2026 spiegate con dieci numeri
Nonostante l'opinione pubblica continui a dimostrarsi freddina, le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 rappresentano una delle sfide più ambiziose affrontate dall'Italia in termini politico-economici negli ultimi decenni. Un evento sportivo, certo, ma soprattutto una macchina complessa che coinvolge finanza pubblica, infrastrutture, lavoro, turismo, ambiente e governance. Proviamo a raccontare l'eccezionalità di questi Giochi attraverso dieci numeri.
2.900 (atleti)
Saranno 2.900 Tanti gli atleti accreditati alle Olimpiadi di Milano-Cortina, suddivisi in 1.800 uomini e 1.100 donne. Il 47% degli atleti sarà dunque composto da donne, un dato che rappresenta un record storico per le Olimpiadi invernali. I Giochi si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio 2026 e vedranno la partecipazione ufficiale di 91 Paesi. Le competizioni copriranno 16 discipline e 116 gare, distribuite tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. È una delle edizioni più complesse mai organizzate, non concentrata in una singola città ma frammentata su un’area vasta, con implicazioni logistiche, infrastrutturali e di sicurezza molto più articolate rispetto ai modelli olimpici tradizionali.
1.400.000 (biglietti disponibili)
I biglietti disponibili per le Olimpiadi sono 1,4 milioni, un numero senza precedenti per un’Olimpiade invernale. Di questi, 1.145.000 sono destinati alle competizioni olimpiche e 255.000 alle Paralimpiadi. Alla fine del 2025 risultava già venduto il 70% dei biglietti disponibili. Nel confronto con Torino 2006, che aveva registrato circa 1.100.000 biglietti venduti, Milano-Cortina segna un incremento di oltre 300mila unità.
3.000.000.000 (spettatori globali)
L’audience globale stimata per le Olimpiadi supera i 3 miliardi di spettatori tra televisione, streaming e piattaforme digitali. Questo dato colloca Milano-Cortina 2026 tra gli eventi mediatici più seguiti del decennio e rappresenta uno degli asset principali per il posizionamento internazionale dell’Italia, non solo sul piano sportivo ma anche turistico e industriale.
5.300.000.000 (euro di impatto economico complessivo)
Secondo le stime di Banca Ifis e Oxford Economics, l’impatto economico complessivo dell'evento supera i 5,3 miliardi di euro. La cifra include spesa diretta, turismo differito e valore infrastrutturale. Durante le settimane olimpiche, la spesa diretta legata a biglietti, alloggi, ristorazione, trasporti e servizi è stimata in 1,1 miliardi di euro. È la componente più immediata dell’impatto economico, concentrata in un arco temporale ristretto e fortemente dipendente dalla capacità di assorbimento dei territori ospitanti. Nei 12-18 mesi successivi ai Giochi, l’effetto promozionale dell’evento dovrebbe generare 1,2 miliardi di euro di spesa turistica aggiuntiva. Questo dato è cruciale perché misura la capacità delle Olimpiadi di produrre benefici oltre il periodo delle competizioni, trasformando la visibilità mediatica in flussi concreti. Il valore attribuito alle infrastrutture nuove o potenziate ammonta a 3 miliardi di euro. Strade, ferrovie, impianti sportivi e riqualificazioni urbane costituiscono la cosiddetta legacy, destinata a incidere sulla mobilità e sull’attrattività dei territori nel medio-lungo periodo.
3.540.304.464,68 (euro in opere)
Il Piano delle Opere ufficiale comprende 98 interventi per un valore complessivo di 3.540.304.464,68 euro. È uno dei programmi infrastrutturali più estesi mai associati a un’Olimpiade invernale, con una governance frammentata tra diversi soggetti istituzionali. Solo 31 opere sono considerate indispensabili allo svolgimento dei Giochi. Le restanti 67 rientrano nella legacy, prevalentemente infrastrutture stradali e ferroviarie. Questa distribuzione evidenzia come l’evento sia stato utilizzato come acceleratore di interventi già pianificati o desiderati dai territori. L’87% della spesa complessiva finanzia opere legacy, mentre solo il 13% è destinato alle infrastrutture strettamente olimpiche. In termini relativi, per ogni euro speso sulle opere essenziali se ne investono 6,6 su interventi permanenti. Il valore di 3,54 miliardi di euro riguarda esclusivamente le opere incluse nel perimetro di competenza di Simico S.p.A. Restano esclusi costi organizzativi, impianti temporanei e spese indirette, che portano il volume complessivo degli investimenti oltre i 5 miliardi di euro.
+157.000.000 (euro di extracosti)
Nel 2025 i costi delle opere risultano aumentati di 157 milioni di euro rispetto ai piani iniziali, pari a un incremento del 4,6%. Un dato che conferma le criticità tipiche dei grandi eventi in termini di controllo della spesa pubblica. Ma, come abbiamo già raccontato, sbaglia chi si scandalizza. Gli extra-costi sono una costante.
1.005.000 (tonnellate di CO₂ equivalente)
Le emissioni complessive associate all’intero ciclo dell’evento sono stimate in 1.005.000 tonnellate di CO₂ equivalente. Mancano dati disaggregati per singola opera, rendendo difficile una valutazione puntuale dell’impatto ambientale reale.
66.700.000 (turisti in arrivo in Italia)
Secondo Oxford Economics, nel 2026 l’Italia raggiungerà 66,7 milioni di arrivi internazionali, con un aumento del 9,3% rispetto al 2025. Le Olimpiadi rappresentano uno dei principali fattori trainanti di questa crescita. In quale misura? L’aumento degli arrivi internazionali è stimato generare 2,9 miliardi di euro di spesa turistica aggiuntiva nell’anno olimpico, rafforzando il ruolo del turismo come settore chiave dell’economia nazionale.
+409% (rincari per gli affitti brevi)
Durante il periodo olimpico, gli affitti brevi registrano aumenti fino al +153% ad Assago, +147% a Santa Giulia e +144% a San Siro. In località alpine come Bormio e Cortina, gli incrementi raggiungono rispettivamente il +409% e il +300%, con canoni settimanali che superano i 5.000 euro.
36.000 (posti di lavoro)
L’impatto occupazionale stimato è pari a 36mila posti di lavoro tra diretti e indotto. Le assunzioni dedicate all’evento sono 4.500, affiancate da 20mila volontari e dal coinvolgimento di 3 milioni di giovani attraverso il progetto Gen26, che punta a trasformare l’esperienza olimpica in competenze professionali.
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