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Made in Steel: nuove date, nuovi padiglioni, nuovi obiettivi di crescita grazie all’alleanza con Fiera Milano

L’evento di riferimento per la filiera dell’acciaio punta ad allargare la platea di espositori e visitatori, grazie all’alleanza strategica con Fiera Milano, in un momento di sfide esistenziali per la siderurgia

Made in Steel: nuove date, nuovi padiglioni, nuovi obiettivi di crescita grazie all’alleanza con Fiera Milano
Emanuele Morandi AdMadeinSteel

Dopo la crescita che l’ha vista aumentare del 46% le presenze e del 43% le aziende presenti nell’ultimo decennio, Made in Steel è pronta a crescere ancora, creando nuove opportunità di visibilità, networking e sviluppo. La Conference & Exhibition dedicata alla filiera siderurgica, reduce dall’alleanza strategica con Fiera Milano, che ha fatto il proprio ingresso nel capitale sociale della società con il 70%, oggi si rinnova e guarda al futuro con un progetto ambizioso, che consolida il suo ruolo di punto di riferimento per la filiera dell’acciaio a livello nazionale e internazionale. La prossima edizione di Made in Steel si terrà l’11, 12 e 13 maggio 2027 a Fieramilano Rho. Aumenteranno da 2 a 3 i padiglioni occupati: l’8, 12 e 16, con un layout ampliato e progettato per accogliere un numero crescente di espositori, sostenendo lo sviluppo dell’evento biennale. Tra le novità dell’edizione 2027, una grande “avenue” centrale collegherà i tre padiglioni, creando un percorso strategico e ad alta visibilità per gli espositori.

Anche per il 2027, gli espositori potranno scegliere in autonomia la propria area espositiva, un’eccezione nel mondo fieristico. Le prenotazioni apriranno giovedì 4 giugno 2026, con una fase di early bird attiva fino al 19 giugno.

Morandi (Made in Steel): “La vera forza risiede nel fare sistema”

Paolo Morandi, CEO di Made in Steel e siderweb, organizzatrice dell’evento, spiega: «Made in Steel si è imposto come evento di riferimento internazionale da anni, ma siamo convinti che ci sia ancora molto potenziale per una crescita su scala globale. Abbiamo lavorato a un piano di sviluppo che vedrà Made in Steel seguire due direttrici: il mondo e la filiera. Il mondo, perché vogliamo aumentare il numero dei maggiori player internazionali dell’acciaio che ogni due anni si ritrovano in Italia, a Milano, a fieramilano Rho. Un piano reso attuabile grazie all’accordo con Fiera Milano, il più importante player fieristico italiano e tra i maggiori in Europa. La seconda direttrice di sviluppo è lungo la filiera dell’acciaio. Oggi a Made in Steel partecipano operatori dalla produzione alla prima trasformazione, passando per la distribuzione; il nostro obiettivo è arrivare anche ai settori che hanno l’acciaio tra le proprie materie prime principali, fino ai servizi e ai mondi affini. Siamo convinti che la vera forza risieda nel fare sistema, coinvolgendo e connettendo le filiere».

Conci (Fiera Milano): “Le fiera confermano il loro ruolo centrale come infrastrutture economiche e strumenti di politica industriale”

Francesco Conci, amministratore delegato e direttore generale di Fiera Milano, commenta: «La presentazione di Made in Steel 2027 segna l’avvio di una nuova fase di sviluppo per una manifestazione che rappresenta un asset strategico non solo per Fiera Milano, ma per l’intera filiera siderurgica. In un contesto in cui tecnologia e intelligenza artificiale stanno ridefinendo i modelli di business, e in una fase geopolitica particolarmente complessa e instabile, le fiere confermano il loro ruolo centrale come infrastrutture economiche e strumenti concreti di politica industriale a disposizione delle imprese, capaci di generare relazioni, fiducia e opportunità di business. L’alleanza con siderweb nasce proprio con l’obiettivo di valorizzare queste caratteristiche, unendo la nostra dimensione internazionale e la capacità di connettere mercati con l’identità forte e le competenze verticali di Made in Steel. Milano, in questo scenario, è la piattaforma ideale per rafforzare ulteriormente il posizionamento globale della manifestazione e accompagnarne la crescita futura».

Morandi (siderweb): “Non solo un momento di incontro e di business, ma un vero hub culturale”

Francesca Morandi, direzione relazioni esterne di siderweb, aggiunge: «In questo percorso di sviluppo siderweb resta, a fianco di Fiera Milano, anima e organizzatrice di Made in Steel. Perché sono i contenuti a rendere unico questo evento: non è solo un momento di incontro e di business, ma anche un vero hub culturale, dove idee, visioni e competenze si intrecciano. Un luogo in cui gli approfondimenti si fanno slancio propulsivo per il nostro settore, illuminando i temi che contano e tracciando nuove direzioni per il futuro. Non l’abbiamo mai definita solo una fiera: Made in Steel è una Conference & Exhibition, ricca quindi di contenuti, di approfondimenti e visioni, e poi business, vetrina e relazione».

La congiuntura siderurgica

L’attuale congiuntura macroeconomica e siderurgica è fortemente condizionata dall’instabilità geopolitica, che sta influendo soprattutto sul costo degli input produttivi. Ciò si somma a una situazione di forte cambiamento per il settore, che negli ultimi anni ha dovuto affrontare una serie di cambiamenti legati sia al contesto regolatorio (Cbam e nuove misure di difesa commerciale) sia a un riassetto generale che ha interessato la logistica e le filiere di approvvigionamento. Questa situazione ha portato il comparto a essere caratterizzato da una forte spinta dei costi produttivi, che sono saliti pur in presenza di una domanda che nel 2025 si è confermata vicino ai livelli del 2024.
Sul versante dei prezzi, il Carbon Steel Index elaborato ogni settimana da siderweb, che condensa l’andamento delle quotazioni nazionali dei prodotti in acciaio al carbonio, è ai massimi da marzo 2024, dopo che nella seconda parte del 2025 aveva toccato i minimi degli ultimi 5 anni.

Norsa (siderweb): “L’Italia rimane il secondo produttore di acciaio in Europa”

Emanuele Norsa, analista e coordinatore contenuti e strategie editoriali di siderweb, spiega: «La siderurgia italiana, come tutto il settore mondiale, sta affrontando sfide importanti, alcune delle quali esistenziali. Ciononostante, il nostro Paese è attualmente il terzo maggior importatore di prodotti siderurgici finiti e semilavorati al mondo, dietro solamente a Stati Uniti e Turchia. Questa posizione conferma la centralità dell’Italia nel commercio mondiale di acciaio e l’interesse globale degli operatori verso il nostro Paese. In aggiunta al ruolo all’interno del commercio, l’Italia rimane il secondo produttore di acciaio in Europa, con una possibilità nei prossimi 10-15 anni di rilanciare i livelli di produzione per riportarli vicini ai 25 milioni di tonnellate di acciaio liquido, dagli attuali livelli di 20-21 milioni di tonnellate. Questo rilancio è legato ai futuri sviluppi degli annunci fatti in relazione a Piombino e Taranto, ma rappresenta un elemento da osservare attentamente». Inoltre, l’Italia produce circa l’80% del proprio acciaio con forni elettrici, che hanno un impatto ambientale nettamente inferiore rispetto al ciclo produttivo integrato (con altoforno), il che le dà un vantaggio competitivo sensibile nella corsa alla decarbonizzazione per centrare l’obiettivo Net Zero al 2050.

Continua Norsa: «Dal punto di vista regionale, infine, se è vero che l’Europa soffre di un calo di produzione di acciaio costante registrato nell’ultimo decennio, l’Italia strategicamente si inserisce all’interno di una regione che invece ha visto grande sviluppo siderurgico negli ultimi anni. Nell’area del Mediterraneo, infatti, la produzione di acciaio liquido nel 2025 ha superato per la prima volta i 90 milioni di tonnellate. Italia, Spagna e Turchia rimangono i campioni sul fronte siderurgico del Mediterraneo, ma i grandi investimenti in corso in Paesi come l’Algeria, l’Egitto, la Libia e il Marocco assicurano per tutta la regione un ruolo da protagonista anche negli anni a venire».