La crisi energetica, dovuta alla guerra in Iran e al conseguente blocco di Hormuz, resta uno dei temi principali a livello geopolitico ma anche economico. La tregua annunciata in realtà sembra essere già saltata e i mercati subito hanno reagito negativamente. Di questi temi ne hanno parlato ieri in un vertice al ministero del Made in Italy, il ministro Urso e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Il numero uno degli industriali italiani ha lanciato l’allarme ma ha anche fatto proposte concrete per affrontare questa crisi. “Abbiamo parlato – spiega Orsini a Il Sole 24 Ore – dell’Acceleratore industriale, capiamo l’attenzione all’industria ma abbiamo ribadito che è troppo poco, servono misure che possano mettere l’industria italiana ed europea in condizioni di essere competitivi subito, non possiamo aspettare altro tempo“.
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“Bene l’incontro, grazie al ministro Urso per averlo organizzato. Ma speriamo facciano presto. La Cina sta esportando verso l’Europa più dell’anno scorso, più 30%, noi in Europa abbiamo perso un milione di posti di lavoro. Se non vogliamo deindustrializzare la Ue ci dobbiamo anche proteggere e creare le condizioni sociali affinché le imprese rimangano. Sul tavolo, l’energia: “si è parlato degli Ets e in un momento come questo, con la guerra del Golfo, la competizione fuori scala della Cina e anche degli Stati Uniti, di aprire ad un debito pubblico europeo per sostenere le nostre imprese”.

