Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Confindustria, Orsini: “La crisi si farà sentire, bisogna aprire subito a un debito pubblico europeo”

Confindustria, Orsini: “La crisi si farà sentire, bisogna aprire subito a un debito pubblico europeo”

Vertice al ministero del Made in Italy per affrontare il rischio deindustrializzazione in Ue

Confindustria, Orsini: “La crisi si farà sentire, bisogna aprire subito a un debito pubblico europeo”
Emanuele Orsini

La crisi energetica, dovuta alla guerra in Iran e al conseguente blocco di Hormuz, resta uno dei temi principali a livello geopolitico ma anche economico. La tregua annunciata in realtà sembra essere già saltata e i mercati subito hanno reagito negativamente. Di questi temi ne hanno parlato ieri in un vertice al ministero del Made in Italy, il ministro Urso e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Il numero uno degli industriali italiani ha lanciato l’allarme ma ha anche fatto proposte concrete per affrontare questa crisi. “Abbiamo parlato – spiega Orsini a Il Sole 24 Ore – dell’Acceleratore industriale, capiamo l’attenzione all’industria ma abbiamo ribadito che è troppo poco, servono misure che possano mettere l’industria italiana ed europea in condizioni di essere competitivi subito, non possiamo aspettare altro tempo“.

Leggi anche: https://www.affaritaliani.it/economia/mercati-la-tregua-non-regge-il-petrolio-sale-a-quasi-100-dollari-giu-le-borse-asiatiche-e-future-wall-street-negativi.html

“Bene l’incontro, grazie al ministro Urso per averlo organizzato. Ma speriamo facciano presto. La Cina sta esportando verso l’Europa più dell’anno scorso, più 30%, noi in Europa abbiamo perso un milione di posti di lavoro. Se non vogliamo deindustrializzare la Ue ci dobbiamo anche proteggere e creare le condizioni sociali affinché le imprese rimangano. Sul tavolo, l’energia: “si è parlato degli Ets e in un momento come questo, con la guerra del Golfo, la competizione fuori scala della Cina e anche degli Stati Uniti, di aprire ad un debito pubblico europeo per sostenere le nostre imprese”.