Avvio debole e contrastato per i mercati mentre torna la cautela tra gli investitori sulla tenuta del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Israele ha effettuato nuovi raid sul Libano che mettono a rischio la tregua. Un alto funzionario iraniano ha dichiarato che alcuni elementi della proposta di cessate il fuoco sono gia’ stati violati, e Teheran continua a bloccare lo Stretto di Hormuz, facendo rimbalzare i prezzi del petrolio. Ieri i listini avevano registrato un ampio rialzo per il sollievo dopo che l’accordo sul cessate il fuoco ha spinto al ribasso i prezzi del petrolio, alleviando le preoccupazioni sull’inflazione.
L’indice Cac 40 di Parigi cede lo 0,15%, Francoforte perde lo 0,41% e Milano segna un +0,03%. Madrid avanza dello 0,21% e Londra sale dello 0,26%. Apre in leggero rialzo lo Spread. Il differenziale tra Btp e Bund torna a salire toccando i 79 punti base, rispetto ai 77 della chiusura di ieri sera. Il rendimento del titolo decennale italiano si attesta al 3,76%.
L’euforia suscitata dalla tregua tra Stati Uniti e Iran sembra essersi già affievolita sulle borse asiatiche e il petrolio è in leggero rialzo dopo il crollo del giorno precedente: verso le 2.15 ora italiana, il WTI Usa è salito del 2,80% a 97,05 dollari mentre il Brent è cresciuto del 2,59% a 97,20 dollari. Dopo l’impennata di ieri, di pari passo con il crollo dei prezzi del petrolio, i mercati azionari asiatici mostrano ora incertezza: alle 2.15 l’indice Nikkei della borsa di Tokyo segnava 0,05% a 56.342 punti. A Seul, l’indice di riferimento Kospi cedeva lo 0,33% a 5.852 punti.
I prezzi del petrolio sono balzati di oltre il 2% intorno ai 97 dollari al barile, recuperando parte delle perdite della sessione precedente, mentre i rinnovati attacchi israeliani sul Libano hanno sollevato dubbi sulla durata di un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente, e lo Stretto di Hormuz rimane in gran parte bloccato. I media iraniani hanno riportato che il traffico di petroliere attraverso lo stretto era stato sospeso in seguito agli attacchi. Un alto funzionario iraniano ha anche dichiarato che tre disposizioni dell’accordo di cessate il fuoco sono già state violate. La chiusura di Hormuz, che gestisce circa il 20% dei flussi mondiali di greggio e gas, ha scatenato la perturbazione più grave nei mercati petroliferi. I future sul greggio Wti avanzano del 3,35% a 97,48 dollari al barile mentre quelli sul Brent salgono del 2,30% a 96,93 dollari al barile.
Borse asiatiche in calo in un clima di crescenti dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco nella guerra tra Usa-Israele e Iran, con il rimbalzo dei prezzi del petrolio che ha riacceso la tensione sui mercati dopo un importante rally nella sessione precedente. I prezzi del greggio hanno ripreso a salire poiché l’Iran ha, di fatto, bloccato lo Stretto di Hormuz, un canale di navigazione chiave dopo la devastante operazione lanciata da Israele contro il Libano.
Il Kospi della Corea del Sud perde l’1,69% a causa di un’inversione dei titoli dei produttori di chip, mentre il Nikkei 225 e l’indice Topix del Giappone sono scesi rispettivamente dello 0,4% e dello 0,6%. Lo Shanghai Composite della Cina cede circa lo 0,97% mentre l’Hang Seng di Hong Kong cala dello 0,45%, appesantito da una perdita del 3% di Alibaba Group dopo che Jefferies ha ridotto il prezzo obiettivo sul titolo.
I future a Wall Street viaggiano in calo dopo una sessione stellare, dove il Dow ha registrato la sua migliore giornata in un anno dopo che Washington e Teheran hanno concordato di cessare le ostilità per due settimane. Ma Israele ha lanciato una vasta operazione contro il Libano, che mette a rischio la tregua, poiché per Teheran era incluso nell’accordo di cessate il fuoco. I future S&P 500 cedono lo 0,23%, quelli sul Nasdaq calano dello 0,27% e i future sul Dow Jones perdono lo 0,16%.

