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Milano
Sindaco di Milano, Maroni scarica Del Debbio
Roberto Maroni


Di Alberto Maggi e Fabio Massa


Paolo Del Debbio candidato sindaco di Milano l'anno prossimo? "Ha già detto di no e io non amo corteggiare i candidati. Se uno dice di no è no. Ha fatto un'altra scelta, va bene così", afferma ad Affaritaliani.it il Governatore della Lombardia, Roberto Maroni. Che aggiunge: "Non è che senza Del Debbio non c'è nessun altro. Ha detto di no, bene, fine. Continua a fare quello che fa e noi ne scegliamo un altro". Magari attraverso le primarie... "Sì, perché no".

L'ex ministro dell'Interno risponde anche alla domanda se Matteo Salvini è il leader del Centrodestra e il candidato alla presidenza del Consiglio. "Le primarie vanno fatte per le cariche, per le candidature a premier. Il leader è una cosa naturale, non si fanno le primarie per scegliere un leader. Il leader o c'è o non c'è. Uno diventa o non diventa leader. Le primarie, invece, servono per scegliere il candidato premier, ovvero chi va a Palazzo Chigi. Il leader politico è una cosa naturale. Salvini è un leader, è diventato un leader. Da quando è segretario della Lega ha dimostrato di avere in sé le doti di leadership necessarie per guidare, non solo la Lega, ma anche il Centrodestra". Per guidare anche l'Italia? "Quello è un'altra cosa e per quello servono le primarie. Ma lui ha le qualità per farlo. Candidiamo al ruolo di premier Matteo Salvini, quando ci saranno le elezioni politiche". Che cosa pensa del ticket Salvini-Berlusconi ipotizzato dallo stesso Salvini? "Sì, va bene. Matteo Salvini candidato premier e Berlusconi ministro degli Esteri. E' un'ipotesi che andrebbe bene".

Maroni non ha dubbi sul fatto che il governo Renzi non durerà fino al 2018. Quando si vota per le Politiche? "L'anno prossimo in primavera, anche perché non si è mai votato in autunno per le Politiche". Ma come si fa con due leggi elettorali differenti? "Siccome non riuscirà ad approvare la riforma costituzionale, darà la colpa a qualcuno, farà un blitz e una legge elettorale anche per il Senato. Una leggina al volo e si andrà alle urne l'anno prossimo, in coincidenza con il voto a Milano. Perché se Renzi non fa la riforma costituzionale e poi perde Milano va a casa. Quindi penso che farà così", conclude il presidente della Regione Lombardia.

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