Milano
“Mensa dei poveri”, in Appello a Milano le assoluzioni per Comi, Tatarella, Sozzani
L'ex eurodeputata di FI Lara Comi assolta dall'accusa di corruzione: resta in piedi solo la condanna a un anno (con pena sospesa) per truffa. Confermata l'assoluzione anche per Pietro Tatarella

Mensa dei Poveri: Lara Comi, Pietro Tatarella, Diego Sozzani
“Mensa dei poveri”, in Appello le assoluzioni per Comi, Tatarella, Sozzani
La Corte d’Appello di Milano ha ridotto in modo significativo la condanna inflitta in primo grado a Lara Comi nel processo noto come “Mensa dei poveri”. I giudici hanno assolto l’ex europarlamentare di Forza Italia dall’accusa di corruzione “perché il fatto non sussiste” e dalle contestazioni sulle false fatture, rideterminando la pena per un singolo episodio di truffa ai danni dell’Unione europea in un anno di reclusione, con pena sospesa, e 500 euro di multa. In primo grado, nell’ottobre 2023, Comi era stata condannata a 4 anni e 2 mesi.
Nel procedimento d’appello è stata confermata l’assoluzione per l’ex consigliere comunale di Forza Italia a Milano Pietro Tatarella, mentre l’ex deputato azzurro Diego Sozzani è stato assolto dopo la condanna in primo grado. Assoluzione anche per Mauro De Cillis, dirigente di Amsa durante la giunta Pisapia, così come per Giovanni Rissone, Andrea Aliverti, Carmine Gorrasi, Maria Teresa Bergamaschi, Giovanni Moretti. Riduzione di pena, infine, per Giuseppe Zingale (da due anni a un anno e sei mesi) e per l’imprenditore Daniele D’Alfonso (da 6 anni e 6 mesi a 5 anni e 2 mesi). Novanta giorni il termine fissato per il deposito delle motivazioni.
Le lacrime di gioia di Lara Comi: "Non ho mai preso un euro, ho tanta rabbia dentro"
Per quanto riguarda Lara Comi la Corte ha riconosciuto, sul fronte della truffa, le attenuanti equivalenti all’aggravante in ragione dell’avvenuto risarcimento del danno. Difesa dagli avvocati Antonio Bana e Gianluca Varraso, Comi era stata arrestata nel novembre 2019 e posta ai domiciliari – poi revocati – nell’ambito dell’inchiesta milanese che ipotizzava un giro di tangenti.
All’uscita dall’aula, dopo la lettura del dispositivo, l’ex eurodeputata è scoppiata in lacrime. “Dopo 7 anni, le mie sono lacrime di gioia perché il fatto non sussiste. Ho sempre dimostrato fin dal primo giorno di essere innocente, sono innocente e continuerò a ribadirlo anche in Cassazione: non ho mai preso un euro, ho servito il mio Paese di cui sono orgogliosa e la dimostrazione che non c'è mai stata corruzione”, ha dichiarato. Comi ha aggiunto: “C'è un po' di amaro in bocca dopo 7 anni e dopo una prima condanna di 4 anni e 2 mesi. Sono stati 7 anni difficili e sono rimasti gli amici veri. Più uno è innocente... la rabbia che ho dentro nessuno la può immaginare. Grazie ai miei avvocati che mi sono stati vicini, siamo una squadra, Antonio Bana, Gianluca Varraso...”.
Sorte e Benigni (Forza Italia): "Felici per Tatarella e Sozzani, ma resta l'amarezza per anni di sofferenza"
Si dicono "felici per l'assoluzione di Pietro Tatarella e Diego Sozzani nel processo 'Mensa dei poveri'" ma anche amareggiati il coordinatore lombardi di Forza Italia Alessandro Forte e il deputato Stefano Benigni che è vicesegretario nazionale del partito. "Rimane l'amarezza per una vicenda che ha causato in questi anni una sofferenza profonda sul piano umano e personale alle persone coinvolte e alle loro famiglie - hanno spiegato in un comunicato congiunto -. Possiamo solo immaginare ciò che hanno dovuto subire e quanto sia stato loro tolto. Ma oggi hanno avuto finalmente giustizia". "Siamo fiduciosi - hanno aggiunto - che anche Lara Comi, in Cassazione, potrà dimostrare la sua innocenza, considerando il sostanzioso ridimensionamento dell'impianto accusatorio: la pena è passata da 4 anni a un anno ed è stata esclusa l'accusa di corruzione"













