In un settore dove la crescita si misura spesso a colpi di rebranding e comunicati patinati, Coccinelle sceglie una strada diversa: ascolto, autenticità e presidio fisico del territorio. Incontriamo Emanuele Mazziotta, COO del brand fondato nel 1978, a margine della presentazione della collezione autunno-inverno 2026, per fare il punto su un anno da incorniciare e sulle ambizioni future. L’INTERVISTA
Il 2025 si è chiuso con una crescita del +10% e un EBITDA positivo. Quali sono state le principali leve operative che hanno sostenuto questi risultati in un contesto globale complesso?
Il +10% è il risultato di tutti i canali combinati, con un +6% che arriva dal diretto — negozi full price e outlet. L’Europa è il mercato che cresce maggiormente tra i grandi: la Germania traina con un +16%, seguita dall’Italia a +6%, dall’Austria a +3% e dalla Svizzera, mercato importante per noi, che cresce anch’essa del 2-3%. Poi c’è tutta la parte di Est Europa. Il Medio Oriente cresce in modo importante anche perché abbiamo aperto nel 2025 una boutique presso il Palm Jumeirah Mall a Dubai. Il mercato asiatico è stabile: la Cina è complicata, la Thailandia — dove siamo presenti da tantissimi anni — anche, ma il Giappone è un nuovo mercato per l’azienda. Nel 2025 abbiamo avviato una strategia di pop-up itineranti a Tokyo, Osaka, Hiroshima e Nagoya presso i principali department store — Ginza Mitsukoshi, Takashimaya, Daimaru, Hankyu — per poi aprire a febbraio 2026 il primo spazio permanente a Tokyo.
Cosa ha fatto davvero crescere Coccinelle? E quale sarà il ruolo del digitale nei prossimi anni?
L’approccio che ci contraddistingue è essere estremamente customer centric: siamo sempre in ascolto del nostro cliente, sia dal punto di vista del prodotto — cosa desidera da Coccinelle in termini di funzionalità, di prezzo — sia nella comunicazione, che non è mai patinata ma è sempre vera, reale, vicina alla cliente. Vogliamo che ogni nostra cliente si senta parte di questo mondo. E questo ci permette di offrire un prodotto che soddisfa le aspettative in termini di design, tendenza, qualità e soprattutto value for money. Cresciamo in mercati maturi come l’Europa, ma entriamo anche in nuovi mercati e in nuove categorie. Coccinelle nasce nel ’78 come produttrice di borse e pelletteria, e da due anni abbiamo aggiunto le calzature: quella che era nata come una capsule accessoria alla pelletteria pesa oggi il 6% del fatturato totale — e cresce stagione dopo stagione.
Coccinelle.com cresce del +2%, ma l’e-commerce complessivo supera il 20% del fatturato. Come bilanciate online e offline
Coccinelle.com, il canale a gestione diretta, cresce del 2% con un peso del 6% sul totale. Ma se sommiamo gli e-tailers, arriviamo a un 20% abbondante. Per il 2026 vogliamo trovare il giusto equilibrio tra online e offline: l’azienda crede fortemente nel negozio fisico come luogo d’incontro e di scambio con il cliente — non deve diventare una showroom per il prodotto acquistato online, assolutamente no. Investiamo molto sulla formazione con quella che chiamiamo Coccinelle Retail Academy, dove le nostre brand ambassador vengono formate sul brand, sullo storytelling, sul prodotto, sulla cerimonia di vendita e sul CRM. E da quattro anni investiamo costantemente sullo store concept: oggi contiamo 114 boutique tra gestione diretta e franchising, full price e outlet, con oltre 1.000 punti vendita in distribuzione wholesale in più di 45 nazioni.
Quanto conta l’esperienza fisica nel rafforzare il posizionamento del brand e la relazione con il cliente finale?
L’azienda crede fortemente nel retail. Per questo abbiamo creato nel 2025 la Retail Academy, con l’obiettivo prima di tutto di raccontare una storia — reale, vera e autentica — al nostro cliente, affinché entrando in boutique si senta parte di una community. È l’approccio customer-centric di Coccinelle: concentrato e focalizzato sulla persona che sceglie di indossare il nostro brand.
Parliamo della nuova collezione autunno-inverno 2026. Qual è l’ispirazione e cosa la rende speciale?
La collezione si chiama The Gardener Studio e trae ispirazione dalle campagne inglesi. La palette colore è estremamente naturale: toni legnosi, di bosco, di fogliame, che diventano il fil rouge di tutta la stagione. Alla nostra pelle — quella grana naturale per cui siamo conosciuti — si affiancano nuovi materiali: un velluto a coste, il patchwork, dei ricami che richiamano il mondo botanico. Ma soprattutto, questa collezione è la prima in cui le nostre icone sono davvero al centro. Un anno fa abbiamo lanciato Simi, la nostra nuova borsa iconica con il dettaglio della C che abbraccia con un nodo il plettro — il segno fondativo del brand. Quel logo è stato declinato in più linee: pelletteria grande e piccola, calzature, accessori. È l’essenza di Coccinelle che si esprime in tutta la sua coerenza.

