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The Milan Show-Biz
La MFW parte con il botto. Gucci e Moncler stupiscono. Oggi Prada e Moschino

La psicosi “Coronavirus” non sembra aver intaccato la Milano Fashion Week che, anzi, sembra iniziata in modo ancora più spumeggiante del solito. Grandi eventi, bellissime presentazioni e tanto pubblico come non si vedeva da tempo. Dimentichiamoci NY, Londra, Parigi…la Regina è Milano! 

MONCLER

All’ex macello di viale Molise è andato in scena Moncler Genius, l’evento più atteso di tutta la settimana. E non ha deluso le aspettative. 5.000 persone, VIP, attori, modelle, giornalisti in un mega show futuristico accolti all’ingresso dall’attore Will Smith, testimonial del brand. Dodici installazioni che fanno passare il messaggio del creativo del nordirlandese JW Anderson "One House, Different Voices" e si apre ad esperienze oltre il piumino, come la collaborazione con Rimowa, da cui sono nate le valigie con led personalizzabili. Un viaggio in altri mondi. Nell'enorme spazio abbandonato,10 box diversi nascondono le collezioni dei vari 'geni' al lavoro per Moncler, a partire da Jonathan Anderson, che ha rivisto i capi più iconici del suo brand, JW Anderson, riproponendo come decorazioni pois e borchie a punta in nylon. Ha lavorato inoltre sul contrasto opaco-lucido e aggiunto rimandi country ai codici dell'abbigliamento urbano. Per Moncler 1952, Veronica Leoni ha immaginato "un esercito di donne in cerca di un paradiso perduto. Per la collezione uomo 1952 Sergio Zambon ha reinterpretato lo stile di Los Angeles con quattro creativi locali. Ha scelto la strada della collaborazione anche Hiroshi Fujiwara, che per la linea Fragment ha incontrato Lewis Leathers, Pokemon, Kool & the Gang e Converse. Tra le presentazioni più scenografiche quella di Craig Green, con stampanti che sembrano dar vita ai piumini, e quella di Sandro Mandrino, con acrobati che si arrampicano sulle pareti per mostrare i nuovi piumini bianchi su cui la luce disegna dei graffiti. Ottica al femminile per Simone Rocha, che porta tutti al cinema per un video ispirato a Fellini creato insieme a Petra Collins.

GUCCI

Una "dichiarazione d'amore spudorata e narcisistica". Il creativo Alessandro Michele rievoca le parole di Fellini - diffuse nella sala in chiusura dello show - per spiegare la sua performance tra dietro le quinte e rappresentazione ovvero "un rito quasi religioso". E così la sfilata Gucci per il prossimo inverno racconta questo "meccanismo complesso e quasi sacrale" che non è fatto solo di abiti, ma di tutto quanto ci gira intorno. Su una pedana circolare, che gira come fosse una giostra, con i modelli e le modelle immobili e le pareti di vetro trasparente. “Ho deciso di alzare un velo su ciò che ama nascondersi”, spiega in una nota scritta a macchina lo stesso direttore creativo della maison.

Ed ecco, sulla ribalta, per la prima volta, parrucchieri e truccatori, vestieristi e addetti all'ufficio stile, tutti con la divisa grigia da "fabbricatore di sogni", coprotagonisti dello show insieme al pubblico che li guarda e che partecipa al rito, preannunciato da indizi come il messaggio vocale inviato dallo stesso Michele e dalle foto arrivate sui cellulari degli ospiti poche ore prima dello show. Il direttore creativo, si aggira tra il pubblico e gli addetti ai lavori, fermandosi per un saluto con Florence Welch, Achille Lauro e Dakota Johnson.

"Come un fisico - racconta il direttore creativo - ho cercato di dare una forma a qualcosa di astratto, poi è bastato mettere dentro ciò che sta fuori, in un rito condiviso che porgo a chi è lì e sente di essere in quella confessione". Un senso di sacralità che si riflette nel crocifisso che accompagna gli abiti e i cappottini da bambino, ossessione della sfilata uomo dello scorso mese che ritorna anche al femminile, perché "c'è qualcosa di perfetto in queste cose da piccoli, ci vediamo libertà e perfezione, è il mondo che vorremmo: i bambini sono liberi e meravigliosi e ciò che mettono è un feticcio di libertà". Ed ecco quindi i cappottini da marinaretto, i cappelli inglesi da letteratura dell'infanzia, i fiocchi che sembrano quelli fatti dalla mamma all'ultimo minuto, le gonne a pieghe, i collarini di pizzo e le calzine ricamate, le scarpe con gli occhietti e il cerchietto di strass. E poi i jeans e le calze strappate, i collarini di pelle e i mini top fetish, gli abiti con la crinolina e i pantaloni svasati, i mocassini e i cappotti doppiopetto logati, in un invito a "accarezzare quella nostalgia d'umano che altri chiamano imperfezione".

Gli appuntamenti di oggi Giovedì 20

H 9.30 Max Mara, Via Senato 10

H 10.30 Genny, Piazza Duomo scalone Arengario

H 11.30 Luisa Beccaria, Via Palestro 16

H 12.30 Brognano, Via San Barnaba 48

H 13.30 Anteprima, Via Turati 34

H 14.30 Vivetta, Piazza Duomo scalone Arengario

H 15.30 Daniela Gregis, Piazza Sant’Ambrogio 23/A

H 16 Prada, Via Lorenzini 14

H 17.30 ACT N 1, supported by Camera Moda Fashion Trust, Via Tortona 32

H 18.30 Fendi, Via Solari 35

H 20.30 Moschino, Via San Luca 3

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