Più che un semplice dibattito sul futuro della città, il panel conclusivo della 28esima edizione di Futuro Direzione Nord, lunedì 11 maggio in Assolombarda, ha assunto i contorni del primo vero confronto pubblico tra alcuni dei nomi che già circolano per la corsa a sindaco di Milano nel 2027. Sul palco si sono ritrovati l’imprenditore Antonio Civita, il capogruppo Pd in Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino, la vicesindaca Anna Scavuzzo e il presidente dell’Ordine degli avvocati Antonino La Lumia. Profili diversi, provenienti da mondi differenti, ma tutti già entrati nel radar del totonomi milanese. A rendere ancora più politico il confronto sono state le dichiarazioni dei protagonisti, tra aperture, messaggi alle coalizioni e riflessioni sulla futura identità della città.
Civita: “Un civico oggi può avere più possibilità”
Antonio Civita, fondatore di Panino Giusto e già apertamente disponibile a correre con il centrodestra, a margine del convegno parlando con i cronisti ha confermato di percepire crescente attenzione attorno alla sua candidatura. “Vedo che c’è sempre maggiore interesse e c’è molta gente, anche nel mondo politico, che crede che un candidato civico possa fare sintesi“, ha spiegato. Secondo Civita, una proposta civica avrebbe oggi maggiori possibilità rispetto a una candidatura esclusivamente politica. “Girando Milano e incontrando tante persone mi sembra che una proposta politica probabilmente abbia meno possibilità di vincere di una proposta un pochino più laica”, ha osservato.
“Lupi ottimo profilo, ma serve partire subito”
L’imprenditore ha parlato anche di Maurizio Lupi, altro nome forte nel centrodestra milanese. “Ho grande stima di lui per quello che ha fatto e per la sua esperienza politica”, ha detto. Per Civita, però, il vero nodo è il fattore tempo. “Il candidato va scelto prima dell’estate”, ha sottolineato. “C’è da fare un lavoro enorme sui contenuti, sugli incontri, sui tavoli e sulla squadra. E c’è da recuperare un gap importante”.
Le intimidazioni a Civita
Nel corso dell’incontro Civita ha anche raccontato le intimidazioni ricevute dopo la sua discesa in campo. L’ultimo episodio riguarda l’auto trovata con gli specchietti distrutti. L’imprenditore ha però minimizzato: “Ho ricevuto molta vicinanza, mi ha chiamato anche il sindaco Sala e Majorino è stato carinissimo. Ma preferisco parlare di altro”. Un episodio che conferma però come, a quasi due anni dalle Comunali, il clima politico milanese stia già entrando nel vivo.
Majorino: “Sala ha ragione, la partita è aperta”
Sul fronte centrosinistra, Pierfrancesco Majorino prima di intervenire nel panel ha riconosciuto con i cronisti che la corsa per Palazzo Marino non sarà scontata, pur rivendicando la forza elettorale dell’area progressista a Milano. “È lapalissiano che la partita è aperta”, ha dichiarato, riprendendo le parole del sindaco Giuseppe Sala pronunciate poche ore prima sempre a Direzione Nord. Majorino ha però ribadito l’ottimismo del centrosinistra: “Dal 2011 a oggi abbiamo vinto tutte le elezioni e anche al referendum c’è stato un risultato straordinario. È giusto essere cauti ma anche molto ottimisti”. Il capogruppo Pd in Regione Lombardia ha provato anche a spostare il dibattito dai candidati ai contenuti politici. “Al di là dei nomi, l’importante adesso è confrontarsi molto sulle idee e sul futuro della città e dell’area metropolitana di Milano”, ha spiegato. Secondo Majorino, Milano ha bisogno di “strade nuove”, soprattutto sul terreno dell’innovazione e della lotta alle diseguaglianze.
Scavuzzo “Su candidato per Milano sceglieremo metodo, ora costruiamo coalizione”
La Vicesindaca Anna Scavuzzo ha delineato la strategia del centrosinistra in vista delle prossime elezioni comunali, soffermandosi sulle necessità amministrative di una Milano in continua espansione. “Io credo che sarà la coalizione stessa a scegliere quale sarà il metodo” per individuare il candidato sindaco del centrosinistra a Milano, anche perché “nel tempo abbiamo valutato opzioni diverse e ci siamo detti tutti quanti disponibili a scegliere quella che maggiormente rispondeva anche alle esigenze della coalizione”.
“C’è un tema importante di costruzione di un perimetro di coalizione forte e di un programma che ha bisogno poi di interpretare le disponibilità, le esigenze e i bisogni di tutti” ha sottolineato Scavuzzo, che ha poi replicato a chi le chiedeva quale sarà la sua eredità politica alla fine di questo mandato. Scavuzzo ne individua più di una, dalla “centralità dei servizi educativi” alle responsabilità su sicurezza e Protezione civile, ma anche nella costruzione di un “sistema alimentare sostenibile” e, nell’ultimo anno, anche “l’impegno rafforzato sul tema dell’urbanistica e delle trasformazioni di una città sostenibile in equilibrio anche sul tema della casa e dello sviluppo”.
Per il futuro Scavuzzo è convinta che per Milano possano anche servire strumenti nuovi. Adesso “stiamo discutendo della legge speciale”, un dibattito che va affrontato, per la vicesindaca, in ottica metropolitana, perché “Milano, e lo dicono i numeri, è diventata più grande: oggi sono milanesi anche quelli che vivono a Segrate o a Bollate – ha spiegato -. Dobbiamo uscire dall’idea che c’è una separazione” tra città e provincia.
La Lumia: “Milano, il problema di distribuire lo sviluppo in maniera equa”
Nel suo intervento La Lumia ha dichiarato: “A Milano serve equilibrio, la città non può pensare di crescere in maniera indiscriminata perché la crescita è sostenibile soltanto se ci sono delle regole e da questo punto di vista penso che siamo tutti d’accordo: la regola è la principale chiave di volta della libertà e della convivenza civile. L’urbanistica è una vicenda molto complessa, certamente l’amministratore pubblico deve porsi il tema della trasparenza e della partecipazione su scelte particolarmente rilevanti, penso anche alla questione di San Siro. Milano ha un grande tema: la potenzialità dello sviluppo ma talvolta l’incapacità di distribuire questo sviluppo in maniera equa“.

