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Milano 2027, Civita apre il cantiere: “La città merita di più”

Antonio Civita, patron di Panino Giusto, accelera sulla sua candidatura a sindaco per il centrodestra. L’evento del 30 marzo e l’endorsement di Stefano Parisi e Ferruccio Resta dopo quello di Gabriele Albertini. “Milano è una città d’eccellenza e deve tornare un luogo per sognare. Azzeriamo la distanza con i cittadini”. L’intervista

Milano 2027, Civita apre il cantiere: “La città merita di più”
Antonio Civita

“Per carattere non mi accontento e non mi so rassegnare. Milano merita di più, non deve più accontentarsi confrontandosi con chi sta peggio. Milano è sempre stata una città d’eccellenza e deve ambire a tornare ad essere un luogo per sognare. Questa è la leva che mi ha fatto decidere di dare la mia disponibilità a candidarmi a sindaco”. Antonio Civita rilancia il suo impegno verso Milano 2027. E lo fa annunciando l’iniziativa che si svolgerà lunedì 30 marzo alle 18.15 presso l’Accademia del Panino Italiano in via Pompeo Leoni 2, a Milano. Una serata-evento intitolata “Qualcuno ha visto l’elefante bianco (…e tu?)”. Un momento di confronto tra idee, dibattiti e interviste-show sul futuro della città. Idealmente il punto di partenza della campagna di ascolto che vedrà Civita impegnato per tre mesi e che porterà alla definizione del programma per Milano. Il patron di Panino Giusto fa dunque decisamente sul serio. Il sasso lanciato a gennaio con la sua proposta di candidatura per il centrodestra sta disegnando cerchi sempre più ampi. E – soprattutto – sta raccogliendo i primi significativi riconoscimenti.

Dopo l’endorsement della prima ora da parte dell’ex sindaco Gabriele Albertini, anche Stefano Parisi e Ferruccio Resta manifestano oggi il loro sostegno al progetto di Civita. Nomi di peso, entrambi partecipanti all’evento del 30 marzo. Il primo è il manager che dieci anni fa seppe dare filo da torcere nel testa a testa con Beppe Sala, il secondo è l’ex rettore del Politecnico che tanti autorevoli esponenti del centrodestra milanese avrebbero voluto candidato sindaco. Il fatto che entrambi, assieme ad Albertini, si schierino ora per Civita appare il segnale di una candidatura che prende forza giorno dopo giorno. “Ma è da settembre che sto incontrando tantissime persone – spiega Civita – e tra gli interlocutori politici ho notato negli ultimi tempi un cambiamento: se prima ero io a cercare loro, ora sempre più spesso sono loro a cercare me“. L’INTERVISTA

Civita, partiamo dall’evento del 30 marzo: che cosa sarà?
Sarà un bello spettacolo, con una sorpresa molto particolare a inizio serata. Soprattutto, parleremo delle priorità e delle urgenze della città, ma anche della visione futura per Milano. Inoltre, lanceremo il format degli “A tu per tu”. Lo inaugureranno proprio Gabriele Albertini, Stefano Parisi e Ferruccio Resta, che si confronteranno con tre profili di content creator molto attivi sul territorio: Milano Città Stato, Milanobelladadio e Cappuccino Media.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare l’associazione “E tu?”: di cosa si tratta?
I rapporti personali sono al centro del mio modo di interpretare ogni cosa. Diamo avvio a un percorso di ascolto e dialogo che ci vedrà impegnati nei prossimi tre mesi sul territorio, incontrando i cittadini. Sarà la base del programma che presenteremo al termine di questo lavoro. Conoscersi, parlarsi, dare del tu ai milanesi – dallo studente all’imprenditore, dalle famiglie agli anziani – per farsi carico delle loro esigenze. Dare del tu alla città di Milano, accorciando ed eliminando la distanza con i singoli cittadini: questo è l’obiettivo che mi sono dato.

Quanto è importante il supporto che sta ricevendo da personalità come Albertini, Parisi, Resta?
Mi stanno sostenendo e credono nel mio progetto, ognuno di loro rappresenta per Milano un valore che va al di là dell’aspetto politico. C’è una rete che si sta costituendo e da settembre ad oggi ho incontrato tantissime persone. Naturalmente anche molti esponenti politici di centrodestra. Negli ultimi tempi c’è stato un cambiamento: se prima ero io a cercare il contatto, ora sono anche loro a cercare me. Abbiamo avuto contatti anche con esponenti dell’ex terzo polo e dell’attuale maggioranza.

Questo intensificarsi dei contatti è il segnale che i tempi stanno divenendo maturi?
Credo che sia così. E c’è la consapevolezza che a Milano il centrodestra possa vincere. Ma serve partire con i tempi giusti, tutti uniti e con un vero programma che offra risposte all’attuale situazione. Non c’è oggi un milanese che sia soddisfatto della città. I problemi sono evidenti e tutti attendono un cambiamento.

Se dovesse indicare tre priorità per la città, quali sarebbero?
La prima è la sicurezza. Non ci si può accontentare di una Milano nella quale in certe zone la sera non si può più andare. Poi il welfare: ridare opportunità al ceto medio ed ai giovani di sentirsi protagonisti della città. Con alloggi sostenibili per rendere viva la nostra città, coinvolgendo tutte le fasce della popolazione. Terzo: occorre recuperare una dimensione metropolitana della città. Ad esempio per quanto riguarda l’urbanistica e la mobilità: Milano non può essere la città delle multe ma una città in cui ci si muove. Una città bella e facile da vivere. Visionaria, inclusiva e sicura.

Da più parti è stato detto che molti ragionamenti prenderanno corpo solo dopo il referendum. La pensa anche lei così?
Il dibattito sul referendum è ad oggi una priorità assoluta ed è stato giusto dedicarsi a questo. Superata questa fase ho fiducia che Milano possa essere messa al centro del discorso politico, per il bene di tutto il centrodestra.

Cosa voterà al referendum?
Innanzitutto condivido l’appello al voto giunto da realtà come Confindustria, Confartigianato, Confagricoltura. Il buon andamento della giustizia deve essere un tema di interesse pubblico. Detto questo, io voterò convintamente Sì, perché in un Paese più efficiente e moderno, in linea con molte democrazie liberali.

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