Milano
Milano, Caradonna: “Un Ordine dei Commercialisti costruito sulle persone”
Il saluto finale il ringraziamento al Consiglio e al personale di Marcella Caradonna, al termine di un mandato lungo quasi un decennio alla guida dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano. L'intervista

Marcella Caradonna
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Milano, Caradonna: “Un Ordine dei Commercialisti costruito sulle persone”
Si chiude un mandato lungo quasi un decennio e si chiude con un bilancio che parla di cambiamento, inclusione e visione strategica. La relazione di fine mandato della presidente Marcella Caradonna restituisce l’immagine di un Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano che ha scelto di affrontare la trasformazione della professione senza subirla, facendone invece un percorso condiviso.
«Questa esperienza mi resterà nel cuore come una tappa fondamentale della mia vita», racconta Caradonna ad Affaritaliani.it Milano, ricordando come già all’inizio del suo percorso fosse chiara la necessità di un cambiamento profondo, percepito come urgenza ma anche come opportunità. Un mandato segnato da un metodo preciso: l’ascolto.
"Assemblee, commissioni, incontri informali e dialoghi diretti con gli iscritti hanno rappresentato la base delle decisioni assunte in questi anni.L’ascolto è stato la chiave di ogni scelta", sottolinea la presidente, con l’obiettivo dichiarato di dare spazio ai giovani, ai professionisti meno visibili e a chi, quotidianamente, contribuisce a costruire l’identità dell’Ordine.
“Un’attenzione che si è tradotta nel riconoscimento della pluralità delle forme professionali, in un Ordine che rappresenta migliaia di modi diversi di esercitare la professione. Nessuno escluso: piccoli studi, aggregazioni, collaboratori e nuove generazioni sono stati accompagnati con strumenti di supporto, formazione e rappresentanza”.
Particolarmente rilevante l’impegno sulla formazione continua, con centinaia di eventi ogni anno, erogati gratuitamente, in presenza e online. “Una scelta precisa, orientata a garantire qualità, aggiornamento e accessibilità, rafforzando il ruolo dell’Ordine come presidio culturale oltre che istituzionale”.
Sul fronte dei rapporti con enti e istituzioni, l’Ordine ha consolidato la propria autorevolezza, diventando interlocutore stabile di amministrazioni, tribunali e organismi pubblici. “Un lavoro silenzioso ma concreto, finalizzato a semplificare l’attività quotidiana dei colleghi e a risolvere criticità operative”. Centrale anche il percorso di trasformazione digitale, con la modernizzazione delle strutture interne e l’introduzione di strumenti innovativi, inclusa l’intelligenza artificiale applicata ai processi amministrativi e formativi. «Snellire le procedure significa restituire tempo alla professione», è la filosofia che ha guidato questo passaggio.
“Ampio spazio è stato riservato ai giovani e ai tirocinanti, considerati una risorsa strategica. Dalle collaborazioni con le università ai corsi gratuiti per l’esame di Stato, fino alla creazione di una Commissione Giovani stabile, l’obiettivo è stato favorire ingresso, orientamento e crescita professionale”.
Il mandato si è distinto anche per l’attenzione ai temi della sostenibilità, della parità di genere e dell’inclusione, con iniziative strutturali e simboliche volte a rafforzare il ruolo sociale dell’Ordine e la sua responsabilità nel contesto economico e civile milanese.
Nel saluto conclusivo, il tono diventa volutamente corale. "Il merito è di tutti coloro che ci hanno messo tempo, passione e cuore", afferma Caradonna, ringraziando il Consiglio, il personale della struttura, gli organismi dell’Ordine e i colleghi che hanno partecipato attivamente alle commissioni. Un ringraziamento che suggella un percorso e consegna all’Ordine un’eredità fatta di metodo, partecipazione e visione.













