Milano
Milano, cosa c'è dietro la chiusura del Cinemino: l'effetto Crans-Montana e i precedenti controlli sulla sicurezza
Locali senza agibilità, vie di fuga inadeguate e tessere vendute insieme ai biglietti. Il gip dispone la chiusura preventiva dopo i controlli della Polizia locale

Il Cinemino di Milano
Effetto Crans-Montana a Milano, chiuso (nuovamente) il Cinemino: ecco perchè
Nuovo sequestro preventivo per Il Cinemino, il club cinematografico di via Seneca, in zona Porta Romana. La Polizia locale ha eseguito il provvedimento firmato dal gip Giulia D’Antoni, su richiesta del pm Mauro Clerici, disponendo la chiusura temporanea della sala al piano interrato. Alla base del decreto, una serie di criticità già note e mai superate: l’assenza dei necessari permessi e della licenza di agibilità, l’inadeguatezza delle vie di fuga e la gestione dell’attività ritenuta assimilabile a un pubblico spettacolo, nonostante la forma giuridica di circolo privato.
La segnalazione: una sola scala di accesso al piano interrato, mancano vie di fuga
Il nuovo intervento è scattato dopo la segnalazione di alcuni residenti nell'edificio che lamentavano “presunte criticità in materia di sicurezza relative alla sala cinematografica”, in particolare “la presenza di un’unica scala di accesso al piano interrato, ritenuta non idonea quale via di esodo in caso di emergenza”. Il sopralluogo effettuato dal Nucleo di polizia giudiziaria della Locale ha confermato i timori. Nel verbale si parla di un locale interrato “privo di vie di fuga adeguate”, con uscite di emergenza che conducono a un cortile condominiale. Una porta risultava ostruita da arredi, mentre “le ulteriori vie di esodo apparivano di difficile fruibilità”.
Secondo il gip, in queste condizioni “al verificarsi di qualsiasi tipologia di emergenza” non sarebbe possibile garantire “il rapido deflusso dei presenti”, con potenziali rischi per l’incolumità pubblica. Un profilo che, all’indomani della strage di Crans-Montana, ha assunto un peso ancora maggiore nelle valutazioni dell’autorità giudiziaria.
Il nodo amministrativo: le tessere devono essere rilasciate almeno 24 ore prima
Durante il controllo, gli agenti hanno contato 53 persone presenti in sala, “una parte delle quali tesserata nella medesima giornata”. Un elemento che, insieme alla vendita delle tessere contestualmente ai biglietti, ha rafforzato l’ipotesi investigativa. Le tessere dovrebbero infatti essere rilasciate con almeno 24 ore di anticipo rispetto al primo accesso. Nell’ordinanza si sottolinea come l’associazione Seiseneca, che gestisce il Cinemino, operasse “contrariamente alle prescrizioni del suo statuto”, esercitando di fatto “un’attività di spettacolo, gestita con modalità riconducibili a un’attività di tipo commerciale e aperta al pubblico”.
“Sebbene apparentemente l’associazione rientri nella categoria del circolo privato – scrive il gip – i locali deputati all’attività ricreativa organizzata e le modalità di gestione dell’esercizio rientrano nel novero dell’attività di spettacolo e trattenimento pubblico”. Da qui l’accusa alla legale rappresentante dell’associazione di apertura abusiva di luogo di pubblico spettacolo, nonostante una precedente denuncia che, secondo il giudice, non è “servita da monito al fine di regolarizzare l’espletamento dell’attività o modificarne la gestione”.
Tutti i precedenti del Cinemino di Milano
Non è la prima volta che il Cinemino finisce sotto sequestro. Già il 9 ottobre di due anni fa la Polizia locale era intervenuta nella sala di via Seneca, contestando l’apertura abusiva e lasciando una denuncia alla titolare. Nel 2018, inoltre, il locale era stato costretto a uno stop forzato di oltre tre mesi. Nel frattempo, secondo gli atti, nulla sarebbe cambiato sul piano delle autorizzazioni e delle condizioni di sicurezza.
Controlli rafforzati anche in altri locali: il caso Heden Cafè
Il provvedimento sul Cinemino si inserisce in un contesto di controlli intensificati da parte della Polizia locale dopo il rogo del Constellation a Crans-Montana. Nei giorni scorsi, un sequestro preventivo è stato disposto anche per il seminterrato dell’Heden Cafè, bar di via da Palestrina trasformato in discoteca abusiva. In quel caso, gli accertamenti hanno evidenziato “sovraffollamento incontrollato di avventori” e “un atteggiamento irrispettoso di ogni regola di sicurezza”, configurando “un indubbio pericolo per l’incolumità pubblica”, come scritto dal pm Marina Petruzzella.
La nota social del Cinemino: “Cooperiamo con l'autorità per dimostrare la legittimità della nostra condotta”
Dopo il sequestro, il Cinemino ha diffuso questa nota sui social: “Il Cinemino di via Seneca sospende temporaneamente la programmazione a seguito degli accertamenti da parte dell’Autorità con la quale sta cooperando per dimostrare la legittimità della condotta dell’Associazione che gestisce la programmazione della sala”, si legge nella nota diffusa anche sui social. Il bar resta aperto al pubblico.













