Milano
Milano Cortina 2026, le proteste tra Utopiadi, ProPal e "No Ice": gli antagonisti occupano l'ex Palasharp e fanno la fiaccolata anti-olimpica
Con l’arrivo della Fiamma Olimpica a Milano si accende anche la mobilitazione contro Milano Cortina 2026. Le contestazioni in programma in occasione della cerimonia inaugurale

Proteste in occasione delle Olimpiadi a Milano
Milano Cortina 2026, le proteste con l’arrivo della fiamma olimpica
All’arrivo della Fiamma Olimpica a Milano, ieri giovedì 5 febbraio, si sono accese anche le proteste contro i Giochi invernali di Milano Cortina 2026, promosse dal Comitato insostenibili olimpiadi. La rete, che riunisce collettivi studenteschi, centri sociali, associazioni e altre realtà, ha annunciato una mobilitazione articolata dal 5 all’8 febbraio, culminante nelle cosiddette “Utopiadi”, una contro-manifestazione dedicata allo sport popolare. Gli antagonisti hanno occupato il Palasharp di Milano stabilendovi il loro quartier generale. Accanto agli appuntamenti del fine settimana, previsti in luoghi mantenuti volutamente riservati, è stato organizzato un fitto calendario di iniziative di protesta che accompagna le principali tappe olimpiche.
La contestazione del 5 febbraio lungo il percorso della fiaccola
La prima giornata di mobilitazione si è intrecciata ieri con la sessantesima e penultima tappa del viaggio della Fiamma Olimpica, accompagnata dallo slogan “Show Israel the red card”, diffuso attraverso locandine e canali social. Il percorso ha attraversato in mattinata alcuni comuni dell’hinterland, con partenza alle 8.33 da Sesto San Giovanni e arrivo poco prima delle 13 a San Donato Milanese. Nel pomeriggio la protesta si è spostata nel centro cittadino: alle 18, davanti all’Università Statale in via Festa del Perdono, si è tenuto un presidio contro quella che gli organizzatori hanno definito la “fiaccola della vergogna e del silenzio complice”, con l’obiettivo dichiarato di denunciare la presenza di Israele ai Giochi e il ruolo degli sponsor ritenuti complici del genocidio.
"Milano vi schifa": mille studenti contro l'ICE
Le proteste riprendono oggi, venerdì 6 febbraio, giornata della cerimonia inaugurale dei Giochi. La mattina si è aperta con una manifestazione studentesca contro la presenza degli agenti dell’Ice a Milano, convocata in piazza Leonardo Da Vinci sotto lo slogan “Milano vi schifa”. Erano oltre mille gli studenti che sono sfilati in corteo fino al parco Trotter. "Milano accoglie l'Ice ma non chi studia" è stata la parola d'ordine del corteo degli studenti che era aperto uno striscione con "Milano vi schifa". Sempre nell’area universitaria è previsto nel primo pomeriggio un incontro con l’attivista e sindacalista statunitense Chris Smalls. Nel corso della giornata è annunciato anche un presidio “Contro repressione, guerra e stato di polizia” in piazza Scala, con la partecipazione dello stesso Smalls.
La fiaccolata anti-olimpica e l’apertura delle “Utopiadi” in zona San Siro
Alle 18, in viale Mar Jonio, il Comitato insostenibili olimpiadi celebra l’apertura delle “Utopiadi” con una fiaccolata anti-olimpica, pensata come contro-evento simbolico rispetto all’accensione del braciere ufficiale. I manifestanti, rappresentati da vare anime dell'antagonismo e dell'attivismo sociale, si sono trovati a due passi dalla zona 'blindata' dello Stadio Meazza, nella parte popolare e multietnica del quartiere per una "fiaccolata antiolimpica" nell'ambito di una tre giorni di 'Utopiadi'. Secondo quanto concordato con la Questura i presenti, alcune centinaia di persone che hanno risposto all'appello del 'Comitato Insostenibili Olimpiadi', il percorso si snoda da via Mar Jonio e proseguiranno poi per via Gigante, via Ricciarelli, via Civitali, via Preneste, via Tracia, via Zamagna e piazzale Selinunte. "In una città che dà priorità al lusso e al profitto, che spinge ai margini chi la abita creando posto solo per i loro standard di ricchezza - si legge in un volantino del centro sociale 'Cantiere' - Le olimpiadi hanno evidenziato un gap sociale che esiste da anni, dall'altro, come tutti i grandi eventi aprono spazi ai diversi speculatori edilizi per continuare a lucrare sulla città".
Gli antagonisti occupano l'ex Palasharp: sarà la sede delle Utopiadi
Sarà l’ex Palasharp di Milano la sede delle “Utopiadi”, la tre giorni di sport popolare organizzata dal Comitato insostenibili olimpiadi contro i Giochi invernali di Milano Cortina 2026. Il palazzetto, in disuso dal 2011, è stato occupato nella mattinata di oggi da un gruppo di antagonisti già protagonisti nei giorni scorsi delle contestazioni contro il passaggio della fiaccola e delle mobilitazioni in programma nel fine settimana. Secondo quanto riferito dalla polizia, all’interno della struttura si trovano circa 60 persone.
Sui canali social del Comitato insostenibili olimpiadi, l’occupazione viene rivendicata come un’azione simbolica a poche centinaia di metri dallo stadio di San Siro, dove in serata è prevista la cerimonia inaugurale dei Giochi. “A poche centinaia di metri da dove si svolgerà questa sera il grande show dell’ipocrisia olimpica, abbiamo appena liberato l’ennesimo spazio pubblico lasciato abbandonato, in attesa di privatizzazione”, si legge nel messaggio diffuso online. L’ex Palasharp viene indicato come “campo base” delle mobilitazioni fino a domenica 8 febbraio, con iniziative sportive e politiche organizzate nell’ambito delle Utopiadi. Nel corso della mattinata alcuni occupanti hanno iniziato a realizzare un murale sulle pareti esterne della struttura.
Sull’occupazione è intervenuto anche Francesco Rocca, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che ha parlato di una situazione prevedibile. “L’ex Palasharp è un edificio abbandonato da anni. Nessun impedimento, nessuna messa in sicurezza, l’occupazione era prevedibile. Un film già visto, la stessa occupazione abusiva l’ha subita l’ex Agorà”, ha dichiarato, criticando la gestione degli spazi pubblici e collegando l’episodio alle proteste contro le Olimpiadi. Secondo Rocca, “le Olimpiadi sono purtroppo un evento a sé stante dalla città” e rappresentano “un’occasione sprecata” per il mancato coinvolgimento dei municipi e della cittadinanza, con il rischio di lasciare spazio a manifestazioni e occupazioni abusive.
Le proteste fuori Milano: il presidio degli agricoltori in Valtellina
La contestazione non riguarda solo il capoluogo lombardo. A Forcola, in provincia di Sondrio, protesta degli agricoltori contro le Olimpiadi, organizzata nel parcheggio Megashow e destinata a proseguire fino a sabato 7 febbraio. Un’iniziativa che si inserisce nel più ampio fronte di critiche agli impatti economici e territoriali dei Giochi sulle aree coinvolte.
Il corteo nazionale del 7 febbraio verso il Villaggio olimpico
Il momento centrale della mobilitazione è atteso per sabato 7 febbraio, quando è in programma un corteo nazionale con partenza alle 15 da piazza Medaglie d’Oro. Il percorso si svilupperà a breve distanza dal Villaggio olimpico, indicato apertamente come obiettivo simbolico dei manifestanti. L’area sarà però sottoposta a un imponente dispositivo di sicurezza, con una zona che si preannuncia fortemente blindata. Un appuntamento che rappresenta il clou di una settimana di contestazioni destinate ad accompagnare l’avvio dei Giochi dentro e fuori Milano.













