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Milano-Cortina: braccio di ferro Fondazione-pm su analisi pc e documenti
vincenzo novari

Milano-Cortina: braccio di ferro Fondazione-pm su pc e documenti

I legali di Fondazione Milano Cortina 2026, parte offesa della presunta corruzione e turbativa d'asta al centro dell'inchiesta della Procura di Milano nell'affidamento di tre gare dei servizi digitali, chiedono di selezionare in contraddittorio sul materiale sequestrato e acquisito con le perquisizione delle GdF di martedi'. Un'istanza ritenuta inusuale dagli inquirenti dal momento che la documentazione su tutte le sponsorizzazioni, non solo quelle digitali, e' stata messa a loro disposizione dai dipendenti di loro spontanea volonta'. Nel frattempo e' stato acquisito dalla Fondazione il contratto Pisa (Particularised services agreement) sottoscritto con Deloitte per una cifra di 176 milioni di euro. Un documento - definito dagli inquirenti - "molto articolato" su quali verranno fatte delle verifiche per chiarire il contenuto dal momento "sembrerebbe avere ad oggetto servizi tecnologici in parte sovrapponibili con quelli gia' erogati da Vetrya e Quibyt", le societa' umbre dell'imprenditore Luca Tomassini, co-indagato con l'ex ad Vincenzo Novari e l'allora dirigente Massimiliano Zuco. 

Milano-Cortina: 19 mila euro in casa di uno degli indagati 

Il nucleo di polizia economico-finanza della GdF di Milano ha trovato durante la perquisizione 19mila euro in contanti e sei orologi di lusso nella casa di Massimiliano Zuco, l'ex direttore tecnologico della Fondazione Milano-Cortina 2026, indagato per concorso in corruzione e turbativa d'asta. La somma di contanti e gli orologi non sono stati sequestrati perche' gli inquirenti non hanno elementi per ritenerli connessi al presunto profitto dei reati contestati. Nulla di rilevante in tema di contanti invece e' stato notato nelle abitazioni del co-indagato Vincenzo Novari, ex amministratore delegato di Fondazione. 

Milano Cortina: salta interrogatorio per ex ad Novari

Non si è più tenuto, ieri l'atteso interrogatorio di Vincenzo Novari, l'ex ad di Fondazione Milano-Cortina 2026 indagato dalla Procura di Milano con le ipotesi di concorso in corruzione e turbativa d'asta nell'affidamento dei servizi digitali legati alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali alle societa' umbre Vetrya e Quibyt dell'imprenditore Luca Tomassini. Il manager ligure, difeso dall'avvocato Nerio Dioda', aveva ricevuto un invito a comparire negli uffici della procura per ieri pomeriggio. Nel frattempo vanno avanti le audizioni di persone informate dei fatti da parte dei pm Francesco Cajani e Alessandro Gobbis e del nucleo di polizia economico-finanziaria della GdF nell'ambito dei due fascicoli d'inchiesta, tra cui quello senza indagati e con l'ipotesi di abuso d'ufficio sulle scelte e le modalita' delle assunzioni dei dipendenti nel comitato organizzatore dei prossimi giochi olimpici invernali. 


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