Milano-Cortina, esplode anche il caso Ghali. Abodi: "Non esprimerà il suo pensiero sul palco". Le opposizioni: "E' censura" - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 20:01

Milano-Cortina, esplode anche il caso Ghali. Abodi: "Non esprimerà il suo pensiero sul palco". Le opposizioni: "E' censura"

Il ministro dello Sport rivendica una cerimonia “solo sport e valori universali”. La Lega rincara la dose: “Ghali sul palco, umiliazione per l’Italia: è un odiatore di Israele e del centrodestra”

Di Giorgio d'Enrico

Milano-Cortina, esplode il caso Ghali. Abodi: "Non esprimerà il suo pensiero sul palco". Le opposizioni: "E' censura"

La polemica sulla presenza di Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 si allarga e diventa uno scontro politico a più voci. Andando ad aggiungere tensioni dopo quelle legate alla possibile presenza di agenti dell'Ice per la sicurezza della delegazione statunitense. 

A intervenire è il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che da Palazzo Chigi chiarisce l’impostazione dell’evento inaugurale. “La cerimonia di apertura seguirà un indirizzo coerente con il tema dello sport, cioè l’universalità”, spiega Abodi, sottolineando che il lavoro della Fondazione Milano-Cortina e degli organizzatori è stato orientato a valori come rispetto, inclusione e assenza di ambiguità sul piano ideale, culturale ed etico. La scelta degli artisti, ribadisce il ministro, è legata esclusivamente alle performance artistiche e culturali, senza spazio per messaggi estranei allo spirito olimpico.

Abodi: “Non condivido il pensiero di Ghali, ma non lo esprimerà sul palco"

Abodi affronta direttamente le dichiarazioni e le posizioni espresse dal cantante. “La democrazia e la libertà hanno un prezzo, anche quello di idee ed espressioni che non condividiamo”, afferma, aggiungendo di non avere alcun imbarazzo nel dire che non condivide il pensiero e i messaggi di Ghali. Al tempo stesso, però, chiarisce il punto politico centrale: “Quel pensiero non sarà espresso su quel palco”. La cerimonia di apertura, insiste il ministro, sarà “solo sport, cultura e valori universali”. Un concetto ribadito anche in un secondo intervento, in cui Abodi parla di un impianto costruito proprio per “azzerare i rischi di libera interpretazione” e garantire un messaggio coerente con l’etica olimpica.

M5S all’attacco: “È censura preventiva”

Parole che scatenano la dura reazione del Movimento 5 Stelle. In una nota, gli esponenti pentastellati in Commissione Cultura della Camera accusano il ministro di rivendicare una vera e propria censura preventiva. “Quando un ministro dice che un artista non esprimerà il suo pensiero sul palco – sostengono – non sta parlando di rispetto o etica, ma di censura”. Secondo il M5S, non è in discussione la condivisione o meno delle idee di Ghali, ma il principio stesso della libertà di espressione. “L’arte non nasce per essere neutra o addomesticata – affermano – e chi non è in grado di reggerla dimostra di non reggere la democrazia”.

Il Pd: “Attacchi inaccettabili, Giuli intervenga”

Sulla stessa linea critica si colloca il Partito democratico. Irene Manzi, capogruppo Pd in Commissione Cultura alla Camera, definisce “del tutto inaccettabili” gli attacchi contro Ghali, puntando il dito sia contro Abodi, accusato di voler imporre una censura preventiva, sia contro la Lega, responsabile – secondo Manzi – di insulti “inqualificabili”. La deputata dem chiede un intervento del ministro della Cultura Alessandro Giuli, invitandolo a prendere le distanze da reazioni che, a suo giudizio, strumentalizzano l’arte per fini politici e ideologici. “Ogni forma di intimidazione verso un artista è inaccettabile in un Paese civile”, afferma.

La Lega: “La presenza di Ghali è un’umiliazione, è un odiatore di Israele”

Sul fronte opposto, fonti della Lega alzano ulteriormente i toni. La presenza di Ghali alla cerimonia di apertura viene definita “sconcertante” e “umiliante per l’Italia”, soprattutto alla vigilia del Giorno della Memoria. Secondo il Carroccio, i Giochi dovrebbero essere un biglietto da visita positivo per il Paese e non ospitare un artista accusato di essere “odiatore di Israele e del centrodestra”.

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