Milano Cortina genera 36mila posti di lavoro (e oltre 100mila candidature) - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 16:00

Milano Cortina genera 36mila posti di lavoro (e oltre 100mila candidature)

Dal reclutamento ai nuovi modelli di formazione: i Giochi invernali stanno trasformando l'occupazione e il tessuto produttivo. Quasi mezzo milione di imprese nelle aree interessate dall'evento

di Roberto Servio

Milano Cortina genera 36mila posti di lavoro (e oltre 100mila candidature)

L'imminente appuntamento con Milano Cortina 2026 non rappresenta soltanto un traguardo sportivo d'eccellenza, ma si sta configurando come un formidabile motore di accelerazione per il mercato del lavoro italiano. Secondo le rilevazioni più recenti diffuse dalla Fondazione Milano Cortina e dal CONI a fine 2025, l'impatto occupazionale complessivo dell'evento è stimato in circa 36mila posti di lavoro, considerando sia gli impieghi diretti che l'indotto.

Si tratta di un volume d'urto significativo che supera ampiamente le proiezioni iniziali, le quali ipotizzavano un incremento di circa 13.800 unità lavorative a tempo pieno concentrate prevalentemente nei settori del turismo e dello sport. Questa spinta occupazionale coinvolge una vasta gamma di profili: se da un lato sono indispensabili figure iperspecializzate, come i maestri del ghiaccio e i tecnici per la manutenzione degli impianti sciistici, dall'altro l'evento sta mobilitando un intero esercito di professionisti legati all'accoglienza, dal catering alla ristorazione, passando per la gestione dei servizi logistici e di pulizia.

Questo impulso è già visibile nei territori montani, dove il settore edile sta vivendo una vera e propria rinascita. Nel Bellunese, ad esempio, le Casse Edili hanno registrato l'iscrizione di oltre venti nuove imprese in un solo anno, portando la forza lavoro a superare le 5mila unità e generando una massa salariale cresciuta del 17%, passata da 35 a 41 milioni di euro. Parallelamente alla cantieristica, le grandi campagne di recruiting gestite dai partner ufficiali stanno immettendo nel sistema oltre 4.500 figure professionali specializzate, con un focus particolare su logistica, sicurezza e accoglienza, settori dove la domanda di competenze certificate è ai massimi storici.

Quasi mezzo milione di imprese nelle aree interessate dai Giochi

Il tessuto produttivo coinvolto è vasto e capillare: circa 490mila micro e piccole imprese operano nelle aree interessate dai Giochi, le quali impiegano complessivamente 1,3 milioni di addetti, e circa il 56% la metà di queste vede nell'evento un'occasione irripetibile di crescita e riqualificazione. Oltre ai numeri, la governance dell'evento pone l'accento sulla qualità e l'etica del lavoro, promuovendo una parità di genere senza precedenti, con il 47% di atlete partecipanti, e garantendo la massima trasparenza nei contratti della filiera degli appalti attraverso il costante monitoraggio dei contratti collettivi nazionali.

Un pilastro fondamentale di questa eredità lavorativa è rappresentato dalle nuove generazioni. Attraverso il progetto Gen26, l'evento punta a coinvolgere tre milioni di giovani nati tra il 2010 e il 2026, trasformando l'entusiasmo per le competizioni in un percorso di apprendimento attivo. Iniziative d'avanguardia come il Media Lab presso l'Aeroporto di Milano Malpensa, nato dalla collaborazione tra SEA e tre prestigiosi atenei milanesi (IULM, Politecnico e Università degli Studi), fungono da incubatori occupazionali per i creatori di contenuti multimediali, offrendo tecnologie di ultima generazione per raccontare i Giochi a un'audience globale.

L'integrazione tra mondo accademico e operativo è completata da un vasto programma di formazione che coinvolge oltre dieci istituzioni universitarie. L'esperienza sul campo per i circa 20.000 volontari e per migliaia di tirocinanti viene certificata e tradotta in crediti formativi, con l'obiettivo di aumentare l'occupabilità immediata dei laureati del 15-20% nei settori strategici del management e della comunicazione. In questo modo, Milano Cortina 2026 non si limita a generare impieghi temporanei, ma costruisce un ecosistema di competenze e relazioni professionali destinato a durare ben oltre la cerimonia di chiusura.

Geograficamente, l'impatto si concentra lungo l'asse che unisce l'area metropolitana milanese alla Valtellina e alle cime delle Dolomiti, trasformando il territorio in un laboratorio di competenze a cielo aperto. Tuttavia, questo dinamismo deve confrontarsi con un contesto storico e politico particolarmente complesso. Come sottolineato dal presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, la costruzione dei Giochi ha dovuto superare ostacoli straordinari, dalle ripercussioni globali della pandemia e dei conflitti internazionali fino ai numerosi avvicendamenti governativi avvenuti dal momento dell'assegnazione della candidatura. In questo scenario, la capacità di vincere la sfida olimpica non dipende solo dalle risorse finanziarie, ma soprattutto dalla qualità delle competenze professionali messe in campo, rendendo la formazione e la specializzazione del personale il vero pilastro del successo dell'evento.

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Oltre 100mila candidature per lavorare a Milano Cortina

Come riportato da Il Giorno, solo Randstad, partner dei Giochi per la selezione del personale, ha raccolto circa 100mila candidature per lavorare all’organizzazione del grande evento, come emerge da una ricerca presentata ieri a Roma. L’analisi dei 750 annunci di lavoro pubblicati dalla Fondazione tra il 2023 e l’autunno 2025 evidenzia una forte attrattività: in media ogni offerta ha ricevuto 128 candidature. Il comparto che ha registrato il maggior interesse è quello dei servizi di educazione, formazione e lavoro, con una media di 390 candidature per posizione, seguito dalle attività ricreative e sportive (209), dai servizi culturali e dello spettacolo (157), dai servizi turistici (138), da trasporti e logistica (101), dai servizi digitali (81) e dalle public utilities (50). In coda si colloca il settore dell’edilizia, con appena undici candidature per annuncio.

Guardando invece al numero di offerte pubblicate, il settore più rappresentato è quello dei trasporti e della logistica, che concentra circa il 33% degli annunci, seguito dai servizi turistici (27,9%) e dalle attività ricreative e sportive (13,8%). Turismo e servizi ricreativi e sportivi sono i comparti che hanno mostrato il miglior equilibrio tra domanda e offerta di lavoro. Nel complesso, il 67% delle posizioni riguarda profili amministrativi, il 24,9% ruoli manageriali e il 7,9% apprendistati o tirocini.

Il reclutamento riguarda prevalentemente lavoratori con contratti a termine, selezionati sia a livello locale sia provenienti da altre aree d’Italia e dall’estero. Resta tuttavia aperta la questione degli alloggi, soprattutto a Milano e nelle località sciistiche, dove i canoni di affitto, già elevati, hanno subito ulteriori rincari. Una situazione che costringerà molti lavoratori a lunghi spostamenti quotidiani e che potrebbe portare alcuni volontari a rinunciare all’incarico per la difficoltà di trovare una sistemazione. “In un contesto in cui l’intelligenza artificiale è spesso percepita come uno strumento che riduce le occasioni di apprendimento sul campo – osserva Emilio Colombo, coordinatore del comitato scientifico di Randstad Researchi Giochi rappresentano invece un’opportunità opposta: un’esperienza intensa di formazione pratica, destinata a lasciare un impatto significativo e duraturo sulle competenze dei lavoratori, con effetti positivi sul mercato del lavoro”.

Quanto alle competenze richieste, la ricerca di Randstad evidenzia una forte domanda di capacità comunicative a 360 gradi, dalla conoscenza approfondita della lingua inglese alla padronanza degli strumenti tecnologici. Tutti i profili, anche quelli più tecnici, sono accomunati dalla necessità di competenze trasversali per operare in contesti multidisciplinari, multiculturali e multilinguistici. “Questa ricerca – conclude Diana Bianchedi, chief strategy, planning & legacy officer della Fondazione Milano Cortina – misura uno dei pilastri dei Giochi: “lasciare al Paese un’eredità duratura fatta di esperienza, competenze e lavoro di squadra”.

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