Milano Cortina: l’Uomo Gatto sì, le leggende dello sci no. Scoppia la protesta dei mancati tedofori. Salvini e Abodi "fortemente perplessi" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 14:22

Milano Cortina: l’Uomo Gatto sì, le leggende dello sci no. Scoppia la protesta dei mancati tedofori. Salvini e Abodi "fortemente perplessi"

La scelta dei tedofori, con l'esclusione di molti ex azzurri a favore di personaggi più pop accende il caso politico-sportivo. Fauner lancia il sasso, la Fondazione si difende. Salvini e Abodi chiedono spiegazioni

Di Giorgio d'Enrico

Milano Cortina: l’Uomo Gatto sì, le leggende dello sci no. Scoppia la protesta dei mancati tedofori

Milano Cortina si avvicina, ma quando manca ormai meno di un mese dall'evento, scoppia la polemica per la scelta dei 10.001 tedofori: dentro personaggi televisivi e influencer, fuori – almeno secondo gli interessati – alcune delle più riconoscibili leggende dello sport italiano.

A dare voce alla protesta è stato Silvio Fauner, eroe della storica staffetta 4x10 chilometri di Lillehammer 1994. In un’intervista ha parlato senza giri di parole di “rabbia” e di una sensazione di esclusione condivisa con altri olimpionici. Nel mirino finiscono scelte percepite come paradossali: spazio a volti pop, come l’Uomo Gatto di Sarabanda, e nessun ruolo – né come tedofori né come ambassador – per chi ha costruito la memoria sportiva del Paese.

Il tema non è solo simbolico. Fauner sostiene di rappresentare un gruppo di dieci atleti capaci di portare all’Italia 35 medaglie olimpiche, dalle imprese degli anni Novanta fino a Torino 2006. Un patrimonio che, a suo dire, non sarebbe stato nemmeno consultato. Da qui l’accusa al CONI e alla Fondazione organizzatrice di aver seguito logiche lontane dallo spirito olimpico.

La replica di Fondazione Milano Cortina: "Fauner escluso perchè impegnato in politica"

La replica della Fondazione Milano Cortina 2026 è stata secca. Pur riconoscendo il valore sportivo di Fauner, la sua esclusione sarebbe dovuta a un criterio formale: l’ex fondista è vicesindaco di Sappada, una carica politica incompatibile con il regolamento dei tedofori. Regole pubbliche, sostiene la Fondazione, e applicate senza eccezioni. Non solo: per rendere omaggio a Lillehammer 1994, gli altri protagonisti di quella staffetta sono stati invitati a portare la torcia, uno dei quali ha già corso nella tappa di Aosta.

Il ministro Abodi si dichiara "spiazzato"

La vicenda, però, è ormai diventata politica. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha ammesso di essere rimasto “spiazzato”, chiedendo chiarimenti formali su criteri e modalità di selezione. In linea di principio, ha sottolineato, chi ha fatto la storia dello sport dovrebbe rappresentare un’avanguardia naturale in un evento come la staffetta olimpica.

Ancora più dura la posizione della Lega, che parla di una scelta “incomprensibile e sconcertante”, non concertata con il ministero e con chi, come Matteo Salvini, ha spinto politicamente per l’assegnazione dei Giochi. L’auspicio, fanno sapere dal partito, è che si trovi rapidamente una soluzione. La Fondazione prova a chiudere il caso ricordando che tra i tedofori figurano già grandi nomi dello sport italiano, da Stefania Belmondo ad Armin Zoeggeler, e che il coinvolgimento degli ex campioni proseguirà nelle prossime settimane.

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Tedofori, Salvini e Abodi chiedono chiarezza

Il vicepremier e ministro Matteo Salvini e il ministro Andrea Abodi hanno invitato a un videocollegamento tutti i soggetti coinvolti in Milano Cortina 2026 con l’obiettivo di chiarire il tema dei tedofori. "Visto il grande impegno degli ultimi anni per realizzare una edizione dei giochi invernali memorabile, Salvini e Abodi vogliono fare massima chiarezza affinché vengano chiarite scelte che lasciano fortemente perplessi". Lo fanno sapere Salvini e Abodi in una nota congiunta.

Malagò: "Tedofori, italiani campioni nel creare polemiche"

 "Toni aspri di Salvini e Abodi per la polemica sui tedofori? Questa parola non mi piace. Penso che la politica abbia il dovere di informarsi e capire come stanno le cose, poi ognuno ha competenze e responsabilità. Oggi abbiamo fatto una riunione e ne abbiamo parlato". Così il presidente di Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò, riferendosi alle polemiche sui tedofori. "Noi italiani saliamo facilmente sul podio di creare polemiche - aggiunge -. L'ultima cosa al mondo è che ci possa essere una medaglia d'oro non coinvolta, credo che domani ci saranno delle puntualizzazioni"  "Non voglio fare polemiche, il progetto della fiamma coinvolge tutti gli stakeholder, nessuno escluso", aggiunge Malagò a margine della Milano Wellness City 2030 all'Arena Civica. "C'è un processo di individuazione dei tedofori condiviso con il Cio sui criteri. Per ciò che riguarda i pochi ancora non coinvolti, lo saranno magari ad ore. Magari qualcuno ha legittime aspirazioni di essere tra gli ultimi, ma non è competenza nostra". conclude.

 

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