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Milano, l’ex banchiere ucraino primo ucciso e poi gettato dalla finestra: il figlio accusato dell’omicidio

L’autopsia conferma che l’ex banchiere ucraino Alexander Adarich era già morto quando è precipitato dal quarto piano del b&b di via Nerino. Arrestato a Barcellona il figlio Igor, sospettato di aver organizzato il sequestro e simulato il suicidio. I 250mila euro in criptovalute trasferiti poco prima della morte

Milano, l’ex banchiere ucraino primo ucciso e poi gettato dalla finestra: il figlio accusato dell’omicidio
caso giallo via nerino milano

Alexander Adarich era già morto quando il 23 gennaio è precipitato dal quarto piano di un palazzo di via Nerino, nel cuore di Milano. I sospetti emersi nei giorni successivi alla tragedia trovano ora conferma nell’autopsia: il 54enne ex banchiere ucraino è stato ucciso per strangolamento prima che il suo corpo venisse gettato dalla finestra di un bed and breakfast a due passi dal centro.

I segni sul collo della vittima avevano già fatto ipotizzare agli investigatori una morte precedente alla caduta. Anche il filmato della telecamera di sorveglianza mostrava il corpo precipitare per quasi 15 metri senza alcuna reazione. L’esame autoptico ha stabilito che Adarich è morto per “asfissia meccanica”, confermata anche dalla frattura dell’osso ioide.

Il figlio dell’ex banchiere arrestato a Barcellona

Per la morte dell’uomo è stato arrestato il 27 febbraio a Barcellona il figlio Igor Adarich, 33 anni. Secondo gli investigatori sarebbe stato lui, insieme ad almeno quattro complici ancora non identificati, a organizzare il sequestro che si è concluso con l’omicidio del padre e con il tentativo di simulare un suicidio. Il giovane è stato fermato dai Mossos d’Esquadra su indicazione della squadra mobile di Milano, guidata da Alfonso Iadevaia e coordinata dal pm Rosario Ferracane. È ora in attesa di essere trasferito in Italia. Nel frattempo ha nominato come difensore l’avvocata Francesca Cotani, che ha partecipato all’esame autoptico insieme a un consulente di parte.

Gli accertamenti degli inquirenti indicano che, negli istanti precedenti alla caduta, nell’appartamento affittato per pochi giorni nel palazzo di via Nerino sarebbe rimasto solo il figlio della vittima. La clip della videosorveglianza mostra il momento esatto della caduta: alle 18.06 e 35 secondi il corpo precipita nel cortile. In quel momento, secondo le ricostruzioni investigative, gli altri complici avevano già lasciato la stanza. Uno di loro, che svolgeva il ruolo di “palo”, si sarebbe allontanato addirittura tre ore prima. Gli altri tre vengono ripresi mentre escono dal portone del condominio proprio mentre il cadavere cade nel cortile.

Subito dopo il tonfo, la custode dello stabile esce nel cortile e vede una figura affacciarsi dalla finestra da cui era appena precipitato il corpo. La sagoma, identificata dagli investigatori nel figlio Igor, pochi minuti più tardi scende di corsa le scale. Incrocia la donna e passa accanto al corpo del padre senza verificare le sue condizioni. In inglese afferma di non sapere nulla e di non conoscere la vittima. Poi si allontana rapidamente. Poco dopo prende un taxi diretto a Malpensa e si imbarca per Barcellona. Il posto accanto al suo resta vuoto: era stato prenotato per il padre. Solo una volta rientrato in Spagna presenterà una denuncia, dopo le pressioni della seconda moglie della vittima, fornendo una versione che gli investigatori ritengono piena di lacune e contraddizioni.

Il mistero dei complici e il trasferimento di 250mila euro in criptovalute

Le indagini della squadra mobile proseguono ora per identificare i quattro complici che avrebbero preso parte al piano. Tra loro ci sarebbe anche un uomo indicato come “Kirill”, un presunto cittadino russo che avrebbe organizzato via Telegram l’incontro d’affari a Milano insieme a Igor Adarich. Sarebbe stato proprio il figlio a insistere perché il padre partecipasse a quell’appuntamento, nonostante i rapporti professionali tra i due fossero già deteriorati e le loro strade lavorative si fossero separate. Gli investigatori stanno inoltre cercando di ricostruire il percorso di 250mila euro in criptovalute trasferiti poco prima della morte. Secondo quanto emerso, Alexander Adarich avrebbe ottenuto quella somma nel pomeriggio del 23 gennaio da un amico e socio, contattato telefonicamente dal b&b milanese. L’uomo avrebbe chiesto quasi in lacrime un “accredito urgente” del denaro a titolo personale.

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