Milano
Milano, Formigoni avverte il centrodestra: "Non innamoriamoci dei civici. Calenda dentro? Io di lui mi fido"
Il "Celeste" Roberto Formigoni invita il centrodestra a trovare un candidato politico. Lupi? "Sarebbe un buon sindaco ma è leader di un altro partito. Le primarie non sono nel nostro dna". L'intervista

Roberto Formigoni
Milano, Formigoni avverte il centrodestra: "Non innamoriamoci dei civici. Calenda dentro? Io di lui mi fido"
Per il 'Celeste' Roberto Formigoni il centrodestra dovrebbe ragionare anche su candidati politici per le comunali di Milano: "Qualcuno è innamorato del civico. Ne parlavo anche con Ignazio La Russa. Io e lui non convidiamo questa impostazione", spiega l'ex presidente della Regione Lombardia parlando con Affaritaliani.it Milano. Se si parla di profili politici, tutte le strade portano a Maurizio Lupi. Ma Formigoni ha dei dubbi. Non tanto sulla persona, quanto sulla sua eventuale campagna elettorale: "Temo che, essendo lui leader di un movimento, non riesca a risvegliare l'entusiasmo degli altri partiti. E questo mi preoccupa". L'apertura ad Azione, invece, secondo Formigoni è un'operazione da portare a casa: "Carlo Calenda dice quello che pensa, che sia a favore del governo o del centrosinistra. Secondo me è affidabile". L'INTERVISTA
Formigoni, nel centrodestra tutto tace. Bisogna superare la sindrome dello sconfitto?
Non c'e nessuna sindrome dello sconfitto, ma la volontà assoluta di vincere. Non possiamo permetterci una quarta legislatura a guida centrosinistra. Il movimento c'è nel nostro schieramento, anche se non si vede. Si sono fatti già alcuni nomi e si sta cercando di approfondire la questione anche tramite degli studi specifici per mettere a punto le esigenze fondamentali della città.
Il nome nuovo è quello dell'imprenditore Antonio Civita. Che ne pensa?
Non lo conosco e non so giudicare la qualità della sua candidatura. Ma trovo che sia un bene che ci siano persone che si facciano avanti. Dimostra che anche nel centrodestra ci sono persone pronte a mettersi in prima fila e ad assumersi dei rischi.
Giusto puntare su un civico?
Questa impostazione è dominante sui media ma non lo è assolutamente nel nostro pensiero. Qualcuno è innamorato del civico. Ne parlavo con La Russa, io e lui non condividiamo questa posizione un po' assurda e anche dilettantesca. L'importante è che il candidato sia capace di parlare alla città e di tradurre i bisogni in proposte. Governare Milano richiede una certa esperienza che si può maturare anche alla guida di università o aziende ma questo non gioca a sfavore della candidatura politica.
Il politico per eccellenza di cui si parla da anni è Lupi...
Lupi farebbe certamente bene il sindaco, di questo ne sono convinto. A differenza di altri potrebbe avere più difficoltà nella campagna elettorale. Ho qualche riserva su questo: se fosse lui, il rischio è che - essendo leader di un altro partito - non riesca a risvegliare l'entusiasmo di tutti. Questo mi preoccupa. E questo rappresenta il suo punto debole. Anche perché la campagna sarà durissima e partiamo da una posizione di svantagggio.
Non c'è nessun veto di Forza Italia o della Lega sul suo nome?
Non mi sembra. Al massimo, può esserci qualche veto romano. Ma qui a Milano su di lui non c'è nessuna preclusione.
Il tempo passa. Si rischia di arrivare all'ultimo come nel 2021?
Non stiamo rinviando, perché la discussione è aperta. Il mio auspicio è che si chiuda prima dell'estate. Maggio potrebbe essere il mese giusto per tirare fuori il candidato. Perché poi bisogna iniziare una campagna porta a porta. Milano va ascoltata.
Le primarie sono un'opzione?
Il centrodestra non le ha mai fatte. Non sono nel nostro Dna. E non credo che siano la strada giusta. Ci sono altri strumenti. Ci stanno lavorando i segretari locali. Poi l'ultima parola spetterà ai leader, come è giusto che sia per una partita importante come quella di Milano. E sicuramente, magari non pubblicamente, anche la premier Giorgia Meloni vorrà dire la sua.
Calenda è affidabile?
Secondo me è affidabile. Ha il coraggio di dire quello che pensa anche quando va in controtendenza rispetto alle opposizioni. L'ho sentito dare ragione a Meloni e al governo su cose che riteneva giuste. E non penso che stia comodo nel centrosinistra. Un patto con lui e con Azione io lo farei molto volentieri.
Passiamo al centrosinistra, partendo dall'ultimo nome rilanciato: Umberto Ambrosoli.
Una persona di tutto rispetto. Io mi auguro che la competizione sia tra profili di altissimo rango. Lo merita Milano. Ambrosoli sarebbe una candidatura di livello, così come quella ipotetica di Mario Calabresi.
Pierfrancesco Majorino e Anna Scavuzzo?
Non li voterei mai. Ma nessuno va sottovalutato, anche perché sappiamo che la sinistra in questi anni ha sempre avuto un consenso maggioritario. Sono figure che sono sul campo da tempo e che i voti se li sono guadagnati.
Intanto nel centrosinistra si discute sulla parola discontinuità...
Mah, sono sorpreso. Sono 15 anni che governano. Mi sembra più che altro un giochino interno al Pd...
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