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Milano

Ultimo aggiornamento: 11:45

Milano, il cuore aperto della sanità italiana

Dalla gestione dei feriti di Crans-Montana alle Olimpiadi 2026, Milano mostra una sanità pronta, umana e senza selezioni

di Alessandro Pedrini

Milano, il cuore aperto della sanità italiana

Milano ha il cuore in mano. Lo tiene aperto, esposto, senza chiedere da dove vieni né perché sei arrivato. Lo dimostra quando il mondo trema e quando l’emergenza supera i confini: pronta, se serve, anche nell’emergenza di Crans-Montana, ad accogliere i feriti e curarli all’Ospedale Niguarda, come ha sempre fatto, senza proclami e senza selezioni.

È una Milano che non si volta dall’altra parte. Una Lombardia che spesso viene criticata per il “modo” di gestire la sanità, per i modelli, per le riforme, per le scelte organizzative. Critiche legittime, necessarie, persino salutari in una democrazia. Ma che troppo spesso dimenticano l’essenziale: qui, chi arriva viene accolto. Qui, chi ha bisogno viene curato.

Milano che agisce, tra professionisti e cultura d'emergenza

C’è una differenza profonda tra discutere i sistemi e ignorare le persone. La sanità lombarda è fatta di professionisti che reggono turni impossibili, di strutture che assorbono urti continui, di pronto soccorso che non chiudono mai le porte. È fatta di una cultura dell’emergenza che non chiede passaporti né titoli, ma solo di fare il proprio dovere.

Una città che, come il grande Indro Montanelli, “brontola, protesta, ma poi fa”. Un luogo che non ama l’autocelebrazione, ma non si sottrae quando c’è da agire. Milano non è perfetta, ma è affidabile. E nel momento della verità, conta più della retorica.

La prova delle Olimpiadi 2026: migliorare senza dimenticare l’essenziale

Questo stesso spirito sarà messo alla prova dalle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Non solo sport e medaglie, ma capacità di accoglienza, sicurezza, assistenza sanitaria, gestione di eventi complessi. Un banco di prova che Milano e la Lombardia affrontano con l’esperienza di chi sa cosa significa reggere flussi, crisi, imprevisti.

Si può – e si deve – migliorare la sanità. Si devono correggere errori, ridurre disuguaglianze, investire meglio. Ma c’è una verità che non andrebbe mai rimossa dal dibattito: quando qualcuno cade, questa terra tende la mano. Senza slogan. Con i fatti.

Milano e la Lombardia, con il cuore in mano, continuano a fare ciò che sanno fare meglio: esserci. Quando serve. Per chiunque.

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