Milano si conferma tra le città più ricche d’Italia, ma anche tra le più diseguali. I dati delle dichiarazioni dei redditi 2025, relativi all’anno d’imposta 2024, restituiscono una fotografia precisa delle differenze economiche tra quartieri e municipi. Guardando alla massa complessiva di reddito, il primato spetta al municipio 8 con 8,6 miliardi di euro, un dato legato soprattutto alla forte densità abitativa (circa 196mila residenti). All’opposto si colloca il municipio 9, che si ferma a 2,6 miliardi.
I cap raccontano la città: centro e CityLife volano, periferie in difficoltà
Come riporta il Corriere, è però l’analisi per codice di avviamento postale a evidenziare con maggiore chiarezza il divario. Nel cap 20145, che comprende zone come Magenta, Pagano e CityLife, il reddito medio raggiunge i 93mila euro. All’estremo opposto il cap 20150, che include aree periferiche come Quarto Oggiaro e QT8, dove si scende a circa 30mila euro medi. Ancora più basso il dato del cap 20157 (Quarto Oggiaro), che con 18.500 euro annui pro capite rappresenta il punto più fragile della città. Nel cuore di Milano, il cap 20121 del centro storico registra un reddito medio di 84.888 euro, con 67mila contribuenti che generano complessivamente 5,4 miliardi di imponibile.
Milano, la forbice si allarga
Il reddito medio cittadino si attesta a 40.357 euro, ben al di sopra della media nazionale di 24.893 euro (+42,7%). A livello provinciale, Milano mantiene il primato italiano per reddito disponibile delle famiglie. Ma il dato più significativo riguarda l’allargarsi della forbice tra ricchi e meno abbienti. La città cresce, ma non in modo uniforme: la classe media vede progressivamente ridursi la propria capacità di spesa, mentre le differenze territoriali diventano sempre più marcate.
I quartieri in trasformazione: Portello, Scalo Romana e Lambrate
Accanto alle aree storicamente ricche, emergono zone in forte evoluzione. Portello-Accursio registra una media di circa 61mila euro pro capite, spinta dalla presenza di nuove residenze di pregio e da prospettive di sviluppo legate anche all’apertura del nuovo consolato americano. Scalo Porta Romana si attesta intorno ai 50mila euro, segno di una nuova classe urbana attratta dalla riqualificazione dell’area. Anche Lambrate mostra segnali di gentrificazione, con redditi medi che salgono a circa 43mila euro.
Le periferie: redditi bassi e fragilità sociale
Nelle periferie storiche, invece, i redditi restano intorno ai 20mila euro annui. È il caso di quartieri come Baggio, Villapizzone e Comasina, dove prevalgono famiglie monoreddito, pensionati e giovani con lavori a basso salario. Situazioni analoghe si registrano a Bande Nere e Greco, dove molti under 30 vivono con redditi medio-bassi, spesso in affitto o in piccoli appartamenti. La fotografia che emerge dai dati è chiara: Milano corre, ma a velocità diverse.
L’hinterland: Basiglio tra i più ricchi d’Italia
Fuori dai confini cittadini, spicca il dato di Basiglio, con un reddito medio di circa 51mila euro per meno di 6mila residenti. Il comune, sede di Banca Mediolanum, si colloca tra i più ricchi d’Italia, dietro solo a realtà come Portofino e Lajatico.

