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Milano, letame davanti allo studio di Giulia Bongiorno. Le attiviste di Non una di meno: “Senza consenso è stupro”

Le attiviste di Non Una Di Meno contestano la riforma. Solidarietà dal centrodestra alla presidente della Commissione Giustizia del Senato. VIDEO

Milano, letame davanti allo studio di Giulia Bongiorno. Le attiviste di Non una di meno: “Senza consenso è stupro”
Letame davanti allo studio di Giulia Bongiorno: il blitz di Non una di meno (da Instagram)

Protesta simbolica attorno al disegno di legge sulla violenza sessuale. Nel pomeriggio di ieri alcune attiviste del collettivo Non Una Di Meno Milano hanno scaricato letame davanti all’ingresso dello studio legale milanese della senatrice Giulia Bongiorno, relatrice del ddl attualmente all’esame del Parlamento. L’azione è stata rivendicata sui social dal collettivo, che ha pubblicato foto e video dell’iniziativa. “Senza consenso è stupro”, si legge nel comunicato diffuso online. Le attiviste contestano in particolare la modifica dell’articolo 609 bis del Codice penale, sostenendo che la proposta “elimina il riferimento al consenso e lo sostituisce con il concetto di dissenso, o meglio, di volontà contraria”.

Secondo la loro ricostruzione, il cambiamento sposterebbe il peso della prova su chi denuncia: “Se la legge parla di consenso, la domanda è se vi fosse un sì libero, esplicito e consapevole; se parla di dissenso, la questione diventa se la persona abbia detto no in modo sufficientemente chiaro”. Nel testo le attiviste chiedono inoltre l’introduzione dell’educazione sessuale in tutte le scuole e annunciano la partecipazione al doppio corteo previsto a Milano per lo sciopero transfemminista globale: l’8 marzo alle 15 da piazza Duca d’Aosta e il 9 marzo alle 9.30 da piazza Cairoli.

La solidarietà politica a Bongiorno

L’episodio ha suscitato immediate reazioni politiche. Il capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia al Senato, Pierantonio Zanettin, ha definito l’azione “un gesto volgare che condanniamo con fermezza”, esprimendo “piena e totale solidarietà” alla presidente della Commissione. Zanettin ha ricordato che la senatrice Bongiorno “ha dimostrato, nel corso degli anni, un impegno instancabile nel combattere le violenze sulle donne, fermare gli abusi e promuovere una cultura di rispetto e di giustizia” e che il suo lavoro “merita il massimo rispetto”. Anche esponenti della Lega hanno denunciato un clima di tensione crescente attorno al provvedimento, facendo riferimento alle critiche emerse nelle commissioni parlamentari.

Il nodo del consenso nel ddl

Al centro dello scontro resta la riforma della disciplina della violenza sessuale. Le attiviste sostengono che il passaggio dal concetto di “consenso” a quello di “dissenso” rischi di modificare l’impianto interpretativo della norma. La proposta di legge, secondo la maggioranza, punta invece a rendere più chiara e applicabile la definizione giuridica, senza ridurre le tutele per le vittime. Il confronto resta aperto, sia in Parlamento sia nel dibattito pubblico. Mentre le opposizioni e i movimenti femministi annunciano mobilitazioni, la maggioranza difende il testo e respinge le accuse di arretramento nelle garanzie contro la violenza di genere.

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