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Milano, Pisapia lancia Modiano. Ma lui non ci sta (per ora). Inside
pietro modiano

di Fabio Massa

I nomi Giuliano Pisapia li sta facendo, a Matteo Renzi e al Pd milanese. Il lavoro continua, serrato, secondo rumors raccolti da Affaritaliani.it alla festa dell’Unità. Un lavoro che tuttavia per adesso di frutti non ne sta dando affatto. Anche perché il sindaco pare “tastare” il terreno democratico.

Il nome che oggi Gianni Barbacetto, nella sua intervista al primo cittadino di Milano sul Fatto Quotidiano, butta nel calderone, è stato effettivamente pronunciato da Pisapia: Ferruccio De Bortoli. Nome impossibile, ma che effettivamente è stato “buttato là” dal sindaco, in quella che pare più una partita di poker che una trattativa seria per trovare un nome. Un nome impossibile per tre motivi.

Il primo è che De Bortoli sta lavorando per Corrado Passera, almeno stando ai rumors interni. Un lavoro che va avanti da mesi, una sorta di collaborazione “intellettuale”, tra consigli e strategie. Il secondo è che è davvero complicato proporre Ferruccio De Bortoli a Matteo Renzi, dopo gli schiaffoni che sono volati tra i due poche settimane fa. Il ricordo è vivo. Il terzo è che Ferruccio De Bortoli pare abbia detto chiaro e tondo che di primarie non vuol sentir parlare. Ed è difficile che lui sia il nome che “mette tutti d’accordo”, unica maniera per evitarsi la corsa contro gli agguerriti Fiano e Majorino.

L’altro nome che è stato fatto, in questi tavoli dalla cadenza quasi settimanale con il sindaco, è effettivamente quello di Giuseppe Sala. Il problema, per lui, è che di primarie non vuol sentir parlare. Perché correre con il rischio di perdere, imbarcarsi in un’altra impresa complicata appena dopo la fine di Expo? Tuttavia questa opzione è ancora percorribile. Ma quello che non è sfuggito ai più attenti osservatori è la risposta di Pisapia alla domanda di Barbacetto sui provvedimenti di cui va più fiero nel suo mandato. Al primo posto c’è la vicenda Sea Handling. Una questione intricata, che ha visto lavorare tantissimo Pietro Modiano, il banchiere e manager che gestisce la Sea. Esattamente il nome che Pisapia ha fatto - come ha rivelato lunedì sera Affaritaliani.it - al Pd milanese proponendolo come sindaco. Un nome che, secondo fonti di Affari, la famiglia Modiano reputa indisponibile. Tuttavia il nome c’è, e Pisapia lo sta spingendo. E’ anche vero che Barbara Pollastrini, che di Modiano è la consorte, oltre ad essere da sempre una delle figure di riferimento su Milano, ha preso una posizione parzialmente differente da quella di Sinistra Dem, della quale è esponente di spicco. Mentre infatti la corrente che ha in Onorio Rosati e Matteo Mangili i leader locali si è schierata compattamente e convintamente su Pierfrancesco Majorino, lei sta tenendo una linea più defilata, convinta che il quadro possa ancora cambiare. Sintetizzando: se tutto resta così, allora il prescelto è l’assessore al Welfare. Ma se tutto dovesse cambiare… Per esempio, se Modiano dovesse decidere di rimanere a Milano a fare il sindaco?

@FabioAMassa

Tags:
milanopisapiamodiano







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