Primarie e Civita, qualcosa si muove nel centrodestra milanese. Ma il freno resta tirato - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 17:56

Primarie e Civita, qualcosa si muove nel centrodestra milanese. Ma il freno resta tirato

Grande prudenza tra gli esponenti milanesi del centrodestra rispetto all'ipotesi primarie ed alla candidatura dell'imprenditore Antonio Civita

Di Giorgio d'Enrico

Primarie e Civita, qualcosa si muove nel centrodestra milanese. Ma il freno resta tirato

L’apertura di Ignazio La Russa alle primarie per il candidato sindaco del centrodestra a Milano – quel “mai dire mai, c’è sempre una prima volta” che ha fatto rumore nei giorni scorsi – e la disponibilità manifestata dall’imprenditore Antonio Civita a scendere in campo hanno smosso le acque dentro la coalizione in vista delle elezioni. Qualcosa si muove nel centrodestra milanese in vista delle elezioni. Ma a dominare è la prudenza. Se non proprio una certa freddezza.

Piscina (Lega): “Le primarie sono uno strumento, conta il candidato giusto”

A mettere alcuni paletti è Samuele Piscina, consigliere comunale e segretario provinciale della Lega, che invita a non trasformare il metodo in un totem. “Le primarie sono uno strumento come un altro, non il fine ultimo. Possono essere utili, come ha già dichiarato Matteo Salvini, ma non devono diventare un feticcio né tantomeno un elemento di divisione”, sottolinea. Per Piscina la priorità resta la scelta del profilo: “Conta individuare la figura migliore per guidare la città, una persona credibile e autorevole, capace di interpretare i bisogni di Milano, dal centro alle periferie”. La Lega, aggiunge, è già al lavoro sul programma, che sarà pronto tra marzo e aprile, con un messaggio chiaro anche sui tempi: il candidato va scelto con anticipo per costruire credibilità sul territorio. Quanto ai nomi che circolano, Civita compreso, “dovranno essere valutati con attenzione e responsabilità all’interno di un percorso unitario”.

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Verri (Lega): “Prima di tutto un’alternativa credibile al centrosinistra”

Sulla stessa linea Alessandro Verri, capogruppo leghista a Palazzo Marino, che rivendica di essere stato tra i primi a parlare di primarie ma rimette al centro l’obiettivo politico. “La cosa importante è dare un’alternativa credibile al centrosinistra. Milano è stanca, il centrosinistra è spaccato, la città è ferma”, afferma. La formula verrà decisa dai partiti, spiega, ma “la base per vincere sono il programma e i valori condivisi da tutto il centrodestra”.

FdI più scettica sui civici, Truppo: “Un  politico soluzione migliore”

Da Fratelli d’Italia arriva una lettura più critica sull’ipotesi di un civico. Riccardo Truppo, capogruppo in Consiglio comunale, riconosce il contributo della società civile, ma avverte: “Credo sia arrivato il momento che la politica si assuma le proprie responsabilità. Un candidato politico potrebbe essere la soluzione migliore, perché conosce i tombini di Milano, ogni angolo, ogni buca”. Quanto alle primarie, Truppo sposta il discorso sulle idee: “Parliamo di primarie delle idee. Ci serve una persona che sappia interpretare una svolta radicale rispetto a quanto fatto in questi 15 anni dal centrosinistra, non qualcuno con la bacchetta magica”.

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Bernardo (FI): “Civita? Fare nomi ora significa bruciarli”

Cautela anche da Forza Italia. Luca Bernardo, capogruppo azzurro a Palazzo Marino, avverte che “dare un nome adesso vorrebbe dire bruciare la persona”. La scelta, sostiene, va fatta insieme dai partiti dell’opposizione e con anticipo, ma solo dopo aver chiarito l’identikit: “Serve un uomo che arrivi dal mondo della professione e del civismo, ma con capacità politiche, perché dal giorno dopo l’elezione deve far ripartire una città che è ferma da tempo”.

Civita piace a... Sala: “Un buon nome”

A spiazzare il centrodestra è invece il giudizio che arriva dal sindaco uscente. Giuseppe Sala definisce Antonio Civita “un buon nome” e aggiunge: “È chiaro che per me è importante che vinca il centrosinistra, ma da sindaco uscente è importante che dall’altra parte ci sia un candidato autorevole. Voglio sentirmi più tranquillo su a chi lasciare la mia sedia”.

Marcora (FdI) all’attacco del centrosinistra: “Discontinuità? Sala peggior sindaco del dopoguerra”

Mentre nel centrodestra il confronto resta aperto, Fratelli d’Italia non rinuncia a colpire il campo opposto. Enrico Marcora, consigliere comunale, riprende con sarcasmo il dibattito relativo alla discontinuità, che ha incendiato il confronto nel centrosinistra negli scorsi giorni. Marcora torna a definire l’attuale primo cittadino “il peggior sindaco di Milano del dopoguerra” e snocciola un elenco di criticità: dalle buche al degrado urbano, dalle piste ciclabili contestate ai nodi urbanistici, fino allo stadio, ai costi della M4 e alla sicurezza. “Prima il Pd avrà il coraggio di mandare a casa Sala, meglio sarà per i cittadini milanesi”, conclude. Marcora interpreta così anche la presenza di Sala al congresso di Italia Viva sabato scorso: "Matteo Renzi pensa a una candidatura di Sala alle prossime elezioni politiche, e così ha probabilmente fatto una pessima scelta politica. Persino il mondo riformista non lo voterà ed il flop è garantito". 

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