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Ultimo aggiornamento: 09:58

Milano, pusher ucciso durante una sparatoria con la Polizia: il proiettile potrebbe aver prima rimbalzato

Secondo i legali del poliziotto indagato, il colpo che ha ucciso Abderrahim Mansouri potrebbe aver colpito un bersaglio intermedio. In corso consulenze balistiche e analisi genetiche sull’arma a salve

Di Giorgio d'Enrico

Milano, pusher ucciso durante una sparatoria con la Polizia: il proiettile potrebbe aver prima rimbalzato

La difesa del poliziotto indagato per omicidio volontario torna a intervenire sulla dinamica della morte di Abderrahim Mansouri, il 28enne ucciso il 26 gennaio durante un controllo antispaccio nel quartiere Rogoredo, a Milano. Secondo l’avvocato Pietro Porciani, che assiste l’agente, il colpo esploso potrebbe non aver raggiunto direttamente la testa del giovane, ma aver prima colpito un “bersaglio intermedio”.

“Si può sospettare, vista la deformazione e le caratteristiche balistiche, che prima di raggiungere la testa abbia intercettato un bersaglio intermedio”, ha spiegato la difesa, facendo riferimento allo stato del proiettile estratto. Un’ipotesi che apre allo scenario del rimbalzo, ma che resta al momento una ricostruzione difensiva destinata a essere verificata dagli accertamenti ufficiali.

Mentre la consulenza balistica è ancora in corso, oggi sono stati effettuati ulteriori accertamenti sulla replica della pistola a salve che, secondo le ricostruzioni, sarebbe stata impugnata da Mansouri. Sull’arma, fa sapere la difesa, “non sono state delegate ricerche di impronte e la attività preliminare (utilizzo luci forensi) ha dato esito negativo”. Nessuna impronta, dunque, ma sono state comunque eseguite “plurime campionature su più parti dell’arma per la ricerca di tracce genetiche”, i cui risultati dovrebbero arrivare entro otto giorni.

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Gli esiti dell'autopsia su Mansouri definiti "ambigui"

I primi esiti dell’autopsia, eseguita nei giorni scorsi, sono stati definiti “ambigui”: al momento non consentono di confermare né la versione della legittima difesa sostenuta dall’agente, né quella dell’omicidio volontario. Un quadro ancora incerto, che lascia aperti più scenari investigativi.

Di segno opposto la posizione dei familiari della vittima. Per i loro legali, gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, Mansouri non avrebbe mai puntato la pistola a salve contro il poliziotto e sarebbe stato colpito mentre si stava girando per fuggire. L’inchiesta della Procura di Milano e le indagini della Squadra mobile dovranno ora stabilire se il colpo fu diretto, deviato o frutto di una dinamica diversa da entrambe le versioni contrapposte.

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