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Urbanistica, i pm sulla Torre Milano: “Regole trattate come orpelli e autocertificazioni fantasiose e diaboliche”

Il primo processo sulla gestione urbanistica milanese entra nel vivo: la Procura chiede le condanne per l’intervento di via Stresa

Urbanistica, i pm sulla Torre Milano: “Regole trattate come orpelli e autocertificazioni fantasiose e diaboliche”
Torre Milano

Si è aperta con parole durissime la requisitoria della pm Marina Petruzzella, che ha descritto un sistema in cui le norme vigenti sono state «trattate come orpelli». Al centro della contestazione della Procura milanese c’è l’impiego di una Scia definita «fantasiosa e diabolica», ovvero un’autocertificazione che, secondo il magistrato, rappresenta un titolo edilizio inesistente nel nostro ordinamento. Tale strumento sarebbe stato utilizzato illecitamente al posto del permesso di costruire convenzionato e del relativo piano attuativo, obbligatori per le nuove edificazioni. Come riportato dall’Ansa, l’accusa sostiene infatti che un grattacielo di 24 piani, alto oltre 80 metri, sia stato di fatto «spacciato» per un semplice intervento di ristrutturazione.

Oggioni e gli altri imputati

Il procedimento rappresenta la prima requisitoria tra i vari processi nati dalle indagini milanesi sul settore edilizio. Tra gli imputati figurano Giovanni Oggioni, già a capo dello Sportello unico edilizia e membro della Commissione paesaggio, insieme ad altri sette profili tra tecnici comunali, funzionari di Palazzo Marino e imprenditori. Le contestazioni mosse sono quelle di abuso edilizio e lottizzazione abusiva. Dopo le richieste dell’accusa, la parola passerà alle difese per le arringhe finali, già calendarizzate in due udienze nel corso del mese di aprile.