Imprese-lavoro.com – Milano – Il “cambio della guardia” a palazzo Marino si avvicina e tra le forze interessate a questo passaggio ci sono naturalmente le organizzazioni sindacali. Abbiano chiesto a Luca Stanzione, segretario della Cgil milanese, la sua opinione su temi cruciali come il lavoro, la sanità, il rapporto con Israele. L’INTERVISTA
In questi anni il sindacato confederale ha fatto proposte e analisi, quali sono le priorità su cui pensa si debba lavorare?
I salari delle lavoratrici e dei lavoratori milanesi. I museali che aspettano il riconoscimento del contratto nazionale. L’applicazione alle imprese di proprietà del Comune di Milano e dei Comuni dell’Hinterland dei protocolli sugli appalti. E c’è la nostra proposta per una casa a canone calmierato con l’istituzione di un fondo di garanzia pubblico a sostegno della proprietà indivisa per rompere la bolla speculativa sull’area metropolitana. E infine pensiamo che 450mila lavoratori che già esistono e che producono sapere, conoscenza, innovazione nel pubblico e nel privato vadano sostenute con la revisione del Piano di Governo del Territorio. Ci sono molte cose da fare che si possono realizzare con lo spirito ambrosiano della concretezza. È la storia non della Milano Grande ma della Grande Milano.
Il Governo ha introdotto con il Decreto Primo Maggio il “Salario Giusto” ovvero il salario dei Contratti Nazionali, cosa ne pensa?
Ê l’unico provvedimento interessante del Decreto. Però senza una legge che misuri la rappresentanza delle Organizzazioni Sindacali chi stabilisce chi sono le associazioni maggiormente rappresentative? Rischia di rimanere un’enunciazione di principio. La maggioranza di governo per essere coerente dovrebbe evitare di discutere le manovre finanziarie con tutti i sindacati a prescindere da chi rappresentano. Bisogna fare un passo avanti, per questo serve una legge sulla rappresentanza…
Voi avete proposto due Leggi di iniziativa popolare su Sanità e Appalti, non è una scelta fuori tempo massimo?
Sono due emergenze sulle quali le persone si aspettano una risposta. Le liste di attesa per un esame in Lombardia sono lì da vedere; il sistema pubblico e quello del privato convenzionato non sono in grado di rispettare le tutele della legge. I nostri sportelli salute tutti i giorni lo dimostrano. Il sistema degli appalti e dei subappalti ha bisogno di regole che restituiscano responsabilità ai committenti a partire dalla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Più viene interrotta la verifica dei committenti sulle catene di organizzazione del lavoro più si annidano le disattenzioni sulla sicurezza.
Oggi il consiglio comunale verrà chiamato ad esprimersi sull’interruzione con il gemellaggio tra la Città di Milano e la Città di Tel Aviv, cosa ne pensa?
La nostra Camera del Lavoro – insieme a tantissime associazioni come Arci e ANPI – ha, per prima, detto: stop al genocidio. Da questo punto di vista abbiamo avuto una posizione chiara, anche difficile da prendere per tempo. Sull’interruzione del gemellaggio c’è una posizione del Consiglio comunale che noi rispettiamo. Mi limito ad osservare che la storia dei gemellaggi è una storia di edificazione della Pace fra i popoli e le società civili, penso ai tanti comuni gemellati con città russe, australiane, americane, africane, asiatiche. Un canale di dialogo dal basso che nella Storia ha dato sostanza ai processi di Pace a prescindere dai Governi. Ero e sono contrario all’estromissione dei rappresentanti delle civiltà e degli stati che in questo momento sono avverse alla Pace, siamo stati contrari all’estromissione degli artisti russi dai nostri teatri e dalle nostre università. È possibile promuovere il dialogo: è possibile pensare ad una delegazione milanese di istituzioni e società civile che interloquisca con i suoi corrispettivi di Tel Aviv? La Pace è fatta soprattutto da questi gesti.

