Milano
Milano, stop al grattacielo sull’ex hotel Michelangelo: il Tar conferma il no del Comune
Negato il permesso di costruire convenzionato per la torre da 93,5 metri a ridosso della Stazione Centrale. Decisivo il cambio di regole urbanistiche dopo le inchieste della Procura

Milano, stop al grattacielo sull’ex hotel Michelangelo
Il progetto di trasformazione dell’ex hotel Michelangelo in una torre direzionale da quasi cento metri si è ufficialmente arenato. Il Comune di Milano ha respinto la richiesta di permesso di costruire convenzionato, mettendo uno stop alla riqualificazione dell’area a ridosso della Stazione Centrale, tra piazza Luigi di Savoia e il nodo dei taxi, che avrebbe portato anche 4,2 milioni di euro di oneri di urbanizzazione.
Lo stop emerge da una recente sentenza del Tar Lombardia, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dalla Michelangelo srl contro l’iter amministrativo che aveva portato al preavviso di diniego notificato il 20 ottobre. I giudici amministrativi hanno ricostruito il percorso avviato dalla proprietà e le ragioni che hanno portato l’amministrazione a rivedere la valutazione iniziale sul progetto. Come ricostruisce il quotidiano Il Giorno, il 9 marzo 2021 la società aveva chiesto a Palazzo Marino una verifica istruttoria preliminare per demolire l’ex struttura alberghiera, utilizzata come Covid hotel all’inizio della pandemia, composta da due edifici di 8 e 20 piani, e realizzare al suo posto un edificio a destinazione direzionale.
Un intervento da 90 milioni per uffici e un centro congressi
L’operazione prevedeva un investimento complessivo di 90 milioni di euro per la costruzione di una torre di uffici destinata a ospitare circa duemila persone, con spazi di co-working, un giardino e un centro congressi. Il progetto includeva anche la riqualificazione di circa 22mila metri quadrati di spazi esterni, con aree verdi, percorsi pedonali, una velostazione e il restyling dei chioschi.
Lo stop dovuto alle indagini della Procura
Dopo un primo esito favorevole dell’istruttoria, comunicato il 17 febbraio 2022, e la firma di una convenzione tra Comune e società per disciplinare alcuni aspetti dell’intervento, la procedura si è fermata con la presentazione, il 31 luglio 2023, dell’istanza di permesso di costruire convenzionato.
A incidere è stato il mutato contesto normativo seguito alle indagini della Procura su numerosi interventi edilizi in città, che hanno portato Palazzo Marino a rivedere le linee guida urbanistiche. Con la delibera del maggio 2025 è stato introdotto l’obbligo di piano attuativo per interventi superiori ai 25 metri di altezza o con densità fondiaria oltre i 3 mc/mq, se in deroga alle norme morfologiche del Pgt.
Il 15 settembre 2025 la Michelangelo srl ha diffidato il Comune a sbloccare la procedura, rivolgendosi successivamente anche alla Città metropolitana e chiedendo la nomina di un commissario ad acta. La risposta è arrivata il 20 ottobre, con il preavviso di rigetto motivato dalla necessità di un piano attuativo per il progetto Mi.C, confermato definitivamente il 22 gennaio.
Resta ora aperta la partita sul destino dell’area, con il rischio che uno degli accessi laterali della Stazione Centrale rimanga segnato da un cantiere fermo. “È una situazione complessa, ma siamo impegnati in un dialogo con l’obiettivo di arrivare a una soluzione che rispetti il primario interesse pubblico e insieme accolga i desiderata dell’operatore”, ha spiegato nei giorni scorsi la vicesindaca e assessora all’Urbanistica Anna Scavuzzo.
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