Un’aggressione violenta, in cinque contro uno, per rapinare appena 50 euro. La Procura di Milano ha chiesto il processo immediato per i due ragazzi appena maggiorenni arrestati lo scorso novembre insieme ad altri tre minorenni con accuse pesantissime: rapina aggravata e tentato omicidio aggravato. La vittima è uno studente universitario di 22 anni della Bocconi, aggredito e accoltellato nella zona di corso Como, a Milano. Le conseguenze dell’attacco sono gravissime: il giovane oggi rischia di rimanere paraplegico.
L’aggressione in corso Como
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo di cinque giovani aveva preso di mira il 22enne per derubarlo. L’assalto sarebbe degenerato rapidamente: il ragazzo è stato picchiato e colpito con un coltello nel corso dell’aggressione. Nella ricostruzione investigativa, uno dei due maggiorenni sarebbe l’autore materiale dell’accoltellamento, mentre l’altro avrebbe svolto il ruolo di “palo”. Quest’ultimo ha raccontato agli investigatori di essersi allontanato per “coprire” gli amici, sostenendo anche di aver pensato che si trattasse soltanto di una “zuffa” e di non sapere che uno dei ragazzi avesse con sé un coltello.
La gip di Milano Chiara Valori, che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare respingendo la richiesta dei domiciliari, ha ritenuto le versioni fornite inverosimili. Tra le aggravanti contestate nel tentato omicidio, la giudice ha evidenziato che gli aggressori avrebbero “approfittato delle condizioni che impedivano allo studente di difendersi, l’orario notturno e l’assenza di potenziali soccorritori”.
Le chat dopo il pestaggio: “Speriamo che schiatti”
Particolarmente inquietanti anche i messaggi emersi dall’indagine. Subito dopo il pestaggio, i cinque ragazzi si sarebbero vantati dell’aggressione nelle chat e sui social. Tra le frasi finite agli atti dell’inchiesta compaiono messaggi come: “Oh, c’è un video dove si vede che lo scanniamo”, oppure “Facciamo una storia su Instagram”. E ancora: “Speriamo che schiatti, lo hai spaccato”.
Nei giorni successivi all’aggressione, il padre dello studente aveva raccontato pubblicamente la gravità dell’accaduto e le condizioni del figlio. “Penso che sia noto a tutti che ormai a Milano non si può più camminare. Io stesso sono stato inseguito. L’altro mio figlio è stato derubato, quindi c’è una situazione allucinante, sembriamo nel Bronx”, aveva dichiarato in televisione. Il genitore aveva poi ricordato i momenti drammatici dell’arrivo in ospedale: “Mio figlio è vivo per miracolo, è arrivato con un litro di sangue. È vivo perché era a 500 metri dall’ospedale, sennò sarebbe morto”.
Il report di Save the Children: porto abusivo d’armi tra i minorenni cresciuto del 455%
La notizia del rinvio a giudizio con processo immediato per i due giovani giunge proprio nei giorni della pubblicazione da parte di Save the Children di un report con inquietanti dati relativi alla diffusione delle armi tra i minorenni in Italia e a Milano in particolare. Solo nei primi sei mesi del 2025 a Milano sono stati denunciati o arrestati 294 minori per rapina, 129 per lesioni personali, 33 per risse e 95 per porto abusivo di armi. Il dato nazionale racconta che il porto abusivo di armi tra minorenni è cresciuto in modo esponenziale nell’ultimo decennio. Nel 2014 i casi erano 27, mentre nel 2024 sono diventati 150, segnando un aumento del 455%.

