Milano
"Milano ti ascolto", Maran lancia la campagna del Pd verso il 2027: "Un modello che si evolve"
L'eurodeputato esclude una propria candidatura ed apre ai Cinque Stelle. Il segretario metropolitano Capelli: "Discontinuità? Orgoglio e cambiamento, nessuna contraddizione"

Alessandro Capelli e Pierfrancesco Maran
Maran lancia la campagna del Pd "Milano ti ascolto" verso il 2027: "Un modello che si evolve"
Verso una stagione nuova per Milano, "con orgoglio e senza pregiudizio". Il Pd milanese ha lanciato oggi "Milano ti ascolto", un percorso di ascolto pubblico ideato dall’eurodeputato Pierfrancesco Maran e sposato dalla segreteria cittadina. Un progetto pensato per raccogliere idee e proposte dalla città che possano confluire nel programma del Pd per le prossime elezioni comunali del 2027.
Con due premesse: non vuole essere un preludio alla candidatura di Maran, che ha escluso di voler scendere in campo, ma l’avvio di un cammino verso "l’evoluzione" del modello milanese. Seconda premessa, l’assenza di pregiudizi verso un eventuale allargamento della coalizione a chi si riconosca in "un programma coerente e condiviso". Parole pronunciate su specifica domanda relativa ai Cinque Stelle.
Il percorso di ascolto e il coinvolgimento della società civile
"L’idea – ha spiegato Maran – è cercare di coinvolgere buona parte della classe dirigente del Pd perché si metta a disposizione e in ascolto della società civile milanese. Ma l’idea principale è offrire occasione e microfoni a chi ha idee per il futuro di Milano", per "far percepire che la politica a livello territoriale funziona quando si apre alle idee. E speriamo che queste idee diventino parte del programma del futuro sindaco".
Il percorso prevede una serie di incontri tra gennaio e febbraio con esponenti dem tra cui Lia Quartapelle, Irene Tinagli, Silvia Roggiani, Anna Scavuzzo, Pierfrancesco Majorino e Giorgio Gori.
Sono previsti anche confronti con figure della società civile come le rettrici ed ex rettrici Donatella Sciuto e Giovanna Iannantuoni, e il giornalista Mario Calabresi, il cui nome circola tra i papabili per il dopo Sala. Il ciclo si chiuderà l’8 febbraio con un evento dedicato a Milano "con sguardo metropolitano, per una città più larga".
"MILANO TI ASCOLTO": QUI IL PROGRAMMA COMPLETO DEGLI INCONTRI
Milano come le grandi città europee: la sfida di una città a misura di bambini e famiglie
"Tutte le città europee, dopo la pandemia, stanno attraversando un processo di ridefinizione – ha evidenziato Maran –. Lo abbiamo visto anche a New York. I temi di Milano sono gli stessi di Parigi, Barcellona o Berlino: casa, salario, questione ambientale". Per questo, "offrire microfono a chi ha idee ed essere coinvolti è importante", soprattutto "in un momento in cui stiamo iniziando a ragionare del futuro".
Tra i temi di partenza, anche quelli "poco o non affrontati di recente, come la città dei bambini, su cui Milano deve fare grandi passi avanti". Centrale anche il tema dei giovani e della difficoltà di trattenerli dopo l’università, visto che "tendenzialmente lasciano la città", una dinamica che "è forse la grande sfida di Milano dei prossimi anni".
Capelli e il progetto Milano 2050
Il lavoro di oggi si intreccia con quello di domani, secondo il segretario metropolitano Alessandro Capelli. "Siamo concentrati sull’agenda di fine mandato, con uno sguardo al 2027, quando ci saranno molti passaggi: le elezioni a Milano, le elezioni politiche e tanti comuni che andranno al voto".
Per questo il Pd ha lanciato due fasi. "Una di mobilitazione e di ascolto: nei prossimi giorni, nelle piazze di Milano e dell’area metropolitana, inizierà una mobilitazione per sostenere il lavoro degli ultimi 16 mesi di mandato dell’amministrazione Sala". In questa fase rientra anche "l’ascolto diffuso, esteso a quartieri e forze sociali, in cui si inserisce questa iniziativa di Maran".
La seconda fase sarà "quella della costruzione del progetto Milano per il futuro". "Alla fine di questo percorso di ascolto – ha spiegato Capelli – lanceremo la costruzione del progetto. Lo faremo in aprile con un evento centrale e altri diffusi. A me piacerebbe che si chiamasse 'Innamorarsi ancora. Progetto Milano 2050'".
Le polemiche sulla discontinuità: "Orgoglio e cambiamento, nessuna contraddizione"
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per tornare sulle polemiche con il sindaco Giuseppe Sala, dopo alcune dichiarazioni sul cambio di passo per la futura amministrazione. Il nodo è la parola "discontinuità". "Una parola che nell’intervista al Corriere io non ho utilizzato – ha chiarito Capelli – perché è una parola autoreferenziale della politica che parla della politica, mentre la politica deve parlare alla città".
"Abbiamo fatto di Milano una grande capitale internazionale. Nel 2010 abbiamo ereditato una città impaurita e spenta, che investiva sulla mobilità per le automobili e niente su pedoni e piste ciclabili. In 15 anni l’abbiamo resa attrattiva, internazionale, capitale europea dei diritti e attenta al sociale".
Da qui il concetto ribadito dal segretario dem: "Orgogliosi sì, ma non c’è nessuna contraddizione tra l’orgoglio e dire che Milano è profondamente cambiata e che nel 2027 bisognerà ragionare di una stagione nuova. Ci sono domande nuove che necessitano di risposte nuove".
Capelli: "Dialogo continuo sul nuovo assessore, il Pd non chiede nulla"
Il dialogo con Sala, ha assicurato Capelli, è costante. "Il Pd sa di essere il baricentro della coalizione ed è tanto orgoglioso del lavoro fatto quanto concentrato sul fine mandato. Quando sarà il momento di pensare a una stagione nuova, lo faremo insieme".
Tra le sfide a breve termine resta il riassetto in giunta. Anche su questo, "il dialogo è continuo", con un approccio di "grande disponibilità al confronto senza chiedere nulla per noi ma solo per la città", con l’obiettivo di chiudere a breve. I nodi più delicati riguardano i nomi: un assessore probabilmente tecnico alla sicurezza e un delegato alle politiche giovanili e al disagio sociale.













