Milano, un milione di file “altamente sensibili” sottratti al commercialista Bellavia: a processo un'ex dipendente dello studio - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 10:34

Milano, un milione di file “altamente sensibili” sottratti al commercialista Bellavia: a processo un'ex dipendente dello studio

La Procura di Milano rinvia a giudizio una 42enne accusata di aver copiato file altamente sensibili. Oltre 100 nomi "vip" nelle carte

di Giorgio d'Enrico

Milano, un milione di file “ad altissima sensibilità” sottratti al commercialista Bellavia: a processo l’ex dipendente dello studio

La Procura di Milano ha disposto il rinvio a giudizio con citazione diretta di Valentina Varisco, 42 anni, ex collaboratrice dello studio del commercialista Giangaetano Bellavia. Come riporta il Corriere, l’accusa è quella di accesso abusivo a sistema informatico per la presunta copiatura, avvenuta tra giugno e settembre 2024, di oltre un milione di file appartenenti all’archivio professionale dello studio.

Secondo la denuncia presentata dallo stesso Bellavia, si tratterebbe di materiale che costituiva il cuore del know-how professionale accumulato in decenni di attività.

Chi è il commercialista Bellavia 

Bellavia, 71 anni, è una figura molto nota negli ambienti giudiziari e mediatici. Da anni opera come consulente tecnico per numerose Procure impegnate in indagini di criminalità economica ed è diventato un volto familiare anche al grande pubblico grazie alle frequenti partecipazioni alla trasmissione “Report” su Rai3, dove viene spesso interpellato come esperto. Proprio questo doppio ruolo rende il caso particolarmente delicato, sia per la quantità dei dati coinvolti sia per la natura delle informazioni archiviate.

File “ad altissima sensibilità” e centinaia di nomi "vip"

Nel fascicolo dell’inchiesta compare un documento interno, privo di data e firma, attribuito a Bellavia, nel quale i file sottratti vengono descritti come “ad altissima sensibilità”. Tra i documenti copiati comparirebbero riferimenti a oltre un centinaio di persone note del mondo politico, economico e finanziario, tra cui ex presidenti del Consiglio, manager, imprenditori e protagonisti di importanti vicende giudiziarie. Secondo quanto emerge, in alcuni casi si tratterebbe di clienti dello studio, in altri di soggetti coinvolti in procedimenti seguiti da Bellavia come consulente delle Procure.

Il mistero dell’appunto e i dubbi sull’archivio

A rendere la vicenda ancora più complessa è la presenza, agli atti dell’inchiesta, di un promemoria informale che farebbe riferimento anche a documentazione ricevuta nel tempo dalla redazione di “Report” per valutazioni tecniche, e non necessariamente utilizzata nelle trasmissioni.

Resta poco chiaro come questo documento sia finito nel fascicolo ufficiale e quale sia la reale natura dei materiali conservati, tema che tocca anche gli obblighi di legge dei consulenti giudiziari in materia di conservazione e protezione dei dati.

La difesa e l’ipotesi di una soluzione transattiva

La difesa della 42enne contesta la ricostruzione accusatoria, sostenendo che la denuncia presentata da Bellavia sarebbe parziale e non rappresenterebbe compiutamente una collaborazione professionale durata quasi vent’anni. Secondo il legale Andrea Puccio, esistono elementi rilevanti che dovranno emergere nel corso del processo.

Nel frattempo, le parti non escludono un approccio improntato alla ragionevolezza, con l’obiettivo di valutare un possibile accordo transattivo che possa chiudere la vicenda fuori dall’aula di tribunale. 

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