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Milano
Non è un Paese per Vecchi: Silvia Sardone e Simone Paleari (Fi)
E’ un Paese per vecchi oppure no, questa Milano? A vederla, si direbbe una città in risveglio. Ma la politica? Ancora ancorata a vecchie logiche? E come vivono la candidatura e la città quei candidati nati tra il 1980 e il 1995? Affaritaliani.it lo ha chiesto a dieci di loro. Dopo Pierfrancesco Maran (QUI), e Pietro Tatarella (QUI), poi a Giacomo Marossi (QUI). In un’altra puntata il “trio” dem Barberis, Turco e Nahum (QUI). Ora è la volta di Silvia Sardone e Simone Paleari. Silvia Sardone, nata il giorno di Natale del 1982, è il responsabile sicurezza di Forza Italia in Lombardia. Simone Paleari invece, nato nel 1984, è stato responsabile giovani per gli azzurri. Ecco come hanno risposto alle domande di Affaritaliani.it.
 
-1- Che cosa hanno in meno i giovani rispetto agli “esperti” nella politica di oggi?
PALEARI: ​A differenza dei grillini io non credo che la soluzione sia “rottamare” gli over 50 o 60. L’esperienza è una virtù importante e la discriminante è se i più anziani hanno la disponibilità di metterla in comune oppure di conservare la propria rendita di posizione.
SARDONE: Spesso soltanto l’età anagrafica. Molte volte gli esperti dimostrano maggior capacità di leggere e muovere le dinamiche di partito, avendo vissuto da più tempo i “giochi di palazzo”
 
-2- Due cose che differenziano i candidati giovani da quelli più navigati.
​PALEARI: ​La libertà di sognare una grande città e la necessità di riconquistarsi un futuro.​
SARDONE: I candidati giovani hanno più entusiasmo e più voglia di lasciare la propria impronta nelle attività istituzionali. Inoltre, seguendo la mia esperienza, vedo che ci è più facile lavorare sul territorio proprio perchè lavoriamo con passione e non siamo etichettati, giustamente, come la “vecchia politica”
 
-3- Dove vai a festeggiare se vinci?
​PALEARI: ​Non ci ho ancora pensato. Sicuramente però lo farò in compagnia della mia famiglia, dei miei amici più stretti e di tutti quelli - e sono tanti - che mi stanno aiutando in questa campagna elettorale.​
SARDONE: In famiglia ovviamente. E se il centrodestra dovesse vincere le elezioni in Via Padova, luogo che aveva addirittura un capitolo nel programma di Pisapia ed è diventato il simbolo del fallimento della sinistra, un ghetto spesso invivibile.
 
-4- Agli amici come fai a spiegare che… “faccio il politico?”
​PALEARI: ​I miei amici sanno che la politica è per me un vecchio amore, iniziato ai tempi del liceo. Sono io che chiedo a loro come fanno a non interessarsi di politica.
SARDONE: Ormai sono 10 anni che sono consigliere di zona. Si sono abituati. Di solito la domanda che mi fanno è “Come fai a fare tutto?”. Tra lavoro, famiglia e politica non è facile, ma la passione non manca mai
 
-5- Come fai a spiegare alla fidanzata che non puoi uscire a cena perché hai il bilancio?
​PALEARI: ​La mia fidanzata, che è anche la donna che mi ha sposato​, ha imparato a sopportare la mia passione politica e anche i sacrifici che ne conseguono.
SARDONE: Considerato che Roberto, il mio compagno, è vicepresidente del consiglio comunale a Sesto San Giovanni la domanda non si pone nemmeno
 
-6- Ti piace il Parco della Vetra recintato?
PALEARI: ​​Il Parco dovrebbe essere aperto e di libero accesso perché integrato pienamente con la città circostante. Tuttavia per far questo occorre un presidio di sicurezza che oggi ancora manca.​
SARDONE: Assolutamente sì. Nella mia attività da consigliere, la recinzione di parchi e giardini per garantire maggior sicurezza e rispetto della quieta pubblica è una delle richieste più numerose che ricevo dai cittadini. In tantissimi casi una semplice recinzione regala tranquillità e decoro urbano.
 
-7-
Sei mai andato in un parco di Milano a farti una canna?
PALEARI: ​​No, sono profondamente contrario all’uso e alla liberalizzazione di droghe leggere. Moltissimi studi hanno dimostrato quanto facciano male e che spesso sono la premessa a stupefacenti più pesanti.​
SARDONE: Assolutamente no. Sempre stata contraria alle droghe. Un valore che trasmetterò ai miei fiGLI
 
-8- Ti piacciono i graffiti? Che cosa ne pensi dei writer?
PALEARI: ​​Credo che i graffiti possano rappresentare una forma di arte urbana che può arricchire la nostra città. Occorre distinguere però tra artisti e imbrattatori e immaginare un piano di interventi mirati dove i writers possano esprimere la loro creatività.​
SARDONE: Non credo che la soluzione per limitare il fenomeno delle “tag” che deturpano la città sia favorire i writers con i muri liberi. A parte che sono pochissimi i “disegni” di qualità ma servono multe, ordinanze e leggi più rigide, non nuovi regali a chi, spesso, non rispetta le regole.
 
-9- Vivi da solo o coi tuoi?
PALEARI: ​​A 32 anni, sono sposato e ​ho una figlia di 1. Non sono mai stato il cosiddetto “bamboccione” che vive sotto l’ala protettiva dei propri genitori. 
SARDONE: Ho incominciato a vivere da sola da 2 mesi dopo la laurea. L’autonomia e l’indipendenza sono mie caratteristiche da sempre
 
-10- Fare il consigliere comunale è una pratica praticamente gratuita, se vieni eletto come guadagnerai abbastanza per vivere? Chiederai a mamma e papà?
PALEARI: ​Ho iniziato a lavorare durante gli anni dell’università e mi mantengo da molti anni. Accanto all’attività di consigliere continuerò a svolgere la mia professione perché sono convinto che la politica da solo non possa essere una professione. 
SARDONE: Lavoro da quando ho 18 anni (lavoravo studiando all’università) e ora la paghetta (in figurine) la regalo io ai miei figli
 
11- Rispetto ai colleghi più anziani della tua parte politica, su cosa non sei d’accordo con loro? E se sei d’accordo su tutto: allora non conviene votare il più vecchio - che rispetto a te è più esperto?
PALEARI: ​il problema sta tutto nella libertà e nella freschezza con cui si sta in politica. mettiamola così: quando fai politica è come se tu fossi il comandante di un veliero, quando la fai da troppo diventi tu stesso il veliero. quando succede questo è chiaro che affronti il mare aperto con un altro spirito: x il comandante ci saranno sempre scialuppe di salvataggio, che è la vita al di fuori dalla politica. Quando sei il veliero, se affondi, affondi. La politica non deve essere una professione.
SARDONE: Le mie battaglie contro la vecchia guardia di Forza Italia sono finite su giornali e tv nazionali. Ho sempre pensato che il rinnovamento sia una necessità soprattutto nel mio partito dove l’attaccamento alla poltrona e vecchi metodi hanno messo in difficoltà il partito. Non condivido il mancato ricambio e sono favorevole ai limiti di mandato. Troppo spesso chi da troppi anni ricopre la stessa carica pensa di dover avere, in automatico, la poltrona per sempre
 
-12- A Milano i bar chiudono alle 2. Una cosa che non succede a Parigi, Berlino, New York e nemmeno più a Londra. Che senso ha questo divieto - che limita nei fatti un’attività commerciale?
PALEARI: ​Mi risulta che questo limite non ci sia più da diversi anni.​
SARDONE: Bisogna sempre vedere il contesto. Io credo sia sempre prioritario far dormire la gente rispetto al divertimento dei giovani. In ogni caso servirebbero adeguati controlli e una maggior insonorizzazione dei locali. Non è su questo che si può basare il livello internazionale di una città
 
-13-
Test di milanesità: sei mai stato all’ossario di San Bernardino? E alla chiesa di San Satiro? E nella cripta di piazza San Sepolcro? E nella chiesa di Sant’Anastasio?
PALEARI: ​Sono stato in tutti questi luoghi, tranne nel quarto perché non è a Milano.​
SARDONE: Mi manca la Chiesa di Sant’Anastasio. Tra i gioielli di Milano dimenticati citerei la “Cappella Sistina meneghina”, la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore in Corso Magenta. Di sicuro molti capolavori della città sono poco pubblicizzati e poco conosciuti anche dai milanesi
 
 
(NDR: La chiesa di Sant’Anastasio… non esiste. Esattamente come il divieto di chiusura alle 2 di notte per i locali)
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