Olimpiadi Milano Cortina, sabotaggio sulla linea per la Valtellina, la Dda indaga con l'ipotesi terrorismo - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 18:37

Olimpiadi Milano Cortina, sabotaggio sulla linea per la Valtellina, la Dda indaga con l'ipotesi terrorismo

Bruciati cavi e danneggiata una centralina tra Mandello e Colico. L’inchiesta passa da Lecco al pool distrettuale antiterrorismo

di Giorgio d'Enrico

Olimpiadi Milano Cortina, sabotaggio sulla linea per la Valtellina, la Dda indaga con l'ipotesi terrorismo

La Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Milano ha aperto un’inchiesta sul sabotaggio ferroviario avvenuto nella notte tra il 10 e l’11 febbraio sulla linea Lecco-Colico-Tirano, direttrice strategica verso la Valtellina e le località di Bormio e Livigno, sedi di gara delle Olimpiadi Milano Cortina.

Le ipotesi di reato sono pesanti: pericolo di disastro ferroviario causato da danneggiamento aggravato dalla finalità di terrorismo e associazione con finalità di terrorismo. Nei giorni scorsi un fascicolo era stato aperto dalla Procura di Lecco, ma la competenza è poi passata al pool antiterrorismo del capoluogo lombardo. L’indagine, condotta dalla Digos, è ora coordinata dal procuratore di Milano Marcello Viola e dal pm Alessandro Gobbis.

Cavi bruciati e una bottiglia con liquido infiammabile sul luogo dell'incendio

Il sabotaggio si è verificato nei pressi della stazione di Mandello del Lario, in provincia di Lecco. Secondo quanto ricostruito, sono stati bruciati circa 80 centimetri di cavi di una centralina di scambio, mentre un cavo di acciaio è stato trovato sezionato in più parti. Nelle vicinanze è stata rinvenuta anche una bottiglia di plastica vuota con residui di liquido infiammabile. Nonostante il danneggiamento, l’episodio non ha provocato problemi alla circolazione ferroviaria. Al momento non risultano rivendicazioni.

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Gli altri sabotaggi nei giorni delle Olimpiadi

Il caso si inserisce in un quadro più ampio: altri sabotaggi ferroviari si sono verificati il 7 gennaio a Bologna e Pesaro e il 14 febbraio a Roma. Anche in quelle città le rispettive Procure hanno aperto inchieste con ipotesi di reato analoghe a quelle contestate dai magistrati milanesi. L’attenzione degli investigatori resta alta, soprattutto per la rilevanza strategica della linea verso la Valtellina in vista dei Giochi olimpici.

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