Milano
Orrore a Brescia, minorenne resta incinta dopo anni di abusi sessuali da parte del padre
La bambina accompagnata al pronto soccorso per dolori addominali: scoperta la gravidanza. Dalle indagini anni di violenze. Almici (FdI): “Tavolo urgente in Prefettura”

Orrore a Brescia, minorenne resta incinta dopo anni di abusi sessuali da parte del padre
Un uomo residente in provincia di Brescia è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni della figlia minorenne, rimasta incinta a seguito degli abusi. Il provvedimento è stato eseguito dalla Squadra Mobile in applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Brescia su richiesta della Procura. La vicenda è emersa quando la madre ha accompagnato la bambina al pronto soccorso per forti dolori addominali. Gli accertamenti medici hanno rivelato lo stato di gravidanza, facendo scattare le segnalazioni e l’avvio delle indagini.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la minore sarebbe stata vittima per anni di abusi da parte del padre, che avrebbe approfittato della propria posizione all’interno del nucleo familiare. L’uomo è stato trasferito in carcere. Le indagini proseguono per chiarire il contesto familiare e il quadro probatorio.
Almici (FdI): "Le ‘spose bambine’ non sono tradizione: sono una violazione dei diritti dell’infanzia"
La vicenda arriva dopo il caso di Collio, sempre nel Bresciano, che aveva riportato all’attenzione il fenomeno delle cosiddette “spose bambine”. A intervenire è la deputata di Fratelli d’Italia Cristina Almici, componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere.
“Dopo il caso gravissimo di Collio, che ha riportato all’attenzione il fenomeno delle cosiddette ‘spose bambine’, il territorio bresciano è nuovamente colpito da un fatto sconvolgente: anni di violenze su una figlia minorenne, rimasta incinta. Un padre arrestato. Una bambina tradita e devastata da chi avrebbe dovuto proteggerla. Non sono episodi isolati e sono atti di violenza brutali contro minori. Non esiste cultura, tradizione o contesto che possa giustificare l’abuso o la negazione dei diritti fondamentali di una bambina. Le ‘spose bambine’ non sono tradizione: sono una violazione dei diritti dell’infanzia. La violenza non è identità culturale: è reato. Non può essere ignorato che anche in questi casi gli autori non sono bresciani e provengono da contesti culturali diversi. Questo non significa alimentare contrapposizioni, ma ribadire un principio chiaro: chi vive in Italia deve rispettare le leggi italiane e i valori fondamentali di tutela dell’infanzia e della dignità della donna”.
La richiesta di un tavolo istituzionale per rafforzare la tutela dei minori
Almici annuncia un’iniziativa formale: “Come componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, ritengo necessario un intervento immediato e coordinato. Per questo chiederò formalmente al Prefetto di Brescia la convocazione di un tavolo istituzionale con Prefettura, Forze dell’ordine, Procura, ATS, servizi sociali e scuola. È un passaggio indispensabile per rafforzare prevenzione, controlli e tutela concreta delle minorenni”. Un appello che arriva mentre le indagini proseguono per accertare responsabilità e ricostruire nel dettaglio anni di presunte violenze consumate tra le mura domestiche.












