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Milano

Ultimo aggiornamento: 16:25

Piano freddo a Milano, già accolte 450 persone senza dimora nelle strutture del Comune

Nuove strutture in apertura, unità mobili attive h24 e riapertura delle docce pubbliche per affrontare l’emergenza invernale

di Roberto Servio

Piano freddo a Milano, già accolte 450 persone senza dimora nelle strutture del Comune

Con l’arrivo delle temperature più rigide, il Piano freddo del Comune di Milano entra nel vivo. Dal 17 novembre, nell’ambito di Milano Aiuta Inverno, sono circa 450 le persone senza dimora già accolte nelle strutture comunali. Un numero che racconta un’emergenza concreta: l’85% degli ospiti sono uomini e, in quasi due casi su tre, si tratta di persone intercettate per la prima volta dai servizi cittadini.

Nove centri attivi e nuove aperture imminenti

La rete di accoglienza si articola oggi in nove strutture distribuite sul territorio, con spazi differenziati anche per rispondere a bisogni specifici, come l’ospitalità per sole donne o l’accoglienza di persone con animali di affezione. Nei prossimi giorni il sistema sarà ulteriormente potenziato con l’apertura di due nuovi centri, ciascuno da 25 posti, all’interno della Casa di Quartiere di via Cenisio e dell’ex centro vaccinale di Brenta, ampliando così la capacità complessiva di risposta.

L’appello alla città: segnalare chi è in difficoltà

In questi giorni di freddo intenso chiediamo la collaborazione di tutte e tutti”, sottolinea l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé. Il Comune invita a segnalare le situazioni di maggiore fragilità al numero dedicato, attivo 24 ore su 24, affinché nessuno resti invisibile proprio quando il gelo può diventare fatale. I dati sull’accoglienza, evidenzia l’assessore, confermano il valore di un servizio che può letteralmente salvare vite.

L’ingresso nelle strutture avviene tramite il Centro Sammartini, punto unico di accesso ai servizi per le persone senza dimora. Qui, oltre all’accoglienza, è previsto uno screening sanitario in collaborazione con i Medici Volontari Italiani e il test Mantoux. Superata la fase emergenziale, ogni ospite viene coinvolto in un colloquio sociale per valutare l’avvio di un percorso personalizzato e l’eventuale passaggio alle strutture ordinarie.

Un presidio costante sulle strade

Parallelamente si rafforza il monitoraggio del territorio. Le unità mobili continuano a presidiare la città offrendo assistenza, orientamento e posti letto a chi vive per strada. Oltre venti associazioni, in partenariato con il Comune, contribuiscono a questo lavoro quotidiano e possono contare su posti sempre disponibili per le emergenze, garantendo una risposta immediata a chi accetta l’aiuto.

Tornano operative le docce pubbliche di Baggio

Accanto all’accoglienza notturna, riprendono a pieno regime anche i servizi essenziali. Dopo interventi di manutenzione straordinaria, riaprono le docce pubbliche di via Anselmo da Baggio: quindici box, accesso gratuito e un servizio lavanderia in grado di servire fino a 160 persone al giorno. Un tassello fondamentale per restituire dignità e supporto concreto alle persone più vulnerabili.

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