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Milano

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C’era una volta un Paese che faceva pagare per entrare in Chiesa. In pratica per andare a visitare il Duomo di Milano, che sia per dire una preghiera, confessarsi, o guardare l’immenso scrigno di arte meneghina, bisognerà versare 2 euro di obolo. La domenica, giorno di messa, sarà invece gratis. Ovviamente c’è chi si indigna, e viene anche facile farci sopra un po’ di populismo. Magari un po’ di sinistra, blaterando dei beni della chiesa, di quanto è ricca e di quanto potrebbe vendere qualche tiara d’oro per pagare gli immensi costi di manutenzione di un duomo come quello di Milano. Che, ricordiamolo, ha un restauro infinito, letteralmente. Personalmente, e non vorrei per questo essere lapidato come nel Medioevo, sono d’accordo con la tassa. E’ giusto versare due euro per entrare in Duomo. Girando non dico per il mondo, ma quantomeno per l’Europa, mi sono dovuto pagare ticket d’ingresso stratosferici per vere e proprie ciofeche. Chiesette stupide o quattro mattoni in croce spacciati per opere d’arte di valore assoluto. Noi, in Italia, siamo invece sempre un po’ per il low cost, per il deprezzamento totale. E così, una meraviglia come il Duomo di Milano ognuno se la gode gratis, malgrado i costi altissimi. Due euro, penso io, valgon bene un giro tra le navate. Anzi, fosse per me alzerei l’obolo addirittura a 10. E per chi va a pregare abitualmente farei un abbonamento come quello dell’Atm. Chissà che non ci scappi l’indulgenza.

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