Milano
Pinocchio/Il Sacro Graal di Expo e la nuda verità dei numeri

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C’era una volta un Paese nel quale la menzogna era la regola. O quantomeno lo erano le mezze verità. Ieri, su Affaritaliani.it abbiamo pubblicato un articolo nel quale si citava un report riservato di Trenord nel quale si metteva in luce che a fronte di un aumento di posti disponibili per Expo di 42mila, solo 6mila, nel giorno medio, venivano utilizzati. Dati, numeri, fatti. Accuse? Neppure una. Il problema è che se qualcuno tocca il Sacro Graal dell’Expo, che è bellissimo e che bisognerebbe andare tutti a visitarlo (senza ironia), deve per forza essere fucilato sulla pubblica piazza. Dopo aver scritto quell’articolo, ripreso anche da Dagospia, mi sono arrivate decine di chiamate dall’interno di Trenord ma anche da altre aziende connesse al sito espositivo, che si complimentavano per il fatto che avessi avuto il coraggio di dire che ad Expo non ci stanno andando i visitatori sperati. Coraggio? Ma che coraggio? I numeri sono numeri, e c’è poco da scherzare. Che cosa fa Trenord allora? Prende ed emette un comunicato stampa (che non manda a me, tra l’altro, che sono l’estensore dell’articolo, dimostrando anche una scarsa educazione giornalistica) nel quale si dice che i dati sono falsi e che ci sono punte pari a cinque volte tanto i seimila viaggiatori da me citati nel pezzo. In pratica, cerca di far intendere che sono 30mila i viaggiatori nei punti di picco. Appunto: nei punti di picco. Io parlavo di giorno medio, di media giornaliera. Come dire: hai denunciato che le mele sono marce? Ma guarda che io ho delle pere bellissime. E quindi? Di che stiamo a parlare? A me tranquillizzerebbe molto di più che si facesse operazione verità su Expo, non che si fosse tutti irregimentati.













