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Milano
Pinocchio/Maroni, la spintarella e le indagini tristi

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C’era una volta un Paese davvero povero. Povero di idee, ma soprattutto povero nella sua etica e moralità. Riassumendo: il governatore Maroni rischierebbe di cadere perchè avrebbe dato una spintarella a una sua collaboratrice con la quale “c’era un legame affettivo”. Personalmente non amo molto quando i panni, anche degli indagati, anche degli imputati, e pure dei condannati, vengono lavati sulla pubblica piazza. Se dobbiamo parlare del reato parliamo del reato. E mi viene in mente di quando vennero pubblicate le intercettazioni dell’allora presidente dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco. Telefonava a servizi erotici, e venne dileggiato dal mondo. Non è questo il Paese nel quale sono tutti felici e contenti, nel quale bisogna scrivere paginate e paginate di roba sui festini hard di Arcore, o delle porcate delle Olgettine. Parliamo dei fatti concreti, che già quelli bastano a sconvolgerci: il presidente della Regione Lombardia avrebbe dato una spintarella a due collaboratrici, una perché venisse assunta in Eupolis, l’altra perchè viaggiasse verso Tokyo con la delegazione regionale per Expo. Un viaggio del quale Affaritaliani.it raccontò i segreti e i conti (ovvero, quanto sarebbe effettivamente costato, tra alberghi 5 stelle e voli in prima classe, se non fosse stato effettuato - come invece poi è stato - dal vicepresidente Mantovani, che si portò una delegazione più che ridotta). Triste che un presidente si abbassi a questo. Triste che la vicenda giudiziaria sia portata avanti in questa maniera. Insomma, non c’è lieto fine in questo Paese dove viviamo tutti disillusi e scontenti.

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roberto maroni







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