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Pinocchio/Maroni, la spintarella e le indagini tristi

Pinocchio/Maroni, la spintarella e le indagini tristi
Pinocchio radiolombardia
C’era una volta un Paese davvero povero. Povero di idee, ma soprattutto povero nella sua etica e moralità. Triste ciò che si apprende dalle indagini sul presidente di Regione Lombardia Roberto MAroni, ma triste anche che la vicenda giudiziaria sia portata avanti in questa maniera

ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45

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C’era una volta un Paese davvero povero. Povero di idee, ma soprattutto povero nella sua etica e moralità. Riassumendo: il governatore Maroni rischierebbe di cadere perchè avrebbe dato una spintarella a una sua collaboratrice con la quale “c’era un legame affettivo”. Personalmente non amo molto quando i panni, anche degli indagati, anche degli imputati, e pure dei condannati, vengono lavati sulla pubblica piazza. Se dobbiamo parlare del reato parliamo del reato. E mi viene in mente di quando vennero pubblicate le intercettazioni dell’allora presidente dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco. Telefonava a servizi erotici, e venne dileggiato dal mondo. Non è questo il Paese nel quale sono tutti felici e contenti, nel quale bisogna scrivere paginate e paginate di roba sui festini hard di Arcore, o delle porcate delle Olgettine. Parliamo dei fatti concreti, che già quelli bastano a sconvolgerci: il presidente della Regione Lombardia avrebbe dato una spintarella a due collaboratrici, una perché venisse assunta in Eupolis, l’altra perchè viaggiasse verso Tokyo con la delegazione regionale per Expo. Un viaggio del quale Affaritaliani.it raccontò i segreti e i conti (ovvero, quanto sarebbe effettivamente costato, tra alberghi 5 stelle e voli in prima classe, se non fosse stato effettuato – come invece poi è stato – dal vicepresidente Mantovani, che si portò una delegazione più che ridotta). Triste che un presidente si abbassi a questo. Triste che la vicenda giudiziaria sia portata avanti in questa maniera. Insomma, non c’è lieto fine in questo Paese dove viviamo tutti disillusi e scontenti.